La regione marziana denominata Aram Chaos è situata presso l'equatore del pianeta, alle coordinate 2,5° Nord e 22° Ovest. La sua superficie è caratterizzata da un vasto territorio che scende fino a circa 3 km sotto il livello dato di Marte. Ma perchè tanto interesse anche da parte di alcuni Ricercatori Indipendenti? Attenendoci al puro pragmatismo Aram Chaos sembrerebbe solo un affascinante sito geologico ricchissimo di curiose strutture canalizzate (simili a intrigati condotti tubolari), lineamenti ortogonali, forme decisamente regolari ecc.

La regione di Aram Chaos. Credits NASA/JPL.

Però c'è dell'altro. Aram Chaos ha svelato, in alcuni scatti fotografici satellitari, alcune zone straordinariamente curiose: a colpo d'occhio si direbbe che in quella regione vi siano veri e propri laghi d'acqua liquida. Di questo argomento ne hanno parlato il dr. Joseph P. Skipper sul proprio sito internet www.marsanomalyresearch.com e altri ricercatori.

Le immagini riprese da satellite, comprese quelle ad alta risoluzione, difficilmente potranno offrire un valido supporto a favore di ipotesi esotiche perchè, in sostanza, rappresentano dei piani prospettici bidimensionali. Per rendere l'idea osservate le illustrazioni qui sotto.

figura 1

figura 2

Non che sia impossibile risolvere il problema: l'ESA, ad esempio, possiede attrezzature specializzate nella creazioni di modelli 3d e, probabilmente, anche di immagini scattate su differenti angolazioni. Ma, tecnologie a parte, non v'è dubbio che un osservatore posizionato al livello del suolo sarà in grado di percepire meglio la tridimensionalità rispetto ad uno che invece osserva dall'alto (sopratutto entro un ristretto angolo visivo). Soffermiamoci sulla figura 1. Abbiamo, ovviamente, svariati elementi i quali ci aiuteranno a conferire lunghezza, larghezza, profondità ed altezza al luogo ripreso dalla Pathfinder: a) il modulo principale con la rampa; b) le impronte del Sojourner; c) il  Sojourner stesso con la pietra accanto; d) il terreno con le due Twin Peaks a distanza. Dall'orbita invece (figura 2) ci troveremmo ad osservare la superficie da centinaia di km di altitudine, con il risultato che tutte le forme, le distanze, le profondità saranno parte di un piano più o meno omogeneo e bidimensionale. Quanto ai difetti dei modelli 3D... ne abbiamo ampiamente discusso, quindi vi rimandiamo al relativo materiale. Chiusa questa parentesi tecnica torniamo al nostro argomento principale.

Secondo l'opinione del dr. J. Skipper, nella regione di Aram Chaos vi sarebbero alcuni laghi e qualche piccolo fiume d'acqua liquida superficiale. Tale opinione era abbastanza condivisa anche da altri ricercatori come anche da Pianeta Marte.net (sempre con il dovuto riserbo). Rimane ora il problema fondamentale: capire se ciò che i nostri occhi credono di vedere corrisponda poi a quello che effettivamente c'è in quella regione, ovvero l'acqua. Dopodichè dobbiamo capire se tali presunte acque superficiali siano in fase di deflusso verso l'interno, oppure se stiano emergendo dall'interno verso la superficie, oppure se, almeno, siano in uno stato di stabilità relativa.

Skipper ritiene che le attuali acque superficiali sarebbero il residuo di un indefinito passato, quando tutto il pianeta era ricco di mari, laghi e fiumi. Egli afferma pure che il fenomeno delle acque che recedono sia tuttora in corso. Su una cosa siamo praticamente tutti d'accordo: le acque di Marte sembrano relegate quasi del tutto nel sottosuolo del pianeta intero; persino la NASA è favorevole a tale deduzione, tant'è vero che le rilevazioni satellitari hanno reso indizi sufficientemente convincenti.

