Complottismo Successo

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025











Il complottismo affrontato nella
trasmissione di Rete 4 "Sai xchè?"

Nel periodo estivo anche le
maggiori TV nazionali si "riposano", così alcune trasmissioni già andate
in onda nel normale palinsesto televisivo vengono riproposte in altre
fasce orarie. La sera del 31 luglio 2007 su Rete 4 (Mediaset) abbiamo
potuto rivedere una puntata di "Sai xchè?" la quale rispondeva ad alcune
fondamentali domande relative al Programma Spaziale Apollo.

Il tema principale ricadeva
sul perchè ancor oggi le teorie dei complotti riscuotono un certo
successo. In pratica si sostiene che il programma Apollo fu una farsa a
sfondo politico inscenata nei cinematografi. Ed ecco, in sintesi, i tre
punti chiave della questione:

  1. L’IGNORANZA

  2. LA MALAFEDE

  3. IL FASCINO CHE IL
    COMPLOTTISMO ESERCITA SULLA MENTE UMANA

L’ignoranza di coloro che
non conoscono bene la Storia del Programma Spaziale americano; l’ignoranza
frutto di una scarsa documentazione da parte di coloro che non si sono
accertati per sfatare quegli interrogativi di
(relativamente) facile comprensione.

La malafede di coloro che,
invece, pur conoscendo la Storia e sapendo come si sono svolti i fatti
dell’epoca (in particolare dal 1968 al 1972) hanno deliberatamente e
volutamente messo in circolo false storie, infamanti e meschine probabilmente
per far soldi sulle
spalle di altri, sia di coloro che vissero in prima persona le Missioni
Spaziali che di tutti i potenziali "polli" che avrebbero facilmente
abboccato al laccio di questo ultradecennale malcostume.

Infime bisogna ammettere
che questo tipo di complottismo esercita un notevole fascino nella mente
umana. E’ semplice da assimilare; non richiede sforzi mentali particolari
perchè lo si può "bere" passivamente; non richiede grandi fatiche per
documentarsi e capire il come e il perchè delle cose, anzi meno si sa
meglio è… Basta solamente lasciarsi andare…

Come ampiamente spiegato
nel programma "Sai xchè?", le prove a favore dell’autenticità delle
Missioni Apollo esistono e sono più che abbondanti. Occorre avere solo un
po’ di volontà nel prenderle in esame. Citiamo un esempio semplice ed
immediato trattato durante la trasmissione: le immagini "troppo ben
riuscite" dimostrano che furono scattate sulla Terra in un ambiente
scenografico? No, perchè rispetto a quelle buone ve n’erano (anzi ve ne
sono) moltissime altre risultate poi sovra-esposte, troppo buie, sfocate
ecc. ecc… Quindi potrebbero essere state tutte scattate sulla superficie
lunare.

Con questo chiudiamo la
questione "Missioni Apollo" esprimendo un elogio alla Redazione di "Sai
xchè?" a motivo dell’ottimo contributo dato alla difesa di una delle più
spettacolari ed avvincenti pagine della Storia dell’Uomo.

La diatriba sulle presunte
anomalie marziane e sui presunti "colori" di Marte fino a che punto
rientra nell’ambito del cospirazionismo più classico? Volendo rispondere su due piedi diremmo
che, in parte, anche qui si rischia di cadere in un tipo di complottismo
pop. Affrontiamo l’argomento in modo tale da essere
facilmente digerito da chiunque:

  1. Le missioni per Marte sono state tutte
    vere e non inventate

  2. Quelle fallite sono effettivamente
    fallite e basta.

  3. La documentazione fotografica e tecnica
    esiste. Diciamo che alcune informazioni sono un po’ difficili da
    reperire, mentre altre sono un po’ inconcludenti.

Il complottismo "marziano" nasce prima di
tutto da una cattiva visione di questi primi tre aspetti base. Se crediamo
che le missioni per Marte siano inventate allora tutto il resto dovrebbe
essere automaticamente fasullo. Quindi? Dovremmo dedurre che alla NASA o
all’ESA si lavora di fantasia e ci si guadagna lo stipendio
producendo capolavori di inganno, con effetti 3d simulati al computer.
Ma quanta fantasia ci vorrebbe per inventare decenni di immagini fasulle?
Oltretutto è antieconomico, inutile e privo di alcun senso logico.

