Caption NASA originale tradotta - Se ti trovassi sulla superficie di Marte che cosa potresti vedere? Esattamente come il Rover Opportunity, mentre esplora il pianeta rosso, potreste osservare distese di sabbia rossa e un cielo tinto di arancione, con ciuffi di chiare nubi.

Il rover Opportunity ha appena immortalato l'immagine qui sopra dopo essere arrivato al cratere Victoria questo mese, anche se lo scatto è stato eseguito in una direzione completamente diversa rispetto al grande cratere.  A differenza di altre immagini, poche rocce sono visibili in questo mosaico ottenuto a "colori esagerati". L'orizzonte rosso distante è così piano e privo di caratteristiche da sembrare simile all'orizzonte di un oceano blu calmo sulla Terra.

Le nubi su Marte possono essere composte da ghiaccio di CO2 o di ghiaccio d'acqua e possono muoversi rapidamente, proprio come avviene sulla Terra. La polvere rossa nell'aria può cambiare il colore del cielo sopra Marte dall'azzurro che si presenta sulla Terra verso il colore rosso, tenendo conto che il colore esatto dipende dalla densità e dalle dimensioni delle particelle in sospensione.

figura 2

Il commento di Pianeta Marte.net - Ecco finalmente un'immagine che attendevamo ottenuta da Opportunity appena giunto nei pressi di Victoria Crater ed inserita nella sezione "Picture of the day" il 17 ottobre 2006. Certamente un paesaggio interessante che, da un lato, ci mostra le caratteristiche del sito di Victoria Crater, mentre dal lato opposto abbiamo questa sconfinata distesa di sabbia (apparentemente) ossidata la quale ci appare inoltre perfettamente regolare e dritta fino all'orizzonte.

Osservando molto attentamente verso l'alto a DX nel fotogramma di figura 1 sembra esserci una specie di "riquadro" piuttosto grande e vistoso, avente una tinta grigia che diventa quasi celeste in prossimità (supponiamo) della luce solare. Dopo aver trovato la versione non piegata (figura 2) del medesimo paesaggio è stato relativamente semplice constatare che questo effetto in realtà era generato proprio dalla piegatura: una distorsione o "image artifact". Questo però non cambia la sostanza delle cose e dimostra come le dominanti cromatiche di Marte possano subire modificazioni fuorvianti in fase di elaborazione piuttosto che rispecchiare fedelmente la realtà oggettiva.

Un'altra questione potrebbe essere quella relativa ai "colori esagerati" dichiarati nella caption originale NASA per la Figura 1. Dunque, se la dominante cromatica non fosse stata esagerata come sarebbe apparso allora il paesaggio del fotogramma? Ebbene, dopo aver operato un banalissimo confronto con altre immagini a colori NASA (confronto che chiunque potrebbe fare senza fatica) abbiamo constatato che non esistono particolari differenze nell'intensità cromatica. Anzi, ve ne sono parecchie - etichettati come "colori approssimativamente veri" - le quali posseggono una dominante cromatica rossastra più marcata. Si faccia infine un confronto tra la Figura 1 e la Figura 2.

A prescindere comunque dalle dominanti cromatiche le quali, tutto sommato, dicono molto e dicono niente, noi avevamo atteso il rilascio di un fotogramma su Victoria Crater che mostrasse il cielo nuvoloso. E così è stato davvero! Perchè lo attendevamo? Perchè, dopo aver ribilanciato l'eccesso cromatico, il cielo sopra Victoria Crater era grigio, lo stesso grigio che generalmente sulla Terra caratterizza le giornate cupe e nuvolose. Quindi, dal nostro punto di vista, dovevano esserci parecchie nuvole in quel periodo sopra Victoria Crater.

Ci sarebbe poi nella caption originale in inglese, relativa alla Figura 1, un'altra curiosità che non poteva certo passare silenziosa. Alla fine del commento sono stati inclusi due links a pagine web che offrono pregevoli spiegazioni sulle differenze di condizioni meteo che contraddistinguono il cielo azzurro della Terra e il cielo rosso di Marte.

Ci fa piacere notare che, nel complesso, la modalità esplicativa adottata nella caption NASA ricalca molto bene la stessa logica adottata su Pianeta Marte.net già da ottobre 2005, esattamente un anno prima! Tuttavia non significa che siamo dei geni o più esperti degli Esperti, ma nemmeno che siamo del tutto ignoranti e/o incompetenti.


Per corretta informazione vi presentiamo la traduzione in italiano di uno dei due links citati nel commento NASA. Contiene informazioni estremamente interessanti ed utili. Eventuali valutazioni critiche e commenti li rimanderemo alle pagine seguenti.


