Intervista Direttore Esa

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025











20 Luglio 2009.

Il Direttore Generale
dell’ESA, Jean-Jacques Dordain, discute dell’importanza dell’anniversario
dell’Apollo e della continuazione dei programmi di esplorazione lunare.


Jean-Jacques Dordain, Direttore Generale dell’ESA


La Luna
ripresa dalla sonda Rosetta


Sig. Jean-Jacques
Dordain, Direttore Generale dell’ESA, quale significato ha secondo
lei il fatto che quarant’anni fa l’uomo abbia messo piede sulla
luna?
 

E che
cosa può significare oggi? A quell’epoca, implicava che la tecnologia
statunitense era più avanzata di quella sovietica, perché fu la bandiera
USA ad essere piantata sul suolo lunare. Ma adesso, ritengo che possiamo
vedere le cose in una luce completamente diversa. Oggi, il fatto che sia
la bandiera degli Stati Uniti ad essere stata piantata per prima sulla
luna non rappresenta più l’aspetto saliente della vicenda.

Penso
piuttosto che la cosa più importante, quella che sarà ricordata nei secoli
a venire è il fatto che gli astronauti abbiano visto il pianeta Terra
sotto un altro aspetto, ovvero come una minuscola pallina da golf che
galleggia nell’oceano dell’Universo. Sono stati quindi in grado di
riportare sulla Terra l’idea che il nostro futuro è "globale" e che
dobbiamo pensare al futuro del pianeta "globalmente" piuttosto che dal
punto di vista delle singole individualità regionali. Ecco il significato
che ha oggi questo evento, ed è davvero molto diverso da quello che poteva
rappresentare 40 anni fa.  


L’umanità tornerà
sulla luna? Se sì, quando e con quali mezzi?


 

Sì, sono sicuro che l’uomo tornerà sulla luna. Non vedo perché l’uomo non
dovrebbe pensare di tornare sulla luna: il nostro satellite si trova a
soli tre giorni dalla Terra e basti pensare che appena cent’anni fa con
tre giorni di viaggio si riusciva a coprire solo il tragitto da Parigi a
Marsiglia. Credo però che questa volta lo scopo non sarà più quello di
piantare una bandiera.

Si potrebbe utilizzare
la luna come un’altra parte del nostro ambiente, per conseguire progressi
scientifici oppure per creare un sistema di allerta contro gli asteroidi o
qualsiasi altra minaccia per il pianeta, o ancora come fonte di risorse da
trasferire sulla Terra. Nella mia opinione la luna è semplicemente parte
del nostro ambiente e sono certo che gli esseri umani vi faranno ritorno,
ma dovranno recarvisi assieme, in armonia, e non sotto l’egida di due
paesi in competizione tra loro.

 

 

L’Europa andrà sulla luna? Se sì, quando e con quali mezzi?

 

Ritengo che l’Europa svolgerà un ruolo di rilievo nel progetto di
esplorazione internazionale della luna, ma ancora non sappiamo con quali
mezzi. Si tratta di una scelta da prendere a livello politico, non a
livello di Agenzia. Il fatto è che oggi l’Europa dipende da altri paesi
per portare i suoi astronauti sulla luna. E visto che dobbiamo dipendere,
non possiamo prendere iniziative autonome, ma soltanto contribuire a un
programma di esplorazione gestito dagli Stati Uniti.

L’Europa può
certamente contribuire con alcune tecnologie di sicuro interesse in aree
dove possiamo affermare di essere i migliori al mondo, ma non sono
previste iniziative gestite autonomamente. Ecco quindi delinearsi un primo
scenario: il contributo europeo a un programma di esplorazione sotto la
guida degli USA.

Esiste tuttavia un
secondo scenario, che consiste nel far sì che l’Europa sviluppi le
capacità necessarie a prendere iniziative autonome. Si tratta ovviamente
di uno scenario radicalmente diverso, perché richiederebbe in primo luogo
lo sviluppo di nuove funzionalità, e nello specifico di un sistema di
trasporto degli equipaggi. Tutto questo necessiterebbe a sua volta di una
decisione politica di alto livello, nonché di dibattiti in sede politica
sull’eventuale posizione dell’Europa nell’ambito di un programma di
esplorazione lunare.