Ipotesi? Tra le più suggestive inerenti Aram Chaos citiamo ancora il dr. Skipper e l'Ing. Ennio Piccaluga. Skipper sostiene che su Marte esista una forma di Civiltà Intelligente impegnata in qualche specie di mega-opera di salvataggio planetario, allo scopo di mantenere almeno un minimo di acqua in superficie. L'Ing. Piccaluga ritiene che esistano resti di una antico complesso industriale dove, tra l'altro, si produceva persino energia, forse nucleare.

La nostra opinione è che, basandoci sulla sola disamina di immagini satellitari, non si può certo pervenire a simili conclusioni in maniera tanto "semplicistica".

Ciò nonostante, il dr. Skipper sembrerebbe più convinto che la regione di Aram Chaos abbia subito una trasformazione radicale: dove un tempo esisteva un grande lago oggi esiste un terreno in fase di desertificazione e progressivo inaridimento. Una situazione di recessione acquifera, la quale andrà certamente a svantaggio della superficie, ma a vantaggio della rete idrica sotterranea.

Infine, ciliegina sulla torta, permane il consueto sospetto di qualche piccolo "sabotaggio" nelle immagini riprese dalla Mars Global Surveyor. Che dire al riguardo? Noi preferiremmo ragionare da un punto di vista di "status", ovvero quello che si riesce comunque ad intravedere nei fotogrammi MGS. In tal caso potremmo porre alcune domande:

  1. Se eventuali alterazioni volontarie ci fossero realmente quale scopo avrebbero?

  2. Per nascondere quale presunta "verità" scomoda?

Con tutta sincerità riteniamo che le immagini MGS siano, così come si presentano, fin troppo esaustive da permetterci di proporre altrettante ipotesi affascinanti, senza necessariamente scomodare i "marziani" o chissà cosa altro... 

Quello che l'occhio vede e che la mente elabora...

Finora abbiamo sposato alcune ipotesi di un ricercatore il quale scriveva così: "Che quanto appare nelle immagini MGS di Aram Chaos (e non serve stare a fare chissà quali ingrandimenti ed elaborazioni per cogliere un'infinità di stranezze e di possibili - ed effettive - evidenze della presenza di acque di superficie) sia incredibile e fortemente in contrasto con quanto viene ufficialmente asserito, è dato ovvio ed evidente.
Ciò che - a nostro parere - è meno evidente è un'eventuale presenza di strutture artificiali nella Regione (che non riusciamo assolutamente a vedere, neppure nelle elaborazioni operate dal Dr Skipper stesso); ciò che non ci convince è il fatto secondo cui Aram Chaos, al pari di altre Regioni di Marte, presenti "acque superficiali recedenti". Secondo noi, dati alla mano (e considerato il riscaldamento globale che è certamente in atto su Marte - un greenhouse effect davvero smodato), se davvero le acque superficiali ci sono, allora dovrebbero essere "emergenti" e NON recedenti".

Effetto serra! Lo stesso fenomeno di cui tanto parliamo a proposito del nostro Pianeta. Per definizione cronologica, vorremmo rammentare ai nostri Lettori che quanto scritto da J. Skipper e da Ennio Piccaluga hanno ampiamente preceduto ed anticipato le ultime interessanti rivelazioni che la NASA ci regalò verso la fine del 2006 sulla presenza di acqua in superficie!

Sembrerebbe un quadro tutto sommato coerente e credibile. E potrebbe essere davvero così... Perciò, continuiamo con le parole del ricercatore italiano: "Premesso e ribadito dunque che Marte è soggetto - ormai da secoli (noi diremmo sin dal momento in cui iniziarono le prime osservazioni dei suoi Canali) - ad un massiccio effetto-serra, come le foto della Residual Cap e delle Regioni Polari e Presso-Polari (nettamente recedenti) ci dimostrano (e come anche il Dr Skipper stesso ha evidenziato in altri suoi articoli ed investigazioni) - non ci pare esatto nè corretto teorizzare poi un qualcosa che va in diretta opposizione con quanto comunemente e scientemente ritenuto esatto (o, se non esatto, almeno "fortemente plausibile") e, di conseguenza, accettato. Se Marte si sta davvero "scaldando", allora - con ogni probabilità - le sue (presunte) acque superficiali devono essere "acque emergenti".
Se invece si tratta di acque superficiali recedenti, allora Marte NON si sta riscaldando e l'effetto-serra è un'invenzione (come un'invenzione o una frode dovranno anche essere le immagini che ci mostrano le aree polari che recedono rapidamente di anno in anno)".

