Firmchaos02

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025












Introduzione
Lo scenario
Velikovsky/Ackerman

L’origine del
Sistema Solare
I Pianeti nella
teoria di Ackerman
La Luna
Mercurio
Venere
Marte
Giove
Le Macchie
Solari
Il nucleo di
Marte

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 


Lo Scenario
di Velikovsky/Ackerman – Catastrofismo

Lo scenario
seguente è il prodotto netto del mio lavoro. Riassume la
sequenza intera di avvenimenti interpretati dal mito
antico in chiave scientifica. Partendo da che la scienza
planetaria fu sviata da un giovane astronomo al quanto
ambizioso (Carl Sagan) che, incitato dall’offerta di
Harlow Shapely, attaccò con viziosità il libro di Immanuel
Velikovsky (mondi in collisione), una trattazione che
offriva una nuova visione (probabilmente corretta) circa
la storia del sistema solare. Le interpretazioni
attualmente accettate dei dati, scritte sulla maggior
parte dei libri dedicati al sistema solare, sono
ipotetiche, ma descritte praticamente come fatti. Inoltre
sono basate sull’idea sbagliata che, essendo stato
invariato per gli ultimi 2.000 anni, il sistema solare
sarebbe rimasto il medesimo similmente per 4.5 miliardi di
anni.

Il mio
scenario di caos planetario recente è una storia così
sorprendente che è difficile per la maggior parte delle
persone da accettare, ma sono completamente convinto che
sia vero. È
particolarmente difficile per i discepoli di Carl Sagan da
accettare, perché sono stati addestrati a credere che c’è
soltanto una risposta a un problema, e che hanno quella
risposta. Coloro che posseggono maggiore intendimento,
particolarmente con una conoscenza dei classici e della
mitologia, che hanno una base più larga di vedute, in
genere tendono a essere più accorti nel valutare e
accettare quegli aspetti misteriosi degli scritti antichi,
in realtà non completamente capiti dall’uomo moderno.

Il Dryas
Superiore – La Cattura della Luna?

Circa 11.640
anni fa, due avvenimenti catastrofici sono accaduti che,
credo, abbiano modificato profondamente il sistema della
Terra. Basato su prove evidenziate da Velikovsky, questo
paio di avvenimenti hanno causato due capovolgimenti della
litosfera. Questi hanno segnato l’inizio di una
metamorfosi importante della Terra. Suggeriamo che i due
avvenimenti, separati da 1300 anni, abbiano delineato il
più Giovane periodo di Dryas, il Preboreal a più Giovane
(o Superiore) Dryas (il PB/YD) la transizione, e la
transizione di YD/Holocene, 
che erano gli incontri finali che hanno marcato la
cattura della Luna nella sua orbita attuale intorno la
Terra. Questi due passi finali della Luna hanno esercitato
una torsione sufficiente sulla porzione esteriore, rigida
della Terra, la litosfera, tale da capovolgerla. Questi
capovolgimenti sono il risultato dalle forze della marea
sul rigonfiamento equatoriale e sul complesso
Tibetano-Himalayano che venne in primo luogo sollevato a
quel tempo. Ciascuno di questi passaggi ravvicinati
determinarono lo spostamento dell’asse di rotazione della
litosfera, su cui viviamo, di circa 180 gradi. Tutto ciò
ha significato, dopo il primo incontro, che il Sole
sorgeva a ovest e tramontava ad est. Il secondo incontro
ravvicinato, simile al primo, restituì ala litosfera il
suo orientamento originale.

È possibile
che durante il periodo di circa 1000 anni (Giovane Dryas),
la Luna ha avuto un numero di incontri meno traumatici,
che, sebbene non abbiano sconvolto la Terra, ciascuno ha
fatto consumare un ammontare significativo dell’energia
orbitale lunare. L’effetto netto di questa sequenza di
incontri era la cattura della Luna nella sua orbita
attuale della Terra.

Sebbene gli
specialisti in astrodinamica non hanno mai considerato
questo meccanismo, riteniamo che lo ‘scivolare’ della
litosfera relativa al nucleo solido della Terra ha fornito
il ‘il dispersore di energia’ che ha reso possibile la
cattura. Lo slittamento chiamato in causa in questo
scenario è possibile perché il nucleo centrale solido è
separato dalla litosfera da parecchie migliaia di
chilometri di ferro liquido, contenuti nel nucleo esterno.
Questi avvenimenti erano estremamente distruttivi, e
causarono l’estinzione di centinaia di specie animali,
molte delle quali in America del nord. Ma, come risultato
di questa cattura, il clima della Terra è stato
stabilizzato in una maniera tale da impedire variazioni
radicali di temperatura, caratteristiche tipiche del clima
prima di quel tempo, cioè le ere glaciali ed
interstiziale. I centri di ghiaccio di Groelandia mostrano
inequivocabilmente il cambiamento di clima profondo che è
accaduto a quella data.
(1)

Questi
incontri antichi hanno iniziato il sollevamento del
complesso dell’Himalaya-Tibetano, che era già instabile in
virtù dell’impatto tra la zolla indiana e la zolla
Asiatica. Molti geologi, addestrati nelle loro concezioni
evoluzionistiche, credono che questo sviluppo abbia avuto
luogo un pollice alla volta, e quindi debba aver richiesto
almeno due milioni di anni. Sosteniamo invece che ciò
abbia avuto origine come risultato degli incontri
ravvicinati con la Luna e successivamente con
proto-Venere. Il sollevamento di questa regione massiccia
ha avuto un effetto profondo sulle interazioni successive
tra Priori-Marte e la Terra.