Cielo nero sulla Luna Cielo blu sulla Terra Cielo grigio sulla Terra
Metà e metà sulla Terra Cielo rosa sulla Terra Cielo rosa su Marte

"Su Marte, le fotografie dei landers (Viking 1 e 2) dal 1976 al 1978 e di Pathfinder del 1997, hanno suggerito che il cielo è sempre tinto di un colore (in inglese "tan" e "butterscotch") burro-caramello. Marte sembra possedere un'opacità permanente di polvere, la quale rimane sospesa nell'aria dopo le tempeste di polvere. Questa polvere è costituita da limonite, un ossido ferroso di colore marrone, lo stesso minerale presente nella maggior parte della superficie marziana. Il cielo non è blu come sulla Terra perché l'aria è estremamente sottile e le particelle di limonite in sospensione sono approssimativamente grandi quanto la lunghezza d'onda della luce visibile.

Le particelle rossastre assorbono preferibilmente la luce blu e fungono efficacemente da specchi, spargendo le lunghezze d'onda restanti: il colore dell'atmosfera è quindi rosata, come le stesse particelle. Il cielo marziano di giorno è generalmente di un colore giallo-marrone. Questo è un dato di fatto appurato grazie alle immagini correttamente riequilibrate prese dai landers Viking nel 1976 e da Mars Pathfinder nel 1997.

Le prime immagini di superficie trasmesse dalle Viking e largamente diffuse dalle TV negli anni 70 hanno mostrato un cielo blu, poi successivamente "corretto" in cielo rosa; ciò era causato delle incertezze nell'elaborazione delle immagini iniziali. Inoltre, il lander disponeva di svariate patches cromatiche per calibrare le macchine fotografiche le quali furono parzialmente coperte dalla polvere sollevata durante la fase di atterraggio. Tuttavia, ulteriori attente analisi dei dati del Viking Lander hanno rivelato un cielo marziano generalmente giallo-marrone, tranne che al tramonto e all'alba caratterizzato dal rossastro e rosa. Ciò è stato confermato dall'esploratore di Marte nel 1997 (Pathfinder).

Su Marte, le immagini dalla superficie prese mediante le fotocamere dei due lander Viking hanno mostrato un cielo dal colore giallo. Le misurazioni inoltre hanno indicato che l'atmosfera marziana ha sempre evidenziato certa polvere fine sospesa in essa. Le particelle di polvere variano nelle dimensioni (lunghezze d'onda da 0.4 - 0.7 µm): dal  più piccolo rispetto alle frequenze visibili fino a grandezze di decine di volte le misure del colore del cielo.

Le misurazioni del Viking Lander 1 sono state usate per la realizzazione di simulazioni computerizzate sulla dispersione della luce, allo scopo di valutare l'ammontare di particelle di polvere tra le quali la magnetite (minerale dell'ossido di ferro dal colore nero ed opaco), stimata entro valori dell'1%. Questo minerale assorbe più efficacemente la luce solare alle lunghezze d'onda blu che alle lunghezze d'onda rosse. La dispersione (assorbimento compreso) della luce solare dalle particelle di polvere nell'atmosfera di Marte quindi rappresenta il colore del cielo.

La dispersione è più complicata del semplice Rayleigh Scattering perché le particelle di polvere riflettono ed assorbono contemporaneamente la luce solare e perché la presenza 'di grandi' particelle conduce alla riflessione più uniforme delle lunghezze d'onda differenti.

Se la polvere non assorbisse alcuna luce solare, il cielo di Marte apparirebbe biancastro, poiché tutte le lunghezze d'onda sarebbero sparse in grado simile, tanto come luce solare sparsa dalle nubi. La polvere atmosferica che fornisce la tinta rosa-gialla al cielo marziano è inoltre responsabile, considerando la relativa presenza d'essa sulla superficie,  del colore rosso caratteristico di Marte visto dall'occhio nudo. In generale, la dispersione di Rayleigh è un effetto molto leggero nell'atmosfera di Marte. Tuttavia, in certi momenti ed in determinati posti, le nubi di particelle di polvere estremamente piccole danno un getto blu alle immagini prese dall'alto. Questi sono i cosiddetti "blu hazes" osservati in alcune regioni craterizzate e in alcune aree della Valles Marineris.

Se l'atmosfera di Marte dovesse completamente essere pulita dalla polvere, il cielo di giorno apparirebbe blu, proprio come il nostro a causa del Rayleigh Scattering, generato dalle molecole (soprattutto dell'anidride carbonica) che compongono l'atmosfera. È possibile (benchè improbabile) che le missioni future a Marte troveranno un colore differente del cielo."

Sei il visitatore numero: