Perclorato

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025


Sulla serie di comunicati
ufficiali NASA che hanno caratterizzato l’estate 2008 non si può certo negare il
fatto che esse abbiano suscitato sentimenti contrastanti. Ma purtroppo, come
consuetudine, il giornalismo nostrano ha ancora una volta dato prova di
possedere la solita e classica attitudine "carpe diem", scadente più che mai e
inutilmente sensazionalista, dato che poi l’indifferenza ha sempre la
meglio. Per quel che concerne la presenza di acqua su Marte ormai non ci sono
più dubbi, semmai ne avessimo mai avuti. Vogliamo approfondire un po’ meglio la
scoperta del perclorato nei campioni di terreno analizzati dagli strumenti della
Phoenix.

Nella data del 5 agosto
2008 la NASA aveva rilasciato un succoso Comunicato Stampa che annunciava la
scoperta di sali perclorati nel suolo marziano. Tale ritrovamento non poteva
passare in background perchè la presenza di un simile composto chimico comporta
delle inevitabili ripercussioni sulla possibilità o meno di vita su Marte. E
poichè l’argomento, vuoi per scopi sensazionalistici o per scopi più nobili, ha
suscitato un certo interesse, qualcuno ha ben pensato di giocarsi la notizia a
ping-pong proponendola in tono positivo ed in tono negativo. In quei
caldi giorni d’agosto sui quotidiani web, blog e forum vari si leggevano cose
del tipo: "Scoperta sostanza tossica che impedisce la vita", "Sostanza tossica
che non impedisce però la vita"; "La presenza del perclorato potrebbe essere
addirittura favorevole alla vita"… Che altro dire?

Diamo la parola al
comunicato NASA:

"Phoenix Mars mission
scientists spoke today on research in progress concerning an ongoing
investigation of perchlorate salts detected in soil analyzed by the wet
chemistry laboratory aboard NASA’s Phoenix Lander. "Finding perchlorates
is neither good nor bad for life, but it does make us reassess how we
think about life on Mars," said Michael Hecht of NASA’s Jet Propulsion
Laboratory, Pasadena, Calif., lead scientist for the Microscopy,
Electrochemistry and Conductivity Analyzer (MECA), the instrument that
includes the wet chemistry laboratory. If confirmed, the result is
exciting, Hecht said, "because different types of perchlorate salts have
interesting properties that may bear on the way things work on Mars if —
and that’s a big ‘if ‘ — the results from our two teaspoons of soil are
representative of all of Mars, or at least a significant portion of the
planet."



The Phoenix team had wanted to check the finding with another lander
instrument, the Thermal and Evolved-Gas Analyzer (TEGA), which heats soil
and analyzes gases driven off. But as that TEGA experiment was underway
last week, speculative news reports surfaced claiming the team was holding
back a major finding regarding habitability on Mars. "The Phoenix project
has decided to take an unusual step" in talking about the research when
its scientists are only about half-way through the data collection phase
and have not yet had time to complete data analysis or perform needed
laboratory work, said Phoenix principal investigator Peter Smith of the
University of Arizona, Tucson. Scientists are still at the stage where
they are examining multiple hypotheses, given evidence that the soil
contains perchlorate. "We decided to show the public science in action
because of the extreme interest in the Phoenix mission, which is searching
for a habitable environment on the northern plains of Mars," Smith added.
"Right now, we don’t know whether finding perchlorate is good news or bad
news for possible life on Mars."



Perchlorate is an ion, or charged particle, that consists of an atom of
chlorine surrounded by four oxygen atoms. It is an oxidant, that is, it
can release oxygen, but it is not a powerful one. Perchlorates are found
naturally on Earth at such places as Chile’s hyper-arid Atacama Desert.
The compounds are quite stable and do not destroy organic material under
normal circumstances. Some microorganisms on Earth are fueled by processes
that involve perchlorates, and some plants concentrate the substance.
Perchlorates are also used in rocket fuel and fireworks. Perchlorate was
discovered with a multi-use sensor that detects perchlorate, nitrate and
other ions. The MECA team saw the perchlorate signal in a sample taken
from the Dodo-Goldilocks trench on June 25, or Sol 30, or the 30th Martian
day of the mission after landing, and again in another sample taken from
the Snow White trench on July 6, or Sol 41.



