Mito Cydonia

AUTORE
Matteo Bianchi
Matteo Bianchi
Esperto di Mystery Box
Specialista in recensioni di siti Mystery Box
Ultimo aggiornamento: 16 Maggio 2025


13 ottobre 2006


Il Mito di Cydonia colpisce ancora,
ovvero: “Voglia di Quattrini” batte “Senso Comune” 4 a 0!


di Paolo C. Fienga e Lunar Explorer
Italia


E’ di questi giorni (tardo
Settembre 2006) la notizia che parrebbe smontare, in maniera definitiva,
il Mito di Cydonia Mensae (una splendida ed enigmatica – ma non
più di tante altre… – Regione Marziana) con la sua “Sfinge” (conosciuta
anche come la “Faccia di Marte”) e le sue “Piramidi”.

Niente di nuovo, in fondo: sono anni che si parla di questo (appunto)
“Mito” e, anche se una serie di pseudo-Ricercatori ed Investigatori
Spaziali – ma si tratta per lo più di semplici Autori di libri, saggi ed
articoli vari, a cominciare dallo scopritore della Sfinge, il Prof.
R. Hoagland – ha costruito (e sta ancora costruendosi,
a quanto vediamo, con grande semplicità e non-chalance) la propria fama
e fortuna su questa bizzarra collinetta Marziana, in realtà non
occorrevano dei Geni o degli Scienziati (veri) per capire che,
purtroppo, abbiamo passato quasi trent’anni a parlare di “aria fritta”.

Voi penserete che stiamo dicendo
questo alla luce delle “immagini” (!) ESA di recente
rilascio al Pubblico…Ma non è così!

Non è così perchè, innanzitutto,
la Leggenda della Sfinge di Cydonia aveva già ricevuto una
pesantissima spallata da una serie di frames orbitali Mars
Global Surveyor-Mars Orbital Camera
(MGS-MOC)
qualche anno fa e poi perchè – ed ormai dovreste saperlo bene – l’ESA
NON rilascia al Pubblico delle immagini vere e proprie, come abbiamo già
detto e scritto 1000 volte, ma delle semplici – nonché falsissime ed
orribili – ricostruzioni digitalizzate (ora in 3D ed ora no) di
(presunte) immagini orbitali ottenute dalla Sonda Mars Express.

Quindi NON fotografie, ma interpretazioni computerizzate di
(presunte) fotografie.

Ora, se è vero (come lo è) che la NASA – sovente –
“tarocca” i frames, a noi pare pur sempre meglio e più costruttivo
esaminare un’immagine reale “taroccata” cercando di capire come e dove è
stata operata la manipolazione, piuttosto che studiare un frame il quale
è di per se stesso – e cioè “in sè” – una manipolazione (espressa, per
di più: digitale, sofisticata, all’avanguardia etc., ma pur sempre una
manipolazione, ossìa la rappresentazione di qualcosa che NON è reale. La
rappresentazione di qualcosa che NON esiste!).

Dunque non è stata decisamente l’ESA
a dare la (definitiva) “spallata” a Cydonia nè, tanto meno, ad aver
convinto noialtri della inconsistenza della “Faccia di Marte“.

L’ESA ha fatto soltanto quello che, almeno a nostro
parere, aveva già sino ad ora fatto e (ampiamente) dimostrato di saper
fare benissimo: stare dietro alla NASA (in termini di
“filosofia generale”, ma con maggior “spocchia”…) e tuttavia producendo
del materiale di gran lunga più scadente (sia in termini quantitativi,
sia in termini qualitativi).

Tutto qua.

Giudizio troppo severo? Giudicate
Voi stessi: andate sui Siti ESA dedicati alle Missioni
Marte, Venere e Luna (SMART-1) e poi pensateci sopra.

Ma torniamo alla “Sfinge“.

A noi sembra piuttosto evidente
che alla maggior parte degli Studiosi e dei Ricercatori i quali si sono
occupati di Marte in generale e degli Enigmi di Cydonia Mensae
in particolare abbia fatto soprattutto difetto – e scusateci per
l’ardire – il Buon Senso.

Proviamo quindi a ragionare insieme: ammesso che la “Sfinge di
Cydonia
” sia realmente una “Sfinge” (ossìa un’opera
artificiale prodotta da un’antichissima Civiltà Marziana), essa dovrebbe
anche rappresentare un qualcosa che è tecnicamente “sopravvissuto”, come
minimo, a qualche milione di anni di inclementi azioni geologiche e
meteorologiche.

Un qualcosa che è “sopravvissuto”, quindi, ad eventi quali un
imprecisato numero di impatti meteorici, di sismi, di possibili
inondazioni e piogge torrenziali prima, e poi una totale ed assoluta
aridità dell’ambiente.

Non dimentichiamo di certo le escursioni termiche impressionanti che
hanno caratterizzato e caratterizzano Marte e quindi, last but not
least
, i venti impetuosi che, come il panorama Marziano ci dimostra
perfettamente (sia in ripresa orbitale, sia dal suolo), agiscono,
assieme alla sabbia ed alle polveri sottili che trasportano, come una
sorta di (gigantesca e naturale) “mola” la quale una volta affila ed una
volta pialla; una volta “traccia e disegna” ed un’altra “spiana e
cancella”.