Dire che le missioni fallite siano state
sabotate da Terra o da presunti "alieni"… beh, in mancanza di
prove,
sarebbe meglio tacere ed evitare di farsi delle probabili figuracce.
Mettiamoci nei panni di eventuali finanziatori: certamente ci penseremmo
ventidue volte prima di tirar fuori un solo euro (o dollaro) per
finanziare progetti i quali ci porteranno, nel peggiore dei casi, a
recuperare parte del danno mediante una polizza assicurativa. Inutile
tuttavia ricordarlo: sappiamo bene che qualcuno se ne infischia delle figuracce,
considerando che le bufale potrebbero essere poi
ben rimunerate dalla produzione e diffusione di materiale attinente.

Se infine non siamo capaci di trovare una
determinata informazione o immagine, non accusiamo la NASA o l’ESA di
essere un manipolo di cospiratori. E’ più probabile che siamo noi ad
essere degli incapaci a fare ricerche, senza offesa. Vale anche per chi
scrive su questo sito. La legge è uguale per tutti.

Eppure molti Lettori sanno bene che Pianeta
Marte.net ha più volte espresso delle critiche, anche abbastanza
rilevanti, a proposito di come viene presentato Marte. E’ vero. Ricordiamo
però che la nostra critica non è frutto di mancanza di conoscenza e
nemmeno di malafede. Sappiamo benissimo che ricevere segnali radio da decine di milioni di km di distanza (con potenze
media paragonabili a quelle di una lampadina) possono comportare spesso la perdita di dati ed
altri problemi. Questo però non significa che dovremmo essere
ingenui e bere altrettanto passivamente quanto ci viene proposto
attraverso le cosiddette "vie ufficiali". In ogni caso, e dal nostro punto
di vista, le grandi congiure attuate dagli Americani (e/o da altri Paesi)
per tenere le masse all’oscuro di chissà cosa hanno il netto sapore delle
chiacchiere da bar. A pensarci bene, non servirebbe nascondere qualcosa a coloro che già manifestano scarso
interesse verso la conoscenza stessa dello Spazio.

Ma allora perchè anche in questo sito, come
in diversi altri, si punta molto il dito sulle immagini di Marte "troppo
rosse"? Perchè il problema esiste. Negarlo è da ignoranti, offendersi è
pure da stupidi. Ovviamente è facile rimanere impressionati davanti ad un’immagine "in tinta rossa" che, dopo una ritoccata sulla Palette RGB, si
trasforma in una spettacolare foto "simil-terrestre". Se poi si leggono
anche delle "toccanti" frasi come didascalia il dramma si carica
ulteriormente di tensione, e allora volano le cospirazioni a gogò.

L’errore tremendo sta proprio quando
pensiamo di poter affrontare un tema delicato, e per nulla da prendere
alla leggera, sulla base dell’emotività e della suggestione. Il
problema andrebbe studiato tecnicamente e metodicamente, possibilmente con
la dovuta freddezza di spirito e un certo distacco emotivo. Facciamo un
esempio: alcuni ritengono che la NASA e l’ESA nascondano le prove
dell’esistenza su Marte di tracce di intelligenza non-terrestre. Lo
dimostrerebbero le numerose immagini dove si notano presunte figure
antropomorfe, figure ortogonali ecc. Ma questa affermazione rischia di
creare una contraddizione concettuale. Vi
ricordate che ne parlammo tempo fa? Sarebbe davvero ingenuo e sciocco
lasciarsi "sfuggire" delle prove se tali dovrebbero restare "Top Secret".
Giusto?

Attenzione: non stiamo dicendo che su Marte
non potrebbero esservi tracce di qualche intelligenza pregressa o attuale,
anzi lo pensiamo anche noi. Inoltre non escludiamo a priori che alcune
delle presunte figure regolari, ortogonali o antropomorfe potrebbero
effettivamente essere resti di un’antica presenza umana (umana =
terrestre) su Marte. Dimostrarlo sarebbe la soluzione ideale, ma è molto
difficile. Così, il Lettore avrà la possibilità di comprendere
che non si acquisiranno elementi probatori accusando la NASA e l’ESA di
cospirazioni varie. Piuttosto, la raccolta e la catalogazione e l’analisi
di tutto ciò che la NASA e l’ESA rilasciano al pubblico sarebbe già un
ottimo metodo operativo.

Ed ora spendiamo
due parole su questa immagine.
Essa risale al 12 aprile 2005 e
consiste in una comparazione tra il deserto del sud in Marocco
(parte sinistra) e il terreno di Husband Hill su Marte. Non si
tratta certo di un’immagine nuova o sconosciuta agli Appassionati.

Il dilemma è il
seguente: sono immagini "taroccate" o in veri colori naturali? La
nostra opinione al riguardo consiste nel ritenere i due fotogrammi
"non taroccati". Abbiamo in entrambi le località un’elevata A.O.
(opacità atmosferica), cieli molto chiari (su Marte appare
sostanzialmente bianco con leggerissime sfumature rosa ed azzurrine)
e terreni ricchi di rocce e sabbie arancione.

Per dimostrare che i
fotogrammi sono realistici esiste un metodo abbastanza semplice:
prendiamo come campione qualche immagine del deserto del Marocco e
confrontiamole con quella scelta dal Personale NASA…

Quale esito ci darà la comparazione?


dal sito di

Andrea Marangoni

Ed ecco una serie di
ulteriori immagini raccolte nel web che ci mostrano sempre il deserto del
Shaara in Marocco

Può darsi che, sia nel mosaico NASA che in
quelle scattate a Terra, siano state operate
un minimo di adattamenti cromatici, enfatizzazioni ecc… Tuttavia,
riferendoci al fotogramma mosaico NASA, possiamo riscontrare una larga
compatibilità con le altre immagini qui sopra proposte.
Inutile aggiungere ulteriori commenti. Sottoporre il mosaico NASA ad un
processing RGB senza almeno un minimo di riferimento comparativo ci
avrebbe facilmente indotto a trarre una conclusione probabilmente errata.

Che dire? le similitudini tra Marte e la
Terra sono impressionanti, molto più delle differenze. Noi su questo non
abbiamo mai avuto dubbi. Potete ben constatare come le variazioni di
temperatura, di ventilazione e di illuminazione solare possono produrre
cieli azzurri e/o cieli rosati in entrambi i pianeti. Abbiamo terreni
ricchi di materiale ossidato anche sulla Terra, ma nulla di straordinario
perchè l’ossigeno è un gas che lega facilmente con gli altri elementi
chimici. Per nostra fortuna, sulla Terra l’ossigeno che si lega al suolo
viene sempre compensato dalla vegetazione terrestre e da alcune forme di
vita in mare; su Marte le cose stanno in modo più drammatico: l’ossigeno
prodotto dalla scissione delle molecole d’acqua, ad opera del raggi UV,
non viene compensato in modo efficiente. Riteniamo però che sul Pianeta
Rosso qualcosa di importante stia accadendo da alcuni decenni: un costante
apporto di acqua ed ossigeno in atmosfera, ad un tasso maggiore che in
periodi precedenti.

Ed ora, per la gioia di tutti gli
Appassionati, i Ricercatori Indipendenti, i Complottisti e gli
Anti-Complottiti vi proponiamo lo stesso simpatico giochino che la NASA si
è deliziata di regalare al Gentil Pubblico. Guardate un po’….

Uno è il deserto del Marocco e l’altro è
Marte. Insomma: il fotogramma terrestre lo avete appena visto più sopra!
Solo che ve lo abbiamo voluto riproporre accanto a quello NASA relativo a
Spirit giunto a Bonneville Crater durante il Sol 65. L’immagine NASA è
stata offerta al Pubblico come "false color". Probabilmente qualcuno ora
batterà il pugno sul tavolo pensando che "qui gatta ci cova". Beh…
dipende a quale corrente ideologica appartiene! Allora: è davvero una
"false color" oppure è un’immagine autentica spacciata per "false color"?
La risposta al dilemma si può tranquillamente trovare su questo sito.


Orbit Mars


U.S.A. Mars Society


Mars News

Mars Today

Picture of Day


Space.com


Messenger


Cassini-Huygens


Link To Universe

 


La Stampa Scienze


Apollo Image Atlas


Ceifan.org


Italian Mars Society


Sistema Solare


Mappa Stellare


La Repubblica Scienze


Corriere.it - Scienze


Rai Explora


Galileo


Le Scienze Web


News Spazio


Astronomicamentis


Videogulp - Astronomia


Unione Astrofili Italiani

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