When TEGA heated a sample of soil dug from the Dodo-Goldilocks trench on
Sol 25 to high temperature, it detected an oxygen release, said TEGA lead
scientist William Boynton of the University of Arizona. Perchlorate could
be one of several possible sources of this oxygen, he said. Late last
week, when TEGA analyzed another sample, this one from the Snow White
trench, the TEGA team looked for chlorine gas. The instrument detected
none. "Had we seen it, the identification of perchlorate would be
absolutely clear, but in this run we did not see any chlorine gas. We may
have been analyzing a perchlorate salt that doesn’t release chlorine gas
upon heating," Boynton said. "There’s nothing in the TEGA data that
contradicts MECA’s finding of perchlorates." As the Phoenix team continues
its investigation of the artic soil, the TEGA instrument will attempt to
validate the perchlorate discovery and determine its concentration and
properties."




http://www.nasa.gov/mission_pages/phoenix/news/phoenix-20080805.html


Modello dello ione perclorato in 2D
(sinistra) e in 3D (centro). A destra è visibile un campione di carbonato
di calcio. (Fonte: wikipedia.it) 

Per intanto cominciamo con
il sottolineare un punto chiave di enorme valore (almeno per noi): il dr.
Michael Hecht aveva chiaramente detto che la scoperta dei sali perclorati
non avrebbe comportato ne un fattore negativo e nemmeno positivo
in relazione alla vita su Marte. Occorreva tempo per valutare il peso della
scoperta anche perchè (parole sue) non si poteva di certo generalizzare il
contenuto di due cucchiaini da tè di campioni di suolo con l’intero pianeta. Da
parte nostra non possiamo che rendere merito ed onore alla saggezza ed il buon
senso manifestato da questo scienziato, visto che spesso e volentieri l’attitudine a
generalizzare ha creato (e continua a creare) solo confusione.

Un’altra pregevole
affermazione del dr. Michael Hecht riguarda proprio i sali perclorati: poichè ne
esistono di diversi tipi occorre capire come ciascuno di essi potrebbe
interagire nell’ambiente marziano, pur tenendo aperta l’ipotesi che possa essere
esistita vita o che ne esista tuttora. D’altro canto le notizie date in pasto al
Pubblico dai Mass Media si erano limitate sostanzialmente al perclorato. Attenzione: perclorato e sali perclorati
non sono la stessa cosa!
Questo modo di fare (dis)informazione ha certamente
creato inutili malintesi. A proposito di perclorato e sali perclorati vi invitiamo
a rivedervi l’articolo:



"La neve di Marte? L’avevamo prevista!"
Gli esperimenti allora compiuti avevano dato esiti un po’ incerti
sull’esatta natura della sostanza rinvenuta nei campioni di terreno, motivo per
il quale ci sarebbero maggiori probabilità che si tratti di sali perclorati.
Sembra infatti che ad un rilascio di ossigeno non si sia verificato nessun
rilascio di gas di cloro.

UNA PICCOLA
GRANDE RIVISITAZIONE

Ripetiamo che tutto quanto
finora esposto è alquanto incerto e da approfondire ulteriormente da parte degli
scienziati, e dovremmo attendere ancora. Tuttavia ci induce a rivedere quanto
scritto nell’articolo


"La neve di Marte? L’avevamo prevista!"
,
ovvero:

"Ma come si sarebbe trasformato il cloruro di sodio in perclorato?
Forse attraverso la dissociazione dell’atomo di sodio e la successiva
ossidazione del cloro ….In pratica l’ossigeno precipitò al suolo
ossidando tutta la superficie e dando origine a numerosissimi minerali ossidati.
L’ematite grigia e l’ematite rossa sono ormai ben conosciute. Dunque il
perclorato potrebbe costituire l’eredità di quel sale che un tempo era disciolto
nel mare".

Se
davvero fossero i sali
perclorati a caratterizzare il terreno di Vastitas Borealis piuttosto che lo
ione perclorato (ClO4) questo non farebbe altro che
avvalorare la nostra tesi sulla modificazione del sale (cloruro di sodio)
originale. Nel caso
l’ossigeno atmosferico fosse "precipitato" mineralizzandosi e ossidando la
superficie di Marte avremmo una plausibile ipotesi che ci spiega come il sale si
sia arricchito gradualmente di ossigeno una volta ritiratesi le acque degli
oceani, formando così i sali perclorati.

ANCORA UNA
VOLTA LI ABBIAMO ANTICIPATI DI 5 MESI?

Sempre a proposito di
terreni ricchi di componenti minerali controversi, ghiaccio e altre
caratteristiche particolari della cui presenza ne avevamo il sentore sin dall’atterraggio della
sonda Phoenix, vogliamo per l’ennesima volta mostrare ai nostri cari Lettori
un altro dei nostri atti di anticipazione sui tempi.


A sinistra: Immagine
rilasciata in data 8 ottobre 2008 relativa al sol 131 (7 ottobre). Questo
fotogramma è stato presentato senza stabilire se trattasi di "true colors",
"false colors" o altro. (Credits NASA)

Sotto a sinistra: Immagine in
"false colors" rilasciata con meritato orgoglio subito dopo l’atterraggio
della Phoenix. (Credits NASA).

