Luna Terrestre05

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025

 

Pianeta Marte.net
presenta il Documento Ufficiale della teoria:

"IL SISTEMA BINARIO
TERRA-MARTE: Formazione, Sviluppo, Vita e Cessazione."

 

Da dove si è originata la nostra attuale Luna?

Da che esiste l’uomo, la Luna è sempre
stata oggetto di poesie, canti, rituali magici e forme di adorazione
religiosa. La sua reale presenza si manifesta ad esempio nell’influsso
gravitazionale esercitato nei mari e negli oceani, producendo effetti di
marea; essa influisce nella crescita di molte piante e persino nella
psicologia umana, basta soffermarsi sulla sensazione che si prova
nell’osservare un bellissimo plenilunio, rispetto ad una notte di luna
nuova. Tuttavia gli effetti fisici non vanno confusi e falsamente
utilizzati per giustificare le sciocche superstizioni propinate
nell’astrologia.

La nostra Luna è un corpo celeste che
potremmo definire come grosso sasso spaziale. Ha un diametro di 3476 km
(valore medio tra Io ed Europa, lune di Giove); non possiede atmosfera a
parte i pochi atomi di vento solare che le transitano sopra; la sua
rotazione e la sua rivoluzione sono in totale risonanza essendo pari a
27,3 giorni. Dista dalla Terra circa 384.000 km, ma può variare tra
perigeo e apogeo di circa 40.000 km. La sua superficie è caratterizzata da
pianure ricoperte di regolite, numerosissimi crateri, probabilmente
originati da impatto meteorico o da altre cause, e caratteristiche
tipicamente legate ai cosiddetti "pianeti terrestri".

Il vero rompicapo sta nella difficoltà a
capire come sia nata. Se dovessimo anche qui tirare due somme sulle
svariate ipotesi proposte per l’origine della luna, possiamo dire che essa
non dovrebbe esistere! Ma, dal momento che esiste, in qualche modo è
scaturita. Quali sono le principali teorie maggiormente conosciute?

  1. La teoria della Fissione

  2. La teoria della Cattura

  3. La teoria dell’Accrescimento

  4. La teoria della Fusione

Ci sono poi teorie "di frontiera" ed
estreme che tratteremo brevemente, ma sono quelle tradizionali alle quali
daremo spazio a motivo della loro popolarità (sopratutto scolastica e
divulgativa) e "scientificità".

LA FISSIONE.
Stando a questa tesi, mentre la Terra era
ancora una sfera fluida, si staccò un grosso frammento che iniziò ad
allontanarsi dal nostro pianeta e, seguendo la rotazione terrestre, si
raffreddò progressivamente fino a raggiungere l’attuale distanza,
assumendo gradualmente l’aspetto che conosciamo. Il problema di questa
tesi è che pone un serio ostacolo alla formazione dei pianeti rocciosi in
genere. Significa che la frammentazione potrebbe teoricamente verificarsi
su qualsiasi pianeta ancora fluido impedendone lo sviluppo, anche più di
una volta. Inoltre sarebbe interessante capire a quanto doveva ammontare
la rotazione iniziale della Terra per produrre un tale effetto così
rilevante. Cosa avrebbe permesso al frammento di non ricadere sulla Terra
rifondendosi con essa o piuttosto sfuggire? E’ una teoria molto
contraddittoria che va in totale antitesi con l’accrescimento a partire
dalla nebulosa iniziale: in pratica un pianeta si forma da concrezioni di
planetesimi che poi si frantuma raggiunto un dato e dubbio valore di
massa….