E così via.

Proseguiamo: la datazione della
Sfinge di Cydonia e delle Piramidi è, ovviamente,
incerta, ma un’ampia serie di esami effettuati tramite la strumentazione
di bordo delle navicelle che hanno orbitato ed orbitano intorno al
Pianeta Rosso (dai Viking Orbiters a Mars
Express
, appunto – e senza dimenticare il Mars Global
Surveyor
) ci dice che i rilievi superficiali in questione
potrebbero avere un’età compresa fra gli 800 milioni ed il miliardo di
anni.

Ora, cercate di focalizzare la Vostra attenzioni su questo periodo di
tempo e poi pensate per un istante alle piramidi Egizie – un elemento
che Hoagland ed altri considerano fondamentale nella
comprensione della cosiddetta “Earth-Mars Connection“…

Quanto tempo è bastato per
sfigurare abbondantemente la Sfinge di El-Giza e le splendide Piramidi
di Cheope, Chefren e Micerino?

Poco.

Poche migliaia di anni e, certamente, una serie di eventi geologici ed
atmosferici di gran lunga meno devastanti di quelli che hanno
“disegnato” Marte sino a renderlo così come lo vediamo oggi.

Deduzione: della Sfinge e delle Piramidi Egizie, fra poche migliaia di
anni, non resterà più nulla (salvo l’intervento pesante e risolutivo
dell’uomo).

Ora, che cosa distinguerebbe i “Monumenti
di Cydonia da quelli di El-Giza (a parte la localizzazione)?

Ebbene, nulla: essi sarebbero – in accordo a quanto dicono
Hoagland
e Soci – l’espressione fisica di Menti affini
e di Civiltà affini.

Ma soprattutto, pietra è l’elemento che è stato usato per fabbricare i
Monumenti di El-Giza e pietra è l’elemento che sarebbe
stato usato per fabbricare i Monumenti di Cydonia.

Ora, basta questa semplicissima
considerazione per rendersi conto di quanto sia intrinsecamente assurda
ed improponibile tutta la storia di Cydonia: ma quale pietra (!)
lavorata, infatti, potrebbe mai resistere – con tutto il rispetto per
l’eventuale Civiltà che l’avrebbe prodotta ed usata – a quasi un
miliardo di anni di azioni distruttive conservando una chiara e
determinata (ergo riconoscibile) apparenza (umanoide) esteriore – come
ripresa dalla Sonda Viking Orbiter 1 – per poi
“sfasciarsi” e diventare di fatto irriconoscibile (vedi i frames
NASA-MGS
, su tutti) in poco più di 20 anni?

Non siamo stati chiari?

Ed allora usiamo il Rasoio di Okkam per cercare di venire a
capo di qualcosa: è più probabile che negli ultimi 20 anni sia accaduto
qualcosa su Marte che ha, di fatto, “portato alla rovina” un capolavoro
architettonico durato quasi un miliardo di anni, oppure è più logico
pensare che gli eventi geologici e meteorologici che hanno coinvolto,
negli ultimi 20 anni, la Regione di Cydonia Mensae sono, di fatto,
irrilevanti e quello che abbiamo visto (rectius: creduto di vedere)
tramite le immagini Viking era solo un affascinante e
spettacolare “illusione visiva” determinata, inter alia, dalle ottiche
impiegate dalla Sonda per ottenere l’immagine, nonché dall’altezza e
dall’angolazione del Viking Orbiter rispetto al suolo
ed al rilievo ripreso, nonché dall’altezza del Sole sull’orizzonte
locale al momento della ripresa etc.?

Ci siamo ora?

Ecco il concetto di “Buon Senso” che, a nostro avviso, è mancato e,
purtroppo, manca tutt’ora quando si parla di Cydonia (e non solo): basta
usare la logica, qualche ragionamento, le (poche, ma significative)
informazioni di cui disponiamo e subito si può non diciamo “dissipare
ogni dubbio” (per carità: anche a noi piace il “Mistero”!), ma
quantomeno iniziare a vedere le cosa in maniera un pizzico più chiara,
più semplice e più razionale.

Che poi una serie di (ribadiamo)
pseudo-Ricercatori e Scienziati – motivati da ragioni di “cassa” e certo
non di “Scienza&Cultura” – si agiteranno come degli ossessi gridandoci
di “Non toccare la Sfinge!” lo diamo per scontato ed assodato.

Oltre al Prof. Hoagland, infatti, quanti altri
“Ricercatori” hanno visto e vedono, un po’ ovunque su Marte, “Sfingi”,
“Templi”, “Piramidi”, “Ville”, “Quartieri Residenziali” ed altre –
scusateci – stupidaggini del genere?