Il Sistema
Solare Pre-Vedico

Prima di 4000
A.C. (fino a 6000 anni fa) esistevano soltanto due pianeti
terrestri, che chiamo priori-Marte e la Terra. Mercurio e
Venere non erano presenti nel sistema solare.
Priori-Marte, il più antico del due, avente circa 800
milioni di anni, era in un’orbita simile a quella di
Venere oggi. Possedeva un’atmosfera nettamente densa,
molta acqua sulla superficie, la pioggia, e moltissime
forme di vita simili a quelle presenti sulla Terra. Il
pianeta intero era coperto con la vegetazione.

Giove era un
calmo e bluastro pianeta di ghiaccio, simile a Urano e
Nettuno come attualmente mostrato nelle fotografie del
Voyager (NASA. Saturno era il pianeta più luminoso nel
cielo, grazie al suo stravagante sistema di anelli, 
risultato di materiale espulso precedentemente
nello spazio da un grande impatto alcuni millenni prima.
Urano e Nettuno inoltre esistevano ma non potevano essere
visti ad occhio nudo.

La Terra era
in un’orbita simile a quella attuale, ma non era proprio
come il pianeta che conosciamo oggi. Non ha avuto
altrettanto ossigeno nella sua atmosfera come adesso. Gli
oceani avevano raggiunto soltanto i margini delle
piattaforme continentali ed il Mediterraneo era suddiviso
in alcuni bacini d’acqua  chiusi, come fossero grandi laghi. La specie di esseri
Neolitici, sviluppati dalle forme più basse di ominidi da
milioni di anni, pascolavano greggi, praticavano una forma
di agricoltura, possedevano modesti ripari e fabbricavano
attrezzi fatti di Bronzo. Comunque, benché 4.000 BC, noi
(Homo Sapiens Sapiens) non 
esistevamo ancora. (2)

Il Periodo
Vedico Inizia – gli Incontri con Proto-Venere

Circa 6.000
anni fa un ‘viaggiatore’ massiccio galattico è entrato nel
nostro sistema solare ad alta velocità. Esso colpì
violentemente Giove, allora un calmo pianeta di ghiaccio
dal colore bluastro. L’impatto rilasciò un potenziale di
almeno 1043 ergs. Esso sprofondò giù nella superficie
ghiacciata di Giove (ritenuto essere un pianeta di
idrogeno gassoso, nonché di altri elementi) provocando
l’evaporazione di una grande massa di materiale, che era
però equivalente a parecchie volte la massa di Venere
oggi. Questa massa di materiale evaporato ha rimbalzato
nello spazio attraverso il tunnel atmosferico creato
dall’impatto. La nuvola di plasma risultante era migliaia
di volte il volume di Giove e brillava di un colore
dorato. La maggior parte di questa massa ha rimbalzato con
velocità cosí elevata che è sfuggito la forza
gravitazionale di Giove, inserendosi quindi in un’orbita
eccentrica intorno il Sole. La massa ha iniziato a
contrarsi rapidamente a causa della propria attrazione
gravitazionale su se stessa. Il suo potenziale
gravitazionale è stato convertito in energia termica
facendo riscaldare il corpo in formazione e convergendo
gli atomi che si scontravano. Nacque un oggetto simile ad
una stella o proto-pianeta, con una temperatura sopra
10.000 Kelvin. Questa era la nascita di proto-Venere.

La sua orbita
iniziale aveva un perielio che lo portava più vicino al
Sole rispetto alla distanza attuale di Venere dal Sole,
mentre il suo afelio era vicino a Giove, il suo punto di
origine. Il suo periodo iniziale orbitale era
approssimativamente di 
cinque anni ed attraversava le orbite della Terra e
precedente-Marte. La grande 
energia gravitazionale della sua orbita eccentrica
fu rapidamente convertita per effetto termico, dovuto
principalmente alle interazioni col Sole al perielio. Due
meccanismi erano attivi in questo processo: le forze di
marea hanno alterato molto la sua forma e causato
movimenti caotici nella sua struttura fluida interna. Le
forze elettromagnetiche, inoltre, dovute all’interazione
della materia ionizzata 
del proto-pianeta col campo magnetico del Sole,
hanno convertito moltissima della sua energia orbitale
sotto forma di calore interno. Così il calore si
accumulava ogni volta ripetutamente ad ogni passaggio nel
perielio, aumentando la sua temperatura sopra i 10.000
gradi kelvin. Questo è il risultato nella riduzione rapida
della sua eccentricità orbitale ed è un esempio di come,
in talune circostanze peraltro rare, le forze
elettromagnetiche sono diventate significative
nell’astrodinamica.