Resta allora perfettamente in piedi la nota dolente di tutto il nostro bel discorso: Nessuna certezza! Le immagini della MGS sono accettabilissime ma, quella che a prima vista sembrava acqua, in realtà non è detto che lo sia veramente. Così, se quella non è acqua... cos'altro potrebbe essere?

Immagini della regione di Aram Chaos ottenute dalla sonda mars Global Surveyor.

Credits: NASA/JPL(MSSS. Dagli archivi di Lunar Explorer Italia

Ma c'è dell'altro... Come avevamo detto, non è solamente la possibile presenza d'acqua liquida ad aver acceso l'interesse di Ricercatori Indipendenti ed Appassionati: Aram Chaos è uno scrigno di curiosità geologiche.

Una di queste bizzarrie superficiali è caratterizzata da ciò che potremmo definire con il termine "ponti". Origine artificiale oppure origine naturale? Tutto può essere ma, osservandone meglio la loro strutturazione, ubicazione e ricorsività, non siamo molto propensi a ritenerli di origine artificiale. Almeno, non nel senso di "costruzioni sopraelevate edificate da qualcuno". Dobbiamo ammettere, però, che la presenza di questi "ponti" non è circoscritta alla sola regione di Aram Chaos. Quindi, volendo essere di mente aperta, nulla toglie o aggiunge particolari elementi a favore o contro qualsiasi ipotesi immaginabile.

E questo rischia di portarci sempre ad un punto morto oppure, come sicuramente qualcuno potrebbe pensare, ad un vicolo cieco fatto di parole buttate al vento.

Ma è possibile che non esista una spiegazione plausibile per le formazioni geologiche "a ponte"? Forse sì. Potremmo tentare di rispondere comparando queste strutture "a ponte" con i cosiddetti "tubi", detti anche "formazioni tubolari". Vi sarete accorti che in Aram Chaos, esattamente come in moltissime altre parti del pianeta, tali "tubi" percorrono in modo ben visibile lunghi tratti di superficie. Diamo la parola al dr. Alessio Feltri che scrive: "...usando la tecnologia tri-dimensionale si vede molto bene che, ciò che in 2D sembrano essere delle semplici dune, in realtà sono una sorta di "tubazioni" orizzontali, irregolari, spesso parallele, molto simili a quelle rinvenute su Titano. Praticamente delle "stalattiti orizzontali" (!). Normalmente sono affogate nel substrato, come tutte le manifestazioni sinaptiche, ma basta un qualunque fenomeno di subsidenza per portarle alla luce, motivo per il quale nel 3D appaiono sospese sul vuoto (bridge-like secondo i Ricercatori di Marsunearthed). E' molto probabile inoltre che ci sia una relazione tra queste singolari formazioni e la presenza di acqua subsuperficiale, visto che in presenza di crateri le "tubazioni" si dispongono perpendicolarmente alle tangenti...".

Se quanto spiegato dal dr. Alessio Feltri è verosimile allora saremmo estremamente propensi ad intravedere una matrice biologia presente sul Pianeta Rosso. Insomma, vita! Ne parlano molti adesso della concreta possibilità che ci sia tuttora vita su Marte...

Ci ripromettiamo di tornare ancora su questo argomento, anche perchè non sarà certo un piccolo articolo come questo a mettere fine, o a sfatare, le molteplici domande che molti Ricercatori ed Appassionati si pongono da sempre...

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