Pap E0

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025




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IN MEMORIA

10 maggio 1941 – 1
ottobre 2007

Lunedì 1 ottobre 2007, all’età di 66 anni,
si è spento mio padre, stroncato dal cancro…

 

Un padre di famiglia, un marito, un uomo come
tanti, certamente. Ma era mio padre. Ed è giusto che io, suo figlio,
ricordi quest’uomo dedicandogli una piccola pagina nel mio sito. Non potrò
ringraziarlo mai abbastanza a motivo di tutto ciò che ha fatto per la sua
famiglia; d’altronde tutti i buoni padri, nonchè mariti, meritano sempre
di essere apprezzati per gli sforzi che riescono a compiere nel corso del
tempo adempiendo il loro impegnativo ruolo

Lui, assieme a mia madre, ha diviso e
condiviso il mio calvario infantile dovuto al male che colpì i miei occhi
e, benchè di tanto in tanto, nel corso degli anni, si è verificato qualche
"intoppo di percorso" non è mai fuggito dal proprio ruolo ed ha sempre,
alla fine, ritrovato la tranquillità.    

Questa foto gliel’ho
scattata l’anno scorso, quando lui combatteva già da molti mesi con il suo
brutto male. Quel pomeriggio, mia mamma, mentre stava curando i fiori del
nostro giardinetto, mi chiese se gli facessi due foto. Fu una bella idea e
così presi la videocamera e, piuttosto che delle "semplici" foro, girai un
piccolo filmato.

Finchè i nostri cari sono
con noi, beh…, possiamo goderceli. Ma quando se ne vanno l’unica cosa
che ci rimane è la memoria ed il ricordo della loro presenza. Nessuno ci
privi mai dei nostri cari ricordi! La memoria è come un marchio impresso
indelebilmente in noi. Io provo gioia sapendo che molti altri figli, come
me, hanno il privilegio e l’onore di ricordare i propri genitori che si
sono addormentati nella morte. Ma mi rattristo amaramente quando,
purtroppo, altri figli dimenticano presto i loro genitori, peggio se
accade da vivi! E non voglio andare oltre… perchè altrimenti
occorrerebbe menzionare tanti e troppi drammi familiari che caratterizzano
la nostra Società così…. "evoluta".

Mio padre era nato a
Ramacca (CT) in piena Seconda Guerra Mondiale. Mi raccontava dei suoi
ricordi di primissima infanzia, quando gli Americani arrivarono in
Sicilia; una delle prime cose che pronunciò ai Soldati fu "Hello!
Biscotti al bambino!" Comunque il dopoguerra risultò essere un periodo
duro per tutti, e occorse veramente rimboccarsi le maniche per uscire
dalla miseria seminata dalla guerra. Sin da piccolo lui imparò ad essere
disponibile nel sostenere i suoi genitori (miei nonni) nelle mansioni di
casa… Casa significava anche curare la campagna e gli animali da
allevamento che a quel tempo volevano dire mangiare e tirare avanti.

Eppure devo ammettere che
non provò mai disprezzo nei confronti del coltivare la terra. Per tutta
la sua vita ha continuato a manifestare amore e passione per
l’agricoltura. Passione pura e genuina senza finalità economiche. Era
suo desiderio, appena raggiunta l’età della pensione, di trovare un
posto dove vivere e crearsi un suo spazio per realizzarsi l’orto. E così
è stato!  

 Nel mese di
dicembre del 2000 ci siamo trasferiti nella nostra attuale casa,
situata in campagna ma, fortunatamente, non in luogo isolato. Senza
perdere tempo si era da subito messo all’opera e col passar dei mesi
i frutti della sua creatività ed inventiva, tutta dedicati alla sua
casetta ed alla famiglia, cominciavano a sbocciare…

Il suo tanto
desiderato orto, la sua legnaia per conservare la legna da ardere
nella stufa, il ripostiglio per gli attrezzi, il battuto per mettere
i tavoli dove mangiare d’estate ecc… Certo, mi rendo conto che
tutto ciò non è poi così eclatante, in fin dei conti sono cose che
qualunque padre e marito dotato di amore e buon senso farebbe se ne
avesse la possibilità. Ma oggi proprio queste cose acquistano un
significato diverso e speciale: sono l’opera delle mani di mio
padre, sono cose che testimoniano la sua vita e presenza, e
costituiscono un ricordo tangibile e palpabile con mano. Ricordi da
toccare e non solo da vivere ella mente.

Lui amava molto anche
i fiori e ci teneva ad avere un bel giardinetto colorato e vivace,
ma poi se ne occupava mia madre… dopotutto le era più consono. Non
potrò mai dimenticare i suoi spaghetti alla carbonara, il suo sugo e
la sua immancabile fettina di mela che era sempre pronto a
sbucciarmi a pranzo e cena. Non che non sia capace di sbucciarmi una
mela… ma lui era contento di farlo e io altrettanto di mangiarmi
la mela che mi sbucciava…. Sì, probabilmente fa
sorridere, ma il legame e la relazione tra genitori e figli si
vedono e si possono pesare proprio nei gesti più banali ed
apparentemente insignificanti…

Nonostante la sua
malattia quante volte mi veniva a prendere con lo scooter dalla
stazione o mi portava alla stazione per andare io a lavoro! Anche
quando faceva freddo lui si prendeva il freddo per non farmi fare 2
km a piedi, dato che io non posso guidare a causa della mia vista…
molto molto rarefatta. E quanto si è sacrificato per assistere mia
madre costretta a letto per un lungo periodo a causa di una malattia
pesante e di un intervento ad una mano….  Come posso io non
dare il giusto onore a mio padre che non c’è più?