Sotto a destra: La medesima
immagine sottoposta al nostro processing. Per rinfrescarci la memoria
presentammo questo elaborato in data

25 maggio 2008
, proprio il giorno
dell’atterraggio della sonda! (Credits NASA – additive processing: Pianeta
Marte.net)

Osservate attentamente il fotogramma
relativo al sol 131 e quello da noi elaborato relativo al sol 1. Che ne
pensate?



Vi proponiamo la caption
tradotta in italiano dell’immagine relativa al sol 131: "Questa immagine mostra
il gelo bianco-bluastro osservata nel terreno marziano adiacente al lander
Phoenix … Si pensa che la ricaduta di gelo continuerà ad apparire nelle
immagini mentre l’inverno marziano si approssima ad arrivare". Ed ecco cosa
scrivemmo proprio quel 25 maggio: "L’immagine da noi
editata ci mostra ancora una volta, un cielo abbastanza sereno dal
colore bianco-celeste, probabilmente indice di una considerevole
umidità da acqua in sospensione e polveri sottili a bassa e media
quota. Notare come il terreno talvolta assuma una colorazione
grigiastra emergente dalla polvere arancione…"
Il commento
NASA parla di gelo bianco-bluastro mentre noi lo abbiamo definito "grigiastro",
ma è solo una questione di percezione soggettiva: il colore è identico. Riguardo
la caduta e presenza di acqua nella bassa atmosfera basta rivedersi il nostro
materiale pubblicato nei mesi scorsi. Non aggiungiamo altro…

Se a distanza di 5 mesi la
NASA ha pubblicato un’immagine che sostanzialmente ricalca alla perfezione il
risultato delle nostre elaborazioni è davvero notevole. Sopratutto ci fa sorgere
spontanee le solite riflessioni sul modo in cui viene presentato Marte al
Pubblico e quindi l’inutilità nel perseverare a "tingere" in quello
pseudo-colore monocromatico le immagini da terra. Allora siamo noi che abbiamo
visto bene oppure si tratta solo di immagini falsate a priori? A questo punto
optiamo per la prima soluzione.

TORNIAMO AI
NOSTRI PERCLORATI

Condividiamo anche noi il
dubbio degli scienziati NASA secondo cui non si sa SE (detto proprio in
maiuscolo) la scoperta dei perclorati sia buona o cattiva, mentre non
condividiamo affatto quel tipo di giornalismo pseudo-scientifico che si limita a
disinformare. A tal proposito vogliamo aggiungere il seguente contributo,
decisamente ben redatto, sull’argomento:


Il
Corriere.it ha una talpa molto cieca alla NASA
Sul
Corriere.it di oggi arriva la

notizia
che è stato trovato perclorato
nel suolo di Marte. Il che è esatto, ma il titolo e l’articolo sono
cesellati con considerazioni alquanto azzardate. Infatti secondo Giovanni
Caprara la presenza di perclorato su Marte renderebbe più
possibile la vita
, e che questa affermazione è stata ribadita
dalla NASA. E’ vero? E la NASA ha veramente parlato in questi termini? La
risposta ad entrambe è NO.

Vediamo allora cosa è il
perclorato e cosa hanno detto alla NASA. I perclorati sono sali altamente
tossici e altamente ossidanti. Per la salute umana tra l’altro sono
pericolosissimi perché interferiscono col metabolismo dello iodio a
livello della tiroide creando scompensi ormonali e malformazioni fetali e
aborti. I perclorati sono naturalmente presenti in natura sulla Terra e
vengono anche prodotti industrialmente per i combustibili di fuochi
d’artificio e razzi. E sono onnipresenti. Ma il fatto che sulla Terra ci
sia acqua in abbondanza fa sì che il perclorato venga drenato e disciolto
al di sotto della superficie del suolo, rendendo il pericolo irrilevante
per la nostra salute. Solo in alcune parti della Terra dove non piove mai
come nel deserto di Atacama in Cile i perclorati rimangono sulla
superficie del suolo rendendo la vita impossibile al 99% di piante ed
animali.

Nessun organismo può
sopravvivere ad alte esposizioni di perclorato a parte alcuni
microorganismi specializzati nella sua trasformazione. Ma infatti
sopravvivono nonostante il perclorato, non grazie al perclorato: e questa
è una grossa differenza! La notizia è altamente negativa per una futura
colonizzazione umana. Proprio perché non c’è presenza di acqua liquida che
possa disciogliere nel suolo questi perclorati vivere su Marte sarebbe
impossibile per i problemi relativi alla tiroide e alle malformazioni
fetali.