Le elevate
temperature provocarono un grande volume di gas volatili
al quanto leggeri che tendevano ad essere dispersi nello
spazio. Così lo stesso processo di convertire l’energia
orbitale in calore ha provocato velocemente l’aumento
della relativa densità media da 1 g/cm3, caratteristico
del materiale prima della relativa espulsione da Giove, ad
oltre a 5 g/cm3, caratteristici di un pianeta terrestre.
Ciò è come tutti i pianeti terrestri sono formati. Il
bello di questo processo è che anche se gli atomi leggeri
volatili, quali idrogeno ed ossigeno, inizialmente sono
persi nello spazio, possono rimanere invisibili nel
sistema solare interno e venire catturati dal
proto-pianeta quando si raffredda o dai più vecchi pianeti
esistenti come la Terra. Ciò elimina il processo,
attualmente comunemente accettato, che tutta l’acqua su
tutti i pianeti terrestri sia dovuta all’impatto di
miliardi d comete

Proto-Venere
ha avuto moltissimi incontri ravvicinati con
precedente-Marte perché il suo perielio era vicino al
raggio orbitale di precedente-Marte. Il risultato netto di
questi incontri era di allontanare quest’ultimo dalla sua
orbita antica interna, ad una più grande e più esterna, in
quanto i due pianeti si sono scambiati energia orbitale.
La combinazione degli incontri con precedente-Marte e (con
sempre maggior ritardo) verso il Sole ha ridotto
l’eccentricità di proto-Venere rapidamente al punto che ha
raggiunto pressappoco la vicinanza dell’orbita terrestre
in meno di cinquanta anni. Allo stesso tempo il raggio
orbitale di precedente-Marte è stato allargato verso
l’esterno, portandolo più vicino alla Terra; quindi i loro
incontri produssero una spaventosa serie di eventi che
includevano anche il continuo tremare della Terra.

Durante questo
periodo di 50 anni nei quali il caldissimo proto-Venere è
passato vicinissimo alla Terra in due occasioni, con
soltanto alcuni raggi planetari che li separavano, ci fu
qualche “bruciacchiatura” in una frazione significativa
della superficie terrestre. In più, le forze di marea
agirono rigonfiando la parte  equatoriale e sul complesso dell’Himalaya, esercitando una
torsione impulsiva sulla litosfera terrestre, che, in meno
di un giorno subì un capovolgimento totale nella
rotazione, senza però ridurre il suo tasso di rotazione
medesima. Il nucleo 
solido della Terra, isolata dalla litosfera da parecchie
mgliaia di km di ferro liquido, ha continuato a ruotare
nello stesso senso. Chiunque avesse potuto osservare,
avrebbe visto il Sole sorgere a ovest e tramontare a est.
Ma entro poche decadi, allorché 
che proto-Venere è ritornato, la Terra subì
nuovamente lo stesso effetto che ripristinò la normale
rotazione

Durante il
primo passaggio ravvicinato proto-Venere ha bruciacchiato
la terra attraverso l’Africa del nord, Medio Oriente e
l’India del Nord, bruciando tutto nel suo relativo
percorso. Il calore era così grande lungo questo percorso
che tutto il materiale organico è stato cancellato,
generando i deserti grandi che ora esistono in queste
zone. Tutti i vulcani della terra sono esplosi in grandi
eruzioni.  Il
fiume del Nilo è stato completamente asciugato. Questi due
sconvolgimenti della litosfera erano simili a quelli che
contrassegnano il Dryas più giovane. Hanno causato onde di
marea alte chilometri che invasero interi continenti,
Enormi massi di terra sospinti uccidesero la maggior parte
di gente e animali neolitici e lasciando le zone depresse
riempite d’acqua e argilla trascinate dalle profondità
degli oceani. Tra i risultati di questo incontro
catastrofico ci fu l’inversione del senso di rotazione
apparente delle stelle. E’ probabile che in molte culture
questi eventi furono inglobati nei concetti della
Creazione ‘di nuovo cielo ‘o ‘di nuovo sole.’

Poco dopo
questo periodo, un’interazione peraltro complessa fra i
tre pianeti è accaduta, ovvero precedente-Marte e
proto-Venere, in prossimità della Terra. Come risultato di
quest’incontro, l’energia orbitale fu sufficiente da
essere trasferita a precedente-Marte, che venne per la
prima volta immesso in un’orbita oltre quella della Terra.
La stessa interazione ha ridotto ulteriormente il raggio
orbitale di proto-Venere, come dettato dal principio di
conservazione di energia, in modo che da allora rimase in
una orbita vicinissima alla Terra, ponendo fine 
alla fase più distruttiva di ciò che definiamo il
periodo Vedico. In quest’orbita eccentrica, proto-Venere
si avvicinava pericolosamente alla Terra ogni 14-15  anni circa, dovuti alla corrispondenza del suo afelio alle
congiunzioni inferiori (gli allineamenti con la Terra ed
il Sole).

Proto-Venere,
caldissimo, rimase in quest’orbita per circa 3000 anni
divenendo uno spettacolo imponente alla vista, allorché si
avvicinava alla Terra. Esso  scintillava tuttavia di un colore rosso acuto, ma con un
alone atmosferico blu acquisita da precedente-Marte,
nonchè dai gas esalati dal suo super-caldo interno;
inoltre possedeva una specie di coda di cometa dovuta alla
perdita di zolfo caldo nello spazio. La risonanza tra i
tre planeti era tale che proto-Venere e precedente-Marte
entrambi si avvicinavano alla Terra ogni quindici anni. A
quel  tempo la
forza di marea di proto-Venere, al quanto potente, ha
causato in modo alternato, la cattura e quindici anni
dopo, la liberazione di precedente-Marte, un ciclo che si
ripetè per più di tre mila anni.

L’incontro
con precedente-Marte

Chi mai
avrebbe potuto oggi concepire nella propria mente tali
incontri planetari? Ne Velikovsky e ne tanto meno gli
scrittori e registi di fantascienza moderni! Nonostante
tutto precedente-Marte fu catturato in un’orbita
geosincrona dalla potente forza di marea terrestre
posizionandosi sopra il complesso dell’Himalaya, volgendo
verso la Terra il suo polo nord. I due pianeti orbitavano
effettivamente nel loro centro comune di massa, come
quando una coppia di ballerini sul ghiaccio girano sul
loro centro di gravità. Questo periodo di rivoluzione ha
definito la lunghezza di un giorno, che, a causa del
momento più grande di inerzia dell’accoppiamento, è
diventato 360 giorni per l’anno.

Su ogni
cattura l’asse di rotazione di entrambi i pianeti
tendevano a modificarsi. 
Allorchè precedente-Marte si avvicinava, il suo
asse di rotazione si stringeva intorno al suo orientamento
normale, approssimativamente parallelo a quello della
Terra, fino al suo polo nord che era orientato
direttamente verso il nostro pianeta. Questo Tale concetto
difficilmente è compreso dagli scienziati, ma è  basato sui sani principi della fisica. La coppia di torsione
è stata causata dalla forza di marea terrestre, agendo su
una grande massa anomala vicino all’equatore di
precedente-Marte, che è adesso conosciuto come il
Rigonfiameneto di Tharsis. Questa caratteristica era molto
più pronunciata durante il periodo Vedico, dovuto
primariamente alle interazioni con proto-Venere. La forza
della marea su questa massa sollevata continuava a
stringere  l’asse di rotazione di precedente-Marte nel senso del
centro della Terra ad ogni parte tutte le volte che si
verificava questa danza planetaria. Il movimento
risultante è stato visibile agli osservatori sulla Terra
come un disco planetario vacillante avente un diametro
venti volte più grande di quello della Luna, girando
lentamente nel suo asse una volta al giorno. L’emisfero
nord del più grande precedente-Marte, distava soltanto
35.000 chilometri sopra l’Himalaya. In un inno Veda di
Attrezzatura, la Terra e precedente-Marte sono descritti
come l’essere due ruote unite alle parti opposte di un
asse invisibile. In un altro l’autore si domanda ciò che
evita ad esso dal cadere sulla Terra.

Comunque,
normalmente, il complesso Tibetano dell’Himalaya è 30
gradi a nord dell’equatore. Ma quando precedente-Marte fu
catturato e ancorato dalla forza di marea sopra questo
complesso, ha forzato l’asse di rotazione della litosfera
della Terra per emigrare di trenta gradi, in modo che il
collegamento di marea era su un equatore nuovo temporaneo.
Come indicato sopra, nel caso degli incontri di
proto-Venere, la litosfera è libera di ruotare
indipendentemente del nucleo solido interno. Come
risultato di questo trenta gradi di spostamento, il polo
nord della Terra temporaneamente, durante ciascuno degli
incontri durante la “danza planetaria”, si è trasferito
alla Baia di Hudson, in America del nord. Quando
precedente-Marte si distaccava ogni quattordici anni,
l’asse ritornava alla sua posizione attuale. Facendo
riferimento ai miti Indù letteralmente, vi furono cento di
tali incontri durante il periodo Vedico.

L’anomalo
movimento apparente del Sole e delle stelle viene
raccontato in molte culture, accadute ai tempi di
transizione, sia quando precedente-Marte era catturato o
era rilasciato. Alcuni di queste persone potrebbero
comunque non aver mai visto precedente-Marte, perché
poteva avvicinarsi dal lato di Sole, o essere coperto
dalle nuvole o perché essi vivevano sull’altro lato della
Terra. Queste accelerazioni apparenti o questi ritardi del
Sole erano dovuti al riordinamento dell’asse di rotazione
della litosfera su cui viviamo. Questo processo ha
coinvolto una relativamente piccola dissipazione di
energia, perché il tasso di rotazione della Terra non è
mai cambiato significativamente.