UN LUOGO DOVE RIPOSARE

Mio padre ha combattuto
una battaglia contro il cancro con tenacia e volontà. Ma la vita
purtroppo gli aveva riservato una beffa oltre alla sofferenza: a causa
di un piccolo infarto che aveva avuto (tra l’altro non lo sapeva nemmeno
lui) e di un polmone leggermente atrofizzato dall’asma, lui non sarebbe
stato in grado di reggere un intervento sotto anestesia totale per
rimuovere la vescica infettata dal male. Ha dovuto andare avanti con la
radioterapia… Lascio immaginare l’evoluzione della faccenda…

Purtroppo non ce l’ha
fatta! Lunedì sera alle 19, 50 mio padre è morto, ma con una grande
dignità. Ha affrontato gli ultimi mesi con una dignità e un’umiltà
che io stento oggi a credere. Mai che una volta ha infierito o
inveito contro qualcono o che si sia lamentato. Anzi, incoraggiava
gli altri e riusciva persino a trovare il lato umoristico dalla sua
situazione… Continuava a raccontaci le sue cose di quando era
giovane e cantava spesso le canzoni dei loro tempi a mia mamma…
Però sapeva che se ne stava andando.

Ho visto il suo volto
triste e rassegnato che piangeva sapendo che doveva lasciarci… Ma
lo ha sempre fatto con estrema dignità e senza maledire mai nessuno!

ECCO, PAPA’ TANTI
FIORI PER TE!

TU CHE AMAVI I FORI
RIPOSA IN MEZZO AI FIORI!

 

 

Dov’è andato mio padre?
Forse in cielo? In qualche sperduta dimensione ultraterrena? E’ cessato
definitivamente di esistere? Oppure in che altro luogo? La morte fa
sgomento e non piace a nessuno (o quasi…). Eppure molti si cullano
dietro le chimere delle illusioni, pensando che dopo la morte
continuiamo ad esistere chissà dove, forse in cielo, in purgatorio,
all’inferno, in altre dimensioni, in un luogo di attesa per la prossima
reincarnazione…. Ma in realtà tutti quanti noi esseri umani, nel
nostro profondo io, sappiamo dove andiamo alla morte: nel sonno più
totale e nell’inesistenza. Altrimenti che logica avrebbe piangere una
persona che, in pratica, si è solamente spostata da un luogo terreno ad
uno ultraterreno? Dopotutto, se così fosse, sarebbe ancora viva.
Mettiamoci allora nei pani di chi è venuto a mancare: se fosse vivo, ma
situato in un mondo ultraterreno, e ci osservasse mentre ci struggiamo
per la sua perdita, come si sentirebbe, incapace (o impossibilitato) di
aiutarci e farci sapere che sta bene?

Purtroppo la religione in
genere gioca a scarica barile con la gente e presenta idee contorte e
piene di contraddizioni… Mio padre oggi dovrebbe essere vivo chissà
dove e, allo stesso tempo, nell’eterno riposo! E’ paradossale insegnare
la risurrezione dei morti e, contemporaneamente, l’immortalità
dell’anima! Mi chiedo anche come sia possibile che una persona, onde
redimersi (da cosa?) e/o raggiungere Dio, debba nascere e rinascere
dimenticando di volta in volta le vite precedenti: ma alla fine saprà
mai di essere esistita? Logica, nient’altro che pura e semplice logica!

Mio padre credeva nella
risurrezione, proprio come ci credo anche io! Un ‘insegnamento "strano",
"antiscientifico" e ridicolo per molti… Che cos’è la morte? Un
profondo sonno, temporanea inesistenza, l’opposto della vita. E’
interessante allora fare un paragone tra il computer e la nostra vita.
Il computer è composto da hardware e software: se io riesco a fare
backup dei dati e a preservare il software, nel caso la macchina andasse
a pezzi, sarò poi in grado di ripristinare il mio programma esattamente
com’era non appena lo reinserirò in un nuovo computer perfettamente
efficiente… Ma, sfido chiunque a dimostrare che un software e un
backup di dati (magari su CD) possano funzionare da soli!

La vita, tutto sommato,
non è così diversa: noi abbiamo l’hardware (il corpo) e il software (il
programma del DNA e delle complicate strutture cerebrali). Mentre
viviamo noi accumuliamo dati e memorizziamo; noi esistiamo e ne siamo
consapevoli, il nostro "io" è. Alla morte tutto ciò che siamo, l’io
stesso e il suo backup di dati, si disattivano e tornano alla Fonte
della Vita, mentre l’hardware si decomporrà. Avete mai visto la catena
di montaggio delle industrie? Se un computer può essere costruito e
ricostruito cosa potrebbe impedire alla Fonte della Vita di ricostruire
un nuovo "hardware" dove reinserire il "software" e far tornare in vita
la persona morta? E’ così assurdo? Proprio recentemente abbiamo avuto
notizie che siamo quasi grado di creare cromosomi artificiali e
programmarli!

La scomparsa di mio padre
mi lascia un vuoto enorme. La sua lunga sofferenza ci ha straziato e
ogni volta che lo ricorderemo non potremo fare a meno di provare molto
dolore per tutto il suo calvario. Ma anche in questo ci ha lasciato uno
splendido esempio e un insegnamento di vita. So che lo rivedrò e lo
riabbraccerò… a suo tempo.

Vorrei cogliere
l’occasione, in questo ambito, per ringraziare di cuore i miei cari
Colleghi di Lunar Explorer Italia, in particolare il dr. Gianluigi
Barca; inoltre un sentito ringraziamento all’ing. Ennio Piccaluga.     

 

 

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