Gallery Pia08809

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025


 

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Caption NASA originale:

This view
of Victoria crater is looking north from "Duck Bay" towards the dramatic
promontory called "Cape Verde." The dramatic cliff of layered rocks is
about 50 meters (about 165 feet) away from the rover and is about 6 meters
(about 20 feet) tall. The taller promontory beyond that is about 100
meters (about 325 feet) away, and the vista beyond that extends away for
more than 400 meters (about 1300 feet) into the distance. This is an
approximately true color rendering of images taken by the panoramic camera
(Pancam) on NASA’s Mars Exploration Rover Opportunity during the rover’s
952nd sol, or Martian day, (Sept. 28, 2006) using the camera’s
750-nanometer, 530-nanometer and 430-nanometer filters.

Traduzione:

Questa vista di Victoria
crater mostra una prospettiva a partire dal nord di "Duck Bay" verso il
ripido promontorio chiamato "Cape Verde." La struttura stratificata del
promontorio dista circa 50 metri dal Rover ed è alta circa 6 metri. Il
promontorio più alto oltre quello è situato a circa 100 metri e si estende
per più di 400 metri di distanza.

Questo frame è in
"colori approssimativamente veri", ottenuto dalla PanCam di Opportunity
durante il Sol 952 (28 settembre 2006) ed utilizzando filtri a 750 – 530 –
430-nanometri.

Il commento di
Pianeta Marte.net.

Per
inaugurare i nuovi aggiornamenti della nostra Mars Gallery abbiamo
deciso di concentrarci su Victoria Crater. Da quando Opportunity ha
visitato il cratere sono ormai trascorsi praticamente 6 mesi e da
allora, a proposito dell’esplorazione marziana, ne abbiamo sentite di
notizie più o meno interessanti…

Ma quello che ci preme
sottolineare, in questa sede, è la curiosa pigmentazione del terreno
che, nonostante mantenga la tipica patina di fondo, mostra una
altrettanto spiccata presenza di "materiale" grigio-verdiccio. Inutile
peraltro commentare il frame originale proposto dalla NASA perchè, a
nostro avviso, indurrebbe chiunque a trarre conclusioni fuorvianti circa
la reale natura del suolo.

Spogliando i frames
originali NASA dall’eccessivo sbilanciamento rosso abbiamo riscontrato
la presenza di questa specie di "fanghiglia" grigio-verde svariate
volte. Nella nostra elaborazione qui sopra potete ben constatare come il
terreno di Victoria Crater sia letteralmente inzuppato da questa
sostanza. Ma cos’è?

E’ chiaro che la
nostra "ripulitura" non vuole pretendere di essere la "vera"
rappresentazione del paesaggio marziano. Potremmo pure sbagliarci. Ad
esempio, se osservate le ottime elaborazioni dei Colleghi di Lunar
Explorer Italia noterete che il sito di Victoria Crater appare
tipicamente arancione.


Confrontiamo la "colorizzazione" NASA e la "colorizzazione" dei
Colleghi di Lunar Explorer Italia. Credits: Lunexit.it

Nel nostro processo di
re-equilibratura cerchiamo di riportare ogni tonalità cromatica entro
parametri in cui i colori stessi del paesaggio non mostrino eccessi di
nessuno d’essi in particolare. In altre parole, ciò che vedete nel
nostro elaborato corrisponde al prodotto naturale del processo di
rimozione del filtro rosso che, secondo il nostro parere, viene aggiunto
(ergo sommato) al colore reale del paesaggio .

Ma soffermiamoci un
momento sull’aspetto del cielo di Marte durante il sol 952 (ed anche i
seguenti, noi suggeriamo). Cielo rosso? Cielo rosa? Cielo azzurro?
Niente affatto! Il cielo è decisamente grigio. Proprio così. Ed anche in
questo caso ci sorgono alcune legittime domande: di cosa è indice un
celo grigio? Come mai?

Dunque, ed ammesso che
la nostra elaborazione rifletta l’effettivo reale aspetto dell’area di
Victoria Creater, noi suggeriamo che:

1) Anzitutto su Marte
sta accadendo qualcosa di "globale". Tra l’altro non siamo certo ne i
primi a dirlo e nemmeno saremo gli ultimi…

2) Evidentemente è in
corso una costante evaporazione d’acqua su vaste aree del pianeta…

3) Di conseguenza
l’opacità atmosferica sta assumendo sempre più le caratteristiche di
quella terrestre.

Resta ora da capire da
dove esattamente l’acqua scaturisca per confluire in atmosfera, ed in
quantità notevoli, proporzionalmente alle dimensioni del pianeta,
all’ammontare del tasso di evaporazione e alla distruzione di una parte
d’essa ad opera dei raggi UV. Di notevole importanza potrebbero
risultare le recenti immagini trasmesse dalla sonda Rosetta, la quale ci
ha mostrato una estesa (seppur sottile) coltre nuvolosa sopra una grande
porzione del pianeta; oltretutto questi corpi nuvolosi sono stati ancor
più evidenziati proprio nel bordo del disco di Marte, a riprova che la
loro presenza non è affatto irrilevante. Permane solo un certo grado di
incertezza sulla composizione di tali nubi: acqua, CO2 o polveri? La
risposta, molto probabilmente, l’ha offerta la medesima sonda tramite un
fotogramma nel campo degli UV con filtro cromatico OH: si direbbe che la
presenza di vapore acqueo in sospensione sia per nulla trascurabile…

Una scommessa su
questi frames

Quando furono
rilasciati i fotogrammi a "colori" di Victoria Crater la nostra prima
operazione fu, naturalmente, quella di rimuovere il filtro rosso per
vedere cosa si nascondesse sotto e, in effetti, rimanemmo impressionati
nel constatare come l’opacità atmosferica avesse prodotto un cielo così
grigio. Inevitabilmente fummo in ansiosa attesa di un immagine che
mostrasse un estesa coltre nuvolosa, a conferma dei nostri sospetti.

Ci rendiamo conto che
qualche Lettore potrebbe pensare che stiamo facendo della dietrologia
artificiosa e che ci stiamo inventando tutto: ciascuno creda a ciò che
vuole, non importa. Noi sappiamo bene quello che pensiamo e facciamo: le
cose sono andate esattamente così come esposte.

 

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