Quando? Nella mia
opinione, questo dipende principalmente dagli attuali piani degli Stati
Uniti, che al momento prevedono l’invio sulla luna di un equipaggio entro
il 2020. Mi sento tuttavia di affermare che la data, in questo caso, non
costituisce il fattore di maggiore importanza. Non viviamo più in un clima
di competizione tra grandi potenze, il che significa che abbiamo tempo. Se
non sarà il 2020, potrà essere nel 2025 – non è realmente importante.

Tra cento anni,
nessuno si ricorderà se siamo tornati sulla luna nel 2020 o nel 2025, ed
ecco perché noi dell’ESA abbiamo scelto di dare la priorità alla scienza e
ai servizi a breve termine per i cittadini. In ogni caso, sono
assolutamente convinto che l’umanità ritornerà sulla luna -forse tra 10
anni, forse tra 20, ma non è questa la cosa importante.

 

 

Ma nell’attuale situazione di crisi economica, non sarà difficile
reperire fondi da allocare a progetti di esplorazione lunare?


 

Ci sono diversi validi motivi che depongono in favore dello stanziamento
di finanziamenti in tal senso. In primo luogo, perché non si può concepire
un futuro a lungo termine della Terra senza tenere conto del nostro
ambiente, e la luna e Marte fanno parte di questo ambiente. Il pianeta
Terra non è isolato e non possiamo pensare a un futuro in totale
isolamento. Quindi, la prima motivazione consiste nel prepararsi per il
lungo termine.

La seconda ragione è
sviluppare tecnologie innovative: per tornare sulla luna, dovremo
sviluppare una serie di tecnologie attualmente non disponibili, quali ad
esempio il riciclaggio delle risorse. Non possiamo infatti portare sulla
luna ogni singolo litro d’acqua o di ossigeno e ogni chilogrammo di cibo
necessario agli astronauti per vivere lassù.

Ciò significa che
dovremo riciclare le risorse quanto più possibile sulla luna, in modo da
produrre acqua e ossigeno e far crescere le piante. Questo tipo di
tecnologie, sulle quali stiamo lavorando ora e assolutamente
indispensabili per una base lunare, avranno numerose conseguenze in
termini delle modalità di utilizzo delle risorse qui sulla Terra.

Infine, il terzo
motivo: è nostro compito fornire alle nuove generazioni progetti
importanti, in grado di avvicinare i migliori talenti alla scienza e alla
tecnica. Purtroppo, nella maggior parte dei paesi sviluppati, i giovani di
talento mostrano scarso interesse per tali settori, tuttavia è mia
convinzione che questo tipo di progetti possa contribuire ad incentivarli.

 

 

Dov’era il Direttore Generale dell’ESA quaranta anni fa, quando il
primo uomo metteva piede sulla luna, e quali erano le sue con


 

Ricordo con chiarezza dove mi trovavo: passai l’intera notte davanti alla
TV. Ricordo anche di aver conseguito la laurea in ingegneria il 20 luglio
a mezzogiorno. Ero finalmente ingegnere e per festeggiare ero andato in
vacanza. Quella notte mi trovavo in un paesino del sud-ovest della
Francia, incollato alla TV.

Allora mi sembrava
quasi un sogno, il raggiungimento di un incredibile traguardo
tecnologico… Non sono sicuro però di avere realmente apprezzato tutte le
implicazioni di ciò che stavo vivendo. Penso di essermi semplicemente
goduto l’evento senza imparare troppe lezioni. Ma al contempo ero
diventato anche un ingegnere in grado di lavorare nel settore spaziale, ed
eccomi qui adesso, ancora nello spazio!

Un ringraziamento
sentito a tutti voi.


Credits ESA: 



http://www.esa.int/esaCP/SEM33V916XF_Italy_0.html



Orbit Mars


U.S.A. Mars Society


Mars News

Mars Today

Picture of Day


Space.com


Messenger


Cassini-Huygens


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Ceifan.org


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