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Caption NASA originale tradotta in italiano:
Questa vista
a 360° mostra l’ultima pausa di Opportunity sulla ormai familiare superficie
di Meridiani Planum prima di raggiungere i terreni
differenti di Victoria Crater. Nel
centro del mosaico è visibile Beagle Crater, un cratere da impatto largo circa 35
metri.
Si possono intravedere a
distanza da sinistra a destra le impronte del Rover Opportunity avvicinarsi
al cratere. Nonostante le recenti immagini orbitali, l’osservazione da un
punto più favorevole ha mostrato che Beagle Crater risulta moderatamente
eroso. Le
pareti del cratere sono crollate e metà del fondo sembra
riempito da sabbia increspata. Tuttavia rimane una porzione rialzata
dell’orlo del cratere, ed in alcuni punti (per esempio, sulla parte
interna sinistra della parete) sembra essere
conservata una parte di affioramenti a scogliera. Gli ejiecta espulsi da
Beagle Crater
circondano il Rover, molti dei quali aventi un aspetto stratificato e a
grana fine tipicamente riscontrate nelle rocce di Meridiani Planum. Molte di
queste rocce hanno superfici regolari modellate dall’erosione del vento.
L’erosione del vento inoltre ha formato i mucchi di sabbia sistemate fra le rocce.
Poiché la forma dei crateri da
impatto oggi è ben conosciuta da quando essi vengono generati, gli
scienziati hanno quindi la possibilità di studiarne al meglio le
modificazioni sopravvenute nel corso del tempo. Dalle osservazioni sul come
sia stato riempito e trasformato un cratere da impatto e da come
i relativi bordi sia stati modificati, gli scienziati possono valutare quanto
tempo la relativa superficie possa essere stata esposta all’erosione.
Il profilo
molto simmetrico di un cratere quale è Beagle Crater nonchè l’apparenza
a blocchi dei relativi ejecta può anche suggerire agli scienziati
informazioni circa la
resistenza della roccia fresca del fondo. Sulla base delle osservazioni
come queste, gli scienziati ritengono che Beagle Crater è più
giovane dei crateri Eagle e Fram, situati vicino al luogo di
atterraggio di Opportunity, ma più simile ai crateri Voyager e Viking
situati a nord nelle pianure lì vicino. Opportunity ha effettuato
altri tipi di rilevazioni di Beagle Crater quali
le misure spettroscopiche ottenute con la macchina fotografica
panoramica e il
"Miniature Thermal Emission spectrometer", per aiutare gli
scienziati a valutare la composizione delle rocce e per determinare se
il cratere Beagle sia scavato nelle rocce di superficie di
Meridiani Planum o nella distesa di ejecta del cratere Victoria.
Il nome Beagle Crater è stato scelto in modo informale da una grande
nave da esplorazione, la HMS Beagle, che tra i passeggeri annoverava il naturalista britannico Charles Darwin
(…)
Questo è un mosaico di
immagini a 360 gradi ripreso da Opportunity tra il sol 90 e il sol 904 (dal 6 al 9 agosto 2006) di esplorazione.
Si tratta di un’immagina a colori approssimativamente veri utilizzando i filtri
753-nanometri, 535-namometri e 432-nanometri.
Il commento di
Pianeta Marte.net
La costante presenza
di quelle misture grigio-verdiccio, mischiate al terreno ossidato,
pare che accompagnano il viaggio di Opportunity in modo assiduo. La
nostra incertezza tuttavia risiede sempre nel fatto che non sappiamo con
certezza se il prodotto originale NASA sia effettivamente un semplice
sbilanciamento del rosso rispetto al colore reale. Ad ogni modo la Mars Gallery
proseguirà seguendo tale percorso, presupponendo che (si spera…)
il nostro elaborato possa corrispondere al paesaggio
"naturale", senza aggiunte di colorizzazioni artificiose.
Questo è un
ingrandimento su Beagle Crater il quale mostra la "fanghiglia" grigio-verdastra come in Victoria
Crater. Il cielo appare di colore azzurro con una evidente ed elevata opacità
atmosferica.
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