Sembra
dapprima da considerare che un corpo cosí massiccio come
precedente-Marte, ruotando intorno alla Terra, avrebbe una
volta al giorno prodotto degli effetti traumatici sul
nostro pianeta, ma non era questo il caso. Sebbene le
maree degli oceano alzate su entrambi i pianeti fossero
enormi, le loro orbite e le rotazioni sono state orientate
in tale maniera che, una volta stabilizzate, sarebbero
divenute fisse. Poiché precedente-Marte era in un’orbita
geosincrona la marea sulla Terra non ha spazzato intorno
al pianeta una volta al giorno, come le maree dovute al
Sole e alla Luna. Tenendo conto che il polo nord di
precedente-Marte era rivolto continuamente verso la Terra,
la sua marea è rimasta fissa in asse. Questa
configurazione, una volta stabilizzata, provocava una
dissipazione di energia minima, e quindi relativamente
quiescente. La natura favorisce tali configurazioni. Il
più grande trauma per la Terra è accaduto durante la
cattura e la liberazione del due pianeti, sotto gli
auspici del vicino proto-Venere, che puntualmente
provocava tra l’altro dei terremoti continui.

C’è una
nozione ricorrente nei miti di molte culture antiche che
la Luna è un grande specchio e che le regioni montuose
chiare ed i mari scuri sono nelle riflessioni di realtà
continentali e oceaniche terrestri. L’idea è attribuita a
volte a Aristotele, ma un tale concetto sembra essere
presente anche negli scritti di Omero, datando all’ottavo
secolo A.C. Nel XIX secolo Alexander von Humboldt ha
incontrato il concetto di specchio a Isfahan, Persia.
Certo non questo è vero della Luna, ma crediamo ci fosse
un precedente valido per quest’idea. È abbastanza
possibile che quando il mare fu sollevato della marea
della Terra su 
precedente-Marte, potrebbe aver agito come uno
specchio e quindi le persone di allora (periodo Vedico)
potrebbero essere state in grado di vedere un’immagine
piccola della Terra in quel mare perché ha formato uno
specchio convesso nello spazio. La visibilità di
quest’immagine sarebbe dipesa dalla luminosità del nostro
cielo, se il lato della Terra verso precedente-Marte fosse
stato illuminato, e se la superficie di precedente-Marte
era nell’oscurità. Poche generazioni dopo precedente-Marte,
allorché si allontanò dalla Terra, la vera natura del
motivo di tale fenomeno di riflessione venne
apparentemente dimenticato e la spiegazione migliore per
il corpo celeste fu applicata ala la Luna. Così la
stupenda immagine della Terra vista dallo spazio
raccontataci dagli astronauti delle missioni Apollo
potrebbe non essere stata la prima descrizione, o immagine
vista da un contesto esterno

La forza della
marea della Terra ha causato una serie di eruzioni forti
nell’emisfero del nord e la pressione ridotta ha causato
la fusione di roccia nel sottosuolo. Questo è stato
gradualmente disegnato attraverso innumerevole  incrinature dapprima apparse entro l’Oceanis Borealis. Questo
era il Vedico ‘uovo dorato’ nel mezzo delle acque, la
prima manifestazione del grande Brahma (descritto nei miti
come divinità). Gradualmente l’eruzione è aumentata
attraverso le acque ed è diventata una fontana di lava che
ha ottenuto alla fine un’altitudine di 1000 chilometri.
Questo è stato reso possibile dall’indurire di milioni di
tubi di lava verticali che sono stato sostenuti in grande
misura dalla forza di marea terrestre. Sette grandi
vulcani, denominati i sette santi rishis (i preti) nella
scienza di Vedic, sono sorti e accresciuti anche durante
ogni incontro. La riapparizione di queste caratteristiche,
queste divinità considerate, era l’origine della nozione
di reincarnazione in tutte le religioni antiche orientali.
Quando i due pianeti reciprocamente orbitando, passavano
attraverso gli allineamenti con la Luna, il Sole e la Luna
combinati con proto-Venere alla congiunzione inferiore,
allora precedente-Marte è stato sconvolto nel suo interno  ed i grandi corpi caldi grandi circa venti chilometri, sono
stato espulsi, trasportando con se le grandi tempeste di
rocce di superficie più piccole, la polvere rossa, ed i
gas atmosferici, disperdendo l’acqua nello spazio. La
maggior parte dei gas atmosferici e l’acqua sarebbero
caduti sulla Terra nell’arco di oltre 3.000 anni del
periodo Vedico, ed hanno prodotto radicali cambiamenti
facendo arricchire la Terra come non immagineremmo oggi. I
grandi corpi sono diventati gli Asteroidi prossimi alla
Terra e comete di periodo breve, come Borrelly, che ha
sorpreso degli scienziati perché è soprattutto roccia
estremamente simile a quella del Monte Everest, con una
piccola quantità di vapore espulso da pochi sbocchi.