LA CATTURA.
Questa teoria purtroppo sembra giocare a
scarica barile. In realtà sposta l’origine della Luna altrove e lascia
libero il campo ad altre teorie sull’effettiva nascita del piccolo pianeta
stesso. Secondo questa interpretazione, la Luna transitava nei pressi
dell’orbita terrestre e fu catturata dalla Terra inserendosi nell’attuale
orbita. Il problema è che, alla distanza che la Terra occupa verso il
Sole, le velocità dei pianeti sono piuttosto elevate, nell’ordine del
29-30 km/s. Le catture a queste velocità sono piuttosto improbabili. Se la
Luna fosse transitata ad una velocità inferiore, il Sole l’avrebbe
certamente attratta e sarebbe andata distrutta. Qualora fosse transitata
ad una velocità uguale o superiore, al massimo avrebbe subito una
deviazione orbitale (senza tenere conto del dove poi avrebbe potuto essere
indirizzata….). Oltretutto ci si chiede da dove sarebbe arrivata la Luna
e per quale strano caso si trovasse proprio nei pressi della Terra,
circostanza non impossibile, ma abbastanza improbabile. La cattura della
Luna potrebbe trovare uno spazio di maggiore interesse qualora essa stessa
fosse stata satellite di un altro pianeta e, a sua volta, il pianeta fosse
transitato vicinissimo alla Terra. Anche per questo assunto vale la
regola: "per quale motivo avrebbe dovuto un pianeta sfiorare la Terra?".
La risposta può essere affrontata in un contesto alternativo  dello
stesso Sistema Solare. Supponiamo dunque che la luna era davvero il
satellite di un pianeta che si avvicinò alla Terra in epoche passate,
quali aspetti ci dovrebbero interessare? Prima di tutto la velocità del
pianeta, che poteva aggirarsi grossomodo a quella terrestre; poi la
velocità della luna che, essendo appunto un satellite, si doveva muovere
ovviamente ad una velocità orbitale molto ridotta. Ci interessa anche
ipotizzare il verso dell’orbita, cioè se era in senso orario o antiorario.
Non meno importante è l’inclinazione del piano orbitale della luna
rispetto al pianeta. Inoltre ci interesserebbe sapere a che distanza la
luna orbitava dall’ipotetico pianeta. A questo punto potremmo tentare una,
probabilmente, folle ricostruzione della catena di eventi che ci
regalarono la luna. Dunque, stando alla nostra Teoria, era Marte il satellite naturale terrestre,
formante un sistema binario pianeta-pianeta. Il corpo planetario esterno
passò proprio in mezzo fra Terra e Marte, producendo contemporaneamente lo
stesso effetto di marea che inclinò l’asse di Terra e Marte entro un
valore medio di circa 23° e mezzo. Mentre Marte ricevette dalla gravità
planetaria esterna una forza sufficiente a farlo allontanare dall’orbita
terrestre, la luna, invece, si venne a trovare proprio in quel punto in
cui la forza di marea del pianeta era minima rispetto a quella terrestre.
Praticamente la Terra era in mezzo tra il pianeta esterno e la luna.
Infine il pianeta proseguiva la sua marcia di allontanamento dalla Terra e
la luna veniva così agganciato nell’orbita terrestre in modo non
catastrofistico.
Questa è l’unica cattura concepibile, sebbene può suonare assurda e folle
come ipotesi. Si tratta di una cattura a velocità lenta e, in effetti, naturale.
Anche la risonanza tra rotazione e rivoluzione lunare può trovare una
spiegazione, in quanto l’effetto di marea combinato della Terra, del
pianeta esterno e di Marte giocarono tutti insieme il loro ruolo;
successivamente l’orbita ellittica attorno alla Terra, con le sue
differenze di attrazione gravitazionale, fece il resto.   