Quindi non si capisce
come per il Corriere.it questo renda la presenza di vita su Marte più
probabile. Semmai il contrario come fa notare un pessimista articolo del


Scientific American
. Ma sempre
Caprara ci dice che la NASA ha fatto queste dichiarazioni. E’ vero?
Andiamo nel

loro sito
.

“Right now, we don’t
know whether finding perchlorate is good news or bad news for possible
life on Mars.” Traduzione: “Per ora, non sappiamo se l’aver trovato
perclorati è una buona o cattiva notizia per una possibilie vita su
Marte.” E

ancora
: “How this perchlorate affects
habitability on Mars is certainly a complex question that we don’t have a
final answer on,” Smith said. “It really doesn’t limit us in our search
for habitability in this icy soil and if we were lucky enough to see some
organic signatures we wouldn’t be surprised.” TRAD: “Come questo
perclorato possa interferire con l’abitabilità su Marte è certamente una
domanda a cui noi non abbiamo una risposta finale.” dice Smith. “Veramente
non ci limita nella nostra ricerca di abitabilità in questo suolo
ghiacciato e se siamo abbastanza fortunati da vedere qualche traccia di
materiale organico non saremmo sorpresi.”

Non saremmo sorpresi
perché come constata Smith esistono organismi sulla Terra che possono
sopravvivere malgrado i perclorati. Peter Smith in tutte
le sue dichiarazioni è sempre cauto, perché ha paura che i giornalisti
gonfino notizie o se le inventino prima che i dati possano essere
analizzati di nuovo e considerazioni vengano discusse più in profondità
dalla comunità scientifica.  “I ask that the media be patient with us,” he
said. “Let the science team proceed at a proper pace.” Incominciare un
articolo con “La scoperta del perclorato nella zona artica di Marte è
una notizia più buona che cattiva.
” quindi, considerate le cose dette
sopra, mi pare alquanto azzardato.



http://progettogalileo.wordpress.com/2008/08/07/il-corriereit-ha-una-talpa-molto-cieca-alla-nasa/


Ribadiamo che esiste una
differenza sostanziale tra il "perclorato" ed i "sali perclorati" in quanto
questi ultimi posseggono una base metallica tra i
quali sodio, potassio, magnesio, ammonio e litio mentre il perclorato è solo lo
ione ClO4. Se al perclorato aggiungiamo l’idrogeno
otterremo l’acido perclorico (HClO4). Ed ecco perchè esiste
un grande interesse da parte degli scienziati in quanto le
interazioni dei sali perclorati nell’ambiente marziano potrebbero dirci molto
sulla storia di Marte, oltre che permettere di capire come adattarsi qualora
l’uomo raggiungerà il pianeta. Naturalmente, prima che l’uomo si esporrà al
contatto con qualsiasi elemento locale sarebbe saggio quantificarne l’effettiva
tossicità e verificarne le possibilità di utilizzo per il sostentamento di una
stazione permanente.

Riguardo la presenza di
acqua liquida, ritenuta dagli scienziati quasi impossibile su Marte, vorremmo
rimarcare quanto segue: la capacità di drenare i perclorati posseduta dall’acqua
sulla Terra è dato dalla sua enorme disponibilità in superficie e, di
conseguenza, dalla sua mobilità. Su Marte il problema non è tanto dovuto alla
mancanza di acqua liquida, ma dalla sua pressoché assenza di mobilità, essendo
questa sostanzialmente intrappolata nel terreno radente alla superficie o al
sottosuolo. Sebbene crediamo che esistano in determinati luoghi del pianeta
affioramenti d’acqua, questi non basterebbero di certo a drenare e
purificare il terreno da eventuali sostanze tossiche.    

UN PREGIUDIZIO
ERRATO SULL’OSSIGENO

Strettamente legato al discorso
dei perclorati potrebbe essere un comune pregiudizio sull’importanza
dell’ossigeno nei confronti della vita. A dire il vero riteniamo che alla base
di quasi tutte le sciocchezze proposte l’estate scorsa si nasconda proprio
questo errore dovuto a scarsa conoscenza scientifica. Qualcuno crede che
l’ossigeno favorisca la vita, ma è vero esattamente l’opposto: l’ossigeno brucia
e sterilizza in quanto favorisce la combustione e lega molto facilmente con
moltissimi elementi chimici creando, appunto, gli ossidi. Naturalmente l’uomo e
gli animali hanno bisogno di ossigeno senza il quale morirebbero. Questo gas
viene utilizzato dall’organismo come comburente nei processi biologici basati
sulla chimica del carbonio. Si noti che l’ossigeno prelevato durante
l’inspirazione viene poi eliminato durante l’espirazione e non viene trattenuto.
Serve come mezzo per produrre energia. Diversamente moriremmo proprio a causa
dell’ossigeno!


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