Questi
avvenimenti sono stato ripetuti in maniera cosí uniforme
che gli inni Veda hanno diviso specificatamente ogni
incontro in quattro ‘kalpas’ diminuendone gradualmente la
lunghezza, descrivendo la progressione di avvenimenti da
un a un altro nei più piccoli dettagli. I kalpas diversi
sono stato principalmente caratterizzati dalla natura dei
corpi che sono stato espulsi nello spazio dall’interno di
precedente-Marte in ogni periodo. È dichiarato in molti
casi che la stessa progressione di avvenimenti è stato
ripetuta durante ogni incontro. Come risultato di queste
convulsioni e la forza continua di marea della Terra che
hanno punteggiate, precedente-Marte ha deviato sempre più
da una forma sferica – formando una forma che ha
assomigliato alla testa di un leone o più ancora 
come la testa di un faraone, con la sua
acconciatura caratteristica, formata dal ferro liquido del
suo nucleo esterno, estendendo sia il lato della testa e
la barba stilizzata, che ha rappresentato la grande
fontana di lava ardendo. Il ferro liquido del nucleo era
la fonte di tutte le meteoriti di ferro. Queste
distorsioni possono cambiare i momenti di inerzia di
precedente-Marte fino a che la quantità di moto angolare
della relativa rotazione ed il giro intorno alla Terra non
siano stati incompatibili, inducendo l’incontro (la danza
planetaria) a diventare instabile appena vicino il periodo
della congiunzione favorevole seguente di proto-Venere,
che li ha indotti a liberarsi.


L’inondazione sulla Terra

Le transizioni
legate a queste danze planetarie sono state accompagnate
da attività continua di terremoti perché le forze di marea
impiegate sulle varie zolle continentali tendevano a
tirare orizzontalmente o spingere le zolle stesse. In quei
giorni i terremoti venivano presi per scontato. L’effetto
più notevole, specialmente nel Mediterraneo, Medio Oriente
e la valle di Indus (dove una grande frazione della
popolazione antica ha vissuto), era l’inondazione di marea
ai tempi della cattura ed il rilascio di precedente-Marte.
La relativa massa coinvolta era circa 0.16 volte rispetto
a quella della terra e il relativo nucleo si era
avvicinato a quello terrestre fino a 44.000 chilometri di
distanza. Come risultato, ha prodotto una marea enorme
dell’oceano, circa 5000 piedi, che inondò l’India del
Nord. Ma era diversa delle maree sperimentiamo oggi che
spazzano intorno al globo mentre ruota: questa marea
infatti era fissa per quindici anni alla volta. Ciò ha
cambiato radicalmente il livello del mare intorno alla
Terra, sollevando in India del Nord ed abbassando in una
fascia circolare concentrata sull’Himalaya. Come
risultato, la profondità dell’oceano è stata notevolmente
ridotta in una fascia che ha incluso il nord artico del
mare dell’Asia, il mare di Bering, il Pacifico
occidentale, l’Indonesia, l’Australia del Nord, il
litorale africano orientale, il mar Rosso ed il mare
Mediterraneo

Il flusso
delle acque ai loro nuovi livelli di marea è stato
condizionato dalla topografia locale entro certi limiti.
Ma all’inizio di ogni danza planetaria il bacino
Mediterraneo veniva ridisegnato attraverso il Sahara del
Nord e veniva inondato fino al centro dell’Egitto, di
Cairo e della pianura di Giza, con un livello di 50 metri
d’acqua. Il Mediterraneo usciva anche attraverso il mare
Rosso e circolato sul Negeb, sulla Palestina e su
ulteriore nord, attraverso la valle di Jesreel con
Mesopotamia all’interno della valle del Tigri e
dell’Eufrate fino al mare. Questa fenomenologia ha
impiegato, tutt’al più, pochi giorni e le nuove linee
costiere  derivate dalla presenza di precedente-Marte rimasero
stazionarie per la durata di ogni incontro. Le zone
coinvolte lungo questi corsi sono rimasto allagate per i
mesi o gli anni dopo ogni inondazione.

Durante queste
danze planetarie, il Mediterraneo ed il Mar Rosso venivano
quasi  completamente vuotati, e qualunque acqua residua fosse
rimasta evaporava durante i quindici anni dell’incontro.
La prova di questo viene dagli strati multipli da
evaporazione che copre il fondo del Mediterraneo e del Mar
Rosso. La data delle cosiddette “Crisi di Salinità di
Messinian”, come le chiamano i geologi, è fondamentalmente
errata; inoltre non possono mai immaginare ciò che ha
causato questi completi disseccamenti di tanto volume
d’acqua. Similmente, l’inondazione di India del nord a
un’altitudine di 5000 piedi è provata dai depositi di
Siwalik nel foothills dell’Himalaya, che comprende i resti
di milioni di animali di livello del mare, come
l’Ippopotamo. (3)

L’inondazione
in questo tipo di scenario era più complessa del semplice
muoversi delle acque in avanti e indietro dovuto
all’arrivo e la partenza di precedente-Marte. Durante il
periodo Vedico, c’era un afflusso voluminoso di acqua da
precedente-Marte – ‘il diluvio dal cielo.’ Molta di questa
è caduta inizialmente nel complesso Tibetano-Himalayano
che fu raccolta in grandi laghi nelle alte valli delle
montagne. Questi hanno rotto il loro contenimento e
catastroficamente hanno tagliato i cinque canali del
grandi fiumi attraverso l’Himalaya nei giorni o nelle
settimane. Una possibile convincente prova di questo si
trova nel fatto che le sorgenti di tutti e cinque i fiumi
provengono dalla vicinanza del Mt. Sacro 
Kailas, denominata dai tibetani, ‘la casa di Indra
sulla Terra.’ L’aumento nei livelli del mare dovuto a
questo afflusso è difficile da accedere perché un aumento
grande di massa negli oceani può comprimere semplicemente
il fondo dell’oceano e non essere evidente mentre il
livello di mare cambia. Gli aumenti del livello di mare
del passato geologico recente sono valutati a circa 150
metri, ma questo è attribuito alla fusione dei ghiacciai
dell’era glaciale.