L’ACCRESCIMENTO.
Questa ipotesi è senza dubbio molto
interessante. Abbiamo però visto come le difficoltà degli accrescimenti
siano palesi se supponiamo il loro svolgimento fosse avvenuto in maniera
"tradizionale". Noi siamo convinti che il corpo planetario che ci orbita
attorno sia nato per accrescimento, tuttavia nella maniera esposta nel
capitolo precedente. Indipendentemente dall’apparente similitudine di
composizione chimica, ci preme comunque sottolineare alcune stranezze:
come mai la Terra è fondamentalmente così diversa dalla Luna, ma così
simile a Marte? Come mai lo schiacciamento polare della Luna è di soli 4
Km, mentre quello di Marte è di quasi 30 Km? Dato che, stando a questa
tesi, la Luna è nata nei pressi della Terra, è plausibile che anch’essa
dovette subire lo stesso presunto massacro di comete portatrici di acqua e
altri composti chimici. I risultati sulla Terra li vediamo, ma sulla Luna?
Al di là delle sue ridotte dimensioni, possibile che non ci siano nemmeno
tracce di certi composti organici disseminati nel suolo, nel sottosuolo,
nei poli e nei crateri all’ombra del sole? In teoria dovremmo trovare per
esempio molta acqua ghiacciata. Qualcuno potrebbe obiettare dicendo che la
Luna è effettivamente piccola e senza atmosfera, quindi i composti si
sarebbero disintegrati per le radiazioni. Il fatto è che anche le comete
sono piccole, molto di più; dotate di microgravità; non si può definire
proprio atmosfera ciò che le avvolge; e per di più andrebbero
inevitabilmente incontro ad una distruzione certa nei loro ripetuti
passaggi vicino al Sole. Le comete sostanzialmente col tempo si consumano.
Pertanto, anche se non escludiamo a priori che la Luna si sia accresciuta
nei pressi della Terra, ci rendiamo conto che potrebbe invece essersi
accresciuta in un altra parte del Sistema Solare.

LA FUSIONE. 
Sembrerebbe il modello più
accettato. In pratica si verificò un evento catastrofico agli inizi della
storia del sistema solare, appena formati i pianeti. Secondo gli
scienziati a quel tempo c’erano un numero maggiore di corpi planetari che
vagavano attorno al Sole in orbite più o meno regolari. Uno di questi
pianeti (delle dimensioni di Marte) entrò in collisione con la Terra. Che
cosa accadde allora? L’oggetto, colpendo la Terra, si fuse con essa, ma,
nell’atto della fusione, vennero espulsi nello spazio una considerevole
quantità di frammenti, i quali, riassunto in parole povere, 
entrarono in orbita e, col tempo, si rifusero tra loro dando origine alla
nostra Luna. Stando a questa tesi, la somiglianza nella composizione
chimica tra Terra e Luna sarebbe dovuta proprio a questa collisione. Per
approfondire bene l’ ipotesi, peraltro affascinante, è possibile
consultare l’abstract della Dr. Robin Canup. E’ possibile trovare l’abstract
usando un  motore di ricerca e inserendo il nome della scienziata
americana. Ribadiamo che l’ipotesi della collisione è di per se molto
affascinante per due ragioni: la prima è che gli scienziati non negano che
possano essersi verificati eventi catastrofici nella storia del Sistema
Solare. La seconda è che questo modello, della collisione con espulsione,
potrebbe invece fornire le basi per l’analisi di altre tipologie di
catastrofi planetarie, nella fattispecie "possibile fenomeno che coinvolse
Marte". Che la Luna sia nata in questo modo lascia il tempo che trova:
riducendo ai minimi termini la tesi potremmo affermare che "da un pianeta
di taglia 1, colpito da un pianeta di taglia 0,5, ne scaturisce uno di
taglia 0,25". Dovremmo così dedurre che una bella fetta dell’impattatore
ha accresciuto il nostro pianeta. Ci chiediamo quindi se le dimensioni
attuali della Terra siano dovute all’accrescimento "naturale" dalla
nebulosa proto-planetaria oppure dal notevole contributo apportato dall’impattatore.
E, di conseguenza, ci chiediamo come mai Venere è grande quasi come la
Terra. Forse che ha subito anche lui un simile impatto? Ma satelliti non
ne ha. C’è poi un altro problema: cosa ha impedito di mandare a pezzi sia
la Terra che l’impattatore? Come possiamo definire tale collisione: urto
elastico, urto anelastico o urto misto? Inoltre: quante probabilità ci
sarebbero state per i frammenti sparati nello spazio di entrare in orbita,
radunarsi in un unico blocco e formare una luna? Avrebbero avuto
sufficiente velocità per non ricadere sulla Terra? Siccome gli urti
anelastici sono tipicamente quelli che originano gli accrescimenti, c’è il
pericolo che anche questo modello entri in antitesi con le teorie
dell’accrescimento dei pianeti sulla base di frammenti della nebulosa
proto-planetaria. Infine: che prove abbiamo dell’esistenza di questo
presunto Impattatore? La teoria della collisione sembra costruita "su
misura": il giusto impattatore dalle giuste dimensioni, che arriva al
momento giusto, colpisce la Terra nel punto giusto e nel modo giusto; poi
si fonde nel modo giusto. I frammenti escono dalla direzione giusta ed alla
velocità giusta; entrano in orbita nel modo giusto e si radunano tutti in
modo giusto, rifondendosi, originando la luna nel modo e nei tempi giusti.
E’ a dir poco stupefacente! Calcolato nei minimi particolari e studiato in
modo perfetto. La cosa ancora più affascinante è che questa teoria a noi
(Pianeta Marte.net) piace moltissimo perchè ci ha dato lo spunto….
giusto per gettare le basi su ciò che prenderemo in esame… al momento
giusto!

TEORIE DI FRONTIERA. 
C’è l’affascinante tesi del Dr.
Richard Hoagland, almeno così lui sosteneva, secondo la quale la Terra
aveva due satelliti: la nostra attuale luna e Marte. entrambi erano
abitati, ma, a detta della sua tesi, accadde una catastrofe che cancellò
la vita da entrambi i satelliti, e provocò lo spostamento di Marte nella
sua attuale orbita. E’ tuttavia sorprendente il fatto che la Luna non
abbia conservato tracce di una tale forma di vita passata, non possegga
nemmeno residui di una qualche atmosfera, proprio nulla di nulla! Come si
può credere ad una tesi che non supporti almeno una serie di indizi
indicativi? Ciò nonostante, non esistono nemmeno prove a smentita di tale
ipotesi. Sarebbe interessante intraprendere una seria e spassionata
ricerca di vita intelligente nel Sistema Solare, libera dai pregiudizi e
dai pragmatismi delle moderne dottrine scientifiche che basano tutto solo
ed esclusivamente sulla biologia evoluzionistica e su uno sgradevole
orgoglio antropocentristico.

C’è poi un’altra teoria che citiamo solo
per dovere di informazione. Qualcuno sostiene che la nostra Luna sia una
sorta di immenso veicolo spaziale con tanto di motori trattori situati in
alcuni crateri. In epoche remote fu letteralmente trascinata da dove essa
era situata, viaggiando nello spazio, fino a giungere nell’orbita
terrestre. E’ certamente una bella storia di fantascienza, molto
affascinante, ma difficile solo a pensarci da credere. Abbiamo però
riscontrato una coincidenza di tipo tecnico in questa strana ipotesi: nel
caso che
la luna fosse stata satellite di un altro pianeta è presumibile che gli
orbitava in un dato tempo e possedeva un suo periodo di rotazione. Ad ogni
modo, se ad un certo punto gli fosse stata impressa un’accelerazione
lineare in un punto dove la forza avrebbe agito uniformemente, la sua
rotazione probabilmente sarebbe cessata, a vantaggio del moto
uniformemente accelerato. All’atto del parcheggio nell’orbita terrestre la
luna avrebbe ricevuto semplicemente una decelerazione per entrare in
equilibrio e orbitare attorno alla Terra. Questo approccio potrebbe
spiegare perchè la Luna volge alla Terra sempre la stessa faccia: si
tratta solo della fine di quella trazione che l’avrebbe portata qui. Come
sostengono i dr. Windsor e Patten, la Luna in realtà "non ruota, ma gira
semplicemente attorno alla Terra", qualcosa di analogo al secchiello
pieno d’acqua che, se ci mettiamo a girare, non cade e ci volge sempre lo
stesso lato . Ma dove starebbe la coincidenza? Nelle
procedure di lancio e messa in orbita dei nostri veicoli spaziali! Si
faccia caso che il lancio consiste nel fornire al veicolo spaziale un moto
uniformemente accelerato mediante un vettore seguente un determinato
verso. In genere tutti i moduli orbitali, grazie alla spinta di
accelerazione, vengono poi guidati fino alla messa in orbita finale, volgendo poi
sempre alla Terra la stessa faccia! E così vale per le sonde che orbitano
attorno a Marte e che stanno fotografando il pianeta. Se un giorno una
nave spaziale con equipaggio umano si dirigerà verso Marte, per simulare
la gravità, dovrà ruotare su se stessa, ma in senso perpendicolare al
verso del moto della nave stessa, altrimenti potrebbe sbandare e perdere
la rotta!