Alla
cessazione di ogni incontro al quindicesimo anno, un
avvenimento sorprendente accadeva, che era probabilmente
cruciale. Il nucleo di ferro solido di precedente-Marte
appariva attraverso una grande frattura, che dovrebbe
corrispondere al gran canyon della Valles Marineris.
Questo era probabilmente l’apertura attraverso cui il
ferro liquido dal nucleo esteriore era uscito presto 
prima. Esso apparve come un grande occhio, e è
stato chiamato il ‘l’occhio di Horus’ dagli egiziani. Le
incrinature intorno questa caratteristica sono rilevabili
nella forma del geroglifico rappresentante ‘l’occhio di
Horus.’ Quest’avvenimento era anche l’origine dell’occhio
unico dei Ciclopi ricorrente nella mitologia greca, 
che erano conosciuti come i lavoratori di ferro.
Alla fine di ogni incontro, il nucleo solido di
precedente-Marte usciva completamente dal pianeta e cadeva
in una orbita più bassa, più veloce intorno alla Terra. La
sua velocità, relativa a 
precedente-Marte fisso, era la fonte della sua
designazione come il Veloce , o il messaggero degli dei,
Mercurio. Allo stesso tempo, il “guscio” esteriore di
precedente-Marte ha iniziato a andare alla deriva verso
occidente. Dopo un’orbita intorno alla Terra, il nucleo
solido si è riunito alla sua litosfera e è stato come
descritto come passeggiando via a cavalluccio lontano
dalla Terra. Il nucleo solido è rientrato nel guscio una
volta lontano dall’influenza della marea della Terra.
Durante i prossimi quindici anni precedente-Marte ha
riacquistato la sua forma, e l’acqua persa dal suo
emisfero del nord è stato ridistribuita intorno al pianeta
nella preparazione per il prossimo incontro.

La
Separazione Finale

La domanda
sorge inevitabilmente quanto a come Marte sia passato da
un’orbita che ha attraversato quella della Terra per oltre
3000 anni, fino a dove è adesso. La spiegazione interessa
molto perché spiega anche come l’orbita di Venere è
diventata infine circolare e l’origine del pianeta
Mercurio. La fine del periodo 
Vedico è stata segnata dalla separazione finale di
precedente-Marte. Basato sulla data di Velikovsky della
morte di Romolo, valutiamo che questo sia accaduto intorno
al 687 A.C. A quel tempo qualcosa di diverso è successo a
precedente-Marte che ha causato lo scivolare dell’orbita
di oltre cinquanta milioni di chilometri dalla Terra, non
potendo più ritornare così vicino. Gli specialisti
nell’astrodinamica inizialmente hanno espresso la loro
incredulità circa la nozione di questo tipo di cambiamento
orbitale, pretendendo che la nuova orbita di
precedente-Marte dovrebbe ancora intersecare quella della
Terra. Ma, come con tutte le altre idee presentate qui,
mancano le informazioni fornite dalla conoscenza dai miti
antichi.

Sebbene il
nucleo di precedente-Marte si era riattaccato alla
litosfera in tutte le 
occasioni precedenti, qualcosa di diverso accadde
alla fine . Il cambiamento nella lunghezza del mese
proprio a quel tempo, da 36 a 29,5 giorni, implica che la
Luna può avere interagito con una parte di
precedente-Marte mentre è stato separato. In qualche modo
il nucleo di ferro di precedente-Marte è stato deviato in
una direzione completamente diversa dalla sua litosfera.
Il risultato era che la litosfera andò alla deriva esterna
nel sistema solare ed il nucleo andò alla deriva verso
l’interno. In tale maniera quella conservazione di energia
ed il momento angolare furono mantenute. Dove sono andati?
La litosfera è crollata formando un corpo più piccolo,
solido sferico ed andato alla deriva fuori e diventato il
pianeta chiamiamo adesso Marte. La densità bassa e la
mancanza di un campo magnetico sono conformi con questo
scenario. Il nucleo è andato alla deriva nel sistema
interno immettendosi in un’orbita intorno al Sole. Lo
chiamiamo adesso 
Mercurio. Proto-Venere ha interagito probabilmente
col nucleo come mosso ed esposto verso il Sole, perché
l’orbita di proto-Venere è adesso circolare, ed una
risonanza tra esso e Mercurio è stata documentata.
Fiduciosamente, un più sofisticato modello realizzato al
computer consentirà di comprendere maggiori dettagli
fisici circa lo scenario presentato qui come da un punto
di partenza. Nessun modelli esiste ancora perché nessuno
mai è venuto a cercare di capire 
se questo interazioni cosmiche siano mai accadute.
(4)