Chiariamo naturalmente questo: non è
nostra intenzione affermare che l’origine della Luna è da attribuire a
qualche antica saga fantascientifica. La rotazione sincrona con la
rivoluzione è solitamente un fenomeno strettamente legato alla natura delle orbite
ellittiche. Gli effetti di marea gravitazionale sono diversi tra apogeo e
perigeo; così, trascorrendo il tempo, la rotazione tenderà a subire dei
rallentamenti fino a divenire sincrona con la rivoluzione (cessione del
momento angolare della rotazione). Inoltre, dopo l’analisi chimica
effettuata su molti campioni di rocce lunari, che furono portate a Terra
durante le missioni Apollo, risulta che gli isotopi dell’ossigeno sembrano
equivalenti quantitativamente a quelli presenti nelle rocce terrestri.
Cosa vuol dire questo? Molto semplicemente significa che anche la Nostra
tesi non è perfetta e presenta delle falle, alle quali occorre prestare
attenzione. Secondo gli scienziati la percentuale di isotopi dell’ossigeno
cambia col crescere della distanza da Sole. Pertanto pare che la Luna
potrebbe essersi originata alla stessa distanza dal sole che ha la
Terra. Abbiamo detto "pare" di proposito: I campioni lunari a che
profondità sono stati raccolti? E se invece la corrispondenza degli
isotopi dell’ossigeno sia semplicemente dovuta ad un accumulo temporale
per nulla remoto? Chi può stabilire con certezza se la Luna orbita attorno
alla Terra da miliardi di anni o da migliaia di anni? Certi studi sul
decadimento radioattivo mostrano una notevole ambiguità a proposito di
datazioni delle rocce terrestri e non. Il dibattito è ben lungi
dall’essere chiuso. 

La tesi della Dottoressa Robin Canup, elaborata attraverso
complesse simulazioni computerizzate, risulta essere un interessante studio moderno e
dettagliato su come la Luna sarebbe nata (eppure sembra un ulteriore
tentativo di mettere insieme i cocci di un vaso rotto di cui non si
conosce la forma originale). La nostra opinione è che ci sono
in tutte le teorie proposte troppe contraddizioni sostanziali e calcoli ad
hoc per renderle apparentemente plausibili alla reale storia del sistema
Terra-Luna.  Gli scienziati non hanno ancora potuto effettuare analisi dirette di
campioni del suolo di Marte, sopratutto ad una certa profondità (occorrerà ancora qualche anno), ne di
campioni di altri corpi orbitanti attorno al sole. Ma allo stato attuale,
le teorie oggi proposte per determinare l’origine della Luna (e in definitiva
di tutti i corpi planetari, e non solo, del Sistema Solare) spiegano certe cose
e non ne spiegano altre.

Osservando la
Luna oggi, se dicessimo che la sua rotazione-rivoluzione è un fenomeno
naturale o artificioso potrebbe tuttavia non essere così semplice da
interpretare, ad essere sinceri. In questo capitolo abbiamo tentato di
fare il punto sulle varie teorie proposte, evidenziandone pregi e,
purtroppo, difetti.  Terminando ora rimane questa domanda: "abbiamo
abbastanza elementi per sostenere che la Luna è davvero un satellite
naturale nativo della Terra, oppure ci sono indizi seri che potrebbero
spingerci a ritenere la Luna un satellite naturale acquisito della Terra?"
Cosa risponderemmo? Noi crediamo che la Luna sia un corpo acquisito.

 


PREMESSA


INTRODUZIONE


L’ORIGINE DEL SISTEMA
SOLARE




LET
THERE BE LIGHT – Parte 1




LET
THERE BE LIGHT – Parte 2



IL
SISTEMA SOLARE ORIGINALE: DAI SUMERI AD OGGI


LA FORMAZIONE DEI
"GEMELLI" TERRA E MARTE

 

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