La bella Terra
che conosciamo oggi non è esistita 12 mila anni fa. Quella
Terra antica era un luogo molto ostile e pericoloso. Ma
iniziando con la stabilizzazione della Terra al tempo del
più Giovane Dryas, seguito dagli incontri cosmici durante
il periodo Vedico, la Terra è stato sicuramente preparata
per l’umanità. La creazione primaria è stato ovviamente
cominciata da miliardi di anni addietro. Ma la
preparazione della Terra per l’umanità è stato soltanto
fatta ‘ieri.’ Che profonda ed eccitante scoperta!
(5)

Precedente-Marte forma la Terra

Uno delle idee
più irresponsabili avanzate recentemente nella letteratura
popolare spaziale consisterebbe nel terraforming di Marte,
ovvero modificarlo per farlo diventare simile alla Terra.
Si tratta basilarmente di una idea ridicola che l’umanità
potrebbe trasformare un pianeta intero da centinaia di
milioni di km di distanza, considerando che siamo stati
incapaci a 
modificare i grandi deserti della Terra, alcuni dei
quali sono addirittura adiacenti agli oceani! Ciò che
questi scrittori, veramente tutti gli scienziati sulla
Terra, non capiscono è che la Terra era stata resa viva
dall’infusione, su una scala planetaria, di tutta
l’atmosfera e di tutta acqua originalmente su
precedente-Marte, durante il periodo Vedico. Di
conseguenza, precedente-Marte è divenuto un osso ascitto –
malgrado le intense fenomenologie di marea accadute
soltanto alcune migliaia di anni fa. Gli scienziati, che
credono si tratti di eventi accaduti miliardi di anni fa,
meditano tuttavia la domanda di dove tutta l’acqua è
andata. Ironicamente, fa parte di ogni cosa vivente su
questa Terra. Sfortunatamente, chi propone il terraforming
di Marte penserebbe di usare l’acqua che si presume essere
presente nel permafrost marziano, giusto sotto la
superficie. L’enigma di "dove l’acqua è andata?" è stato
intensificato alla fine del 1998 quando il NASA ha
utilizzato un altimetro laser Orbitale rivelato che nella
calotta del polo nord c’è solo un decimo del volume di
acqua minimo calcolato richiesta per tagliare i grandi
canali di uscita sulla sua superficie. La recentissima
sonda, Marte Odessy, ha trovato per supposizione
significativa acqua nascosta nella a circa 3 piedi sotto
il suolo marziano nella zona di 55 latitudine di gradi.
Comunque, lo spettrometro di raggio gamma dà soltanto una
valutazione grezza dell’ammontare di idrogeno in questo
strato. Gli scienziati fanno la supposizione enorme che
questo è nella forma di acqua. Potrebbe in realtà
trattarsi di un composto completamente diverso o il
residuo fossile di milioni di radici di alberi, che sono
morti meno di 6.000 anni fa (6)


(1) Si
tratta di una congettura interessante ma difficilmente
comprovabile. Tuttavia questa descrizione si armonizza con
le prove a favore di ciò che viene chiamato “Il Diluvio
Universale”. Pianeta Marte.net approfondirà questo
argomento in modo conciso. Per altre informazioni si veda
il sito
www.narkas.org


(2) Questo non è
propriamente esatto, in quanto le prove a favore della
teoria evolutiva sono molto discutibili. Tuttavia si
tratta di una descrizione che contiene aspetti meritevoli
di una migliore comprensione. Anche questi saranno ripresi
in u an’altra sezione del sito.

(3)
E’ possibile spiegare questo in altro modo. Come detto
Pianeta Marte.net approfondirà la relazione tra il Diluvio
Universale e eventuali fenomenologie extraplanetarie.


(4)
Occorre vedere se in fisica è concepibile un tale evento.
Inoltre se davvero il guscio di Marte è crollato, ciò che
appare oggi non può quindi aiutarci molto a capire il
passato del pianeta. Anche
questo sarà approfondito.

(5)
Che la Terra abbia miliardi di anni è da dimostrare
esattamente quanto Marte. Inoltre occorrono maggiori dati
oggettivi.

(6)
Che su Marte ci sia ancora acqua è da
dimostrare in modo definitivo, gli indizi sono moltissimi
Che ci sia stata in passato è altamente probabile. Ma la
vita che sia iniziata su Marte è una congettura molto
discutibile e con pochissime prove a favore.


Orbit Mars


U.S.A. Mars Society


Mars News

Mars Today

Picture of Day


Space.com


Messenger


Cassini-Huygens


Link To Universe

 


La Stampa Scienze


Apollo Image Atlas


Ceifan.org


Italian Mars Society


Sistema Solare


Mappa Stellare


La Repubblica Scienze


Corriere.it - Scienze


Rai Explora


Galileo


Le Scienze Web


News Spazio


Astronomicamentis


Videogulp - Astronomia


Unione Astrofili Italiani

Sei il visitatore numero:





Torna in alto