Certo, se si vogliono scrivere
libri (facili) per affascinare il Pubblico e poi far quattrini (facili
anch’essi), non si può parlare, osservando Marte (o la Luna stessa, o
qualcuna delle lune di Giove o di Saturno) di “azioni geologiche
erosive”, o di “impatti sequenziali”, o di “venti impetuosi” o, magari,
di “affascinanti ed ingannevoli chiaro-scuri”: no, certo che non si può.

La realtà, come la NASA
stessa oggi (25 Settembre 2006) – ironicamente – dice nella sua Rubrica
“Picture of the Day”, “è noiosa”!

E allora, per non “annoiare ed
annoiarsi” (!), bisogna parlare di “Connessione Terra-Marte”, di
“Civiltà Perdute”, di “Opera immortale” lasciata sulla superficie del
Pianeta Rosso dagli ultimi superstiti del Grande Cataclisma che lo
sconvolse quale mònito ai Visitatori che sarebbero arrivati e che, molto
probabilmente, si sarebbero posti domande troppo complesse per trovare
risposte comprensibili ed accettabili.

Certo: bisogna fare
sensazionalismo
, soprattutto.

Se poi, attraverso questo
sensazionalismo
, si concorre anche a banalizzare la Materia, o a
farci ridere dietro dall’Intelligence che controlla la NASA
(e non solo…), o a far passare coloro che studiano (seriamente e con
passione) Marte e tutti i suoi enigmi come dei “mitomani” o degli
“spostati” non fa nulla.

Quello che conta, alla fine, per Autori ed Editori, è solo l’obiettivo
di breve termine: pubblicare un articolo, pubblicare un libello, fare e
farsi pubblicità, andare in giro a fare conferenze ed a raccontar
favole.

Fare quattro soldi, insomma…

Che ne dite, allora, Cari Amici:
Vi sembra che questo scenario che abbiamo cercato di tracciare sia
troppo drastico?

Oppure siete d’accordo con noi?

O magari avete altre idee, delle quali volete renderci partecipi?

Scriveteci e noi, con il tempo, Vi
risponderemo.

Scriveteci e, soprattutto, quando avrete voglia non solo di vedere
immagini realmente enigmatiche, ma anche di porVi delle domande davvero
significative, provate a scorrere la Galleria Lunar Explorer
Italia
Mars and His Moons”, dove
scoprirete che su Marte non ci sono solo “colline a forma di faccia”, ma
anche “crateri improbabili”, “cascate ghiacciate”, “torrenti di
polvere”, “dune luccicanti” e così via.

Le Meraviglie di Marte (e della
Luna, di Saturno e così via), credeteci, non si esauriscono mai e,
soprattutto, non si esauriscono in tre o quattro (presunte e sempre
questionabili) Singolarità (o Anomalìe) di Superficie.

E poi, lasciatecelo dire per
favore, non serve scomodare – sempre e/o necessariamente – gli Egizi,
gli Aztechi, gli Annunaki o chi per essi per guardare con Spirito
Informato dentro la Storia (della Terra, di Marte e del Sistema Solare)
e dentro la Scienza: in effetti, occorre solo aprire gli occhi e poi,
agendo con passione, onestà intellettuale (ahi,ahi,ahi: ma dov’è andata
a finire?!?…) e per Amor di Ricerca, basta guardare, leggere e
riflettere.

E per compiere queste tre azioni,
a nostro parere, non Vi serve comunque nè il nostro “imprimatur”,
né quello di tanti altri pseudo-Scienziati e pseudo-Ricercatori
prezzolati i quali, fra una duna e l’altra e dietro alla forma più o
meno bizzarra di qualche collinetta o di alcuni crateri, grazie ad una
ottima dose di fantasia, di sfacciataggine e di (lo riconosciamo)
“spirito imprenditoriale”, non hanno probabilmente trovato una risposta
agli “Enigmi di Marte” (e dell’Universo…), ma di certo hanno dato una
bella e consistente sistemata ai loro portafogli.

E allora?

C’è chi “lavora” per la Gloria (!)
e chi per il “quattrino” (!!): dov’è il problema? – direte Voi – Dov’è
il “gap” del Sistema?

Il problema ed il gap – grandi e gravi entrambi – stanno nella
circostanza per cui, purtroppo, nel fare questa opera di “illuminazione”
dell’Umanità, costoro hanno anche prodotto – incidentalmente… – un
oceano di banalizzazione e di disinformazione che va a colpire, di
riflesso ma non per questo meno leggermente, TUTTO il Movimento di
Ricerca Scientifica su Marte e TUTTI i Ricercatori che se ne occupano:
un’onda lunga di scempiaggini e banalità che, dove colpisce, travolge.

Ciò premesso, a questo punto resta
solo una cosa da fare: purtroppo, quando chi sa (davvero) tace, occorre,
a nostro avviso, restare tranquilli ad osservare, studiare e lavorare,
cercando di essere prudenti e rimanendo pragmatici: poi sarà la Storia –
quella VERA, e non quella scritta dal “Dio Denaro”… – a giudicare il
lavoro fatto.

E la Storia, anche se (spesso) lo
fa tardi, conferisce (o restituisce) sempre ad ognuno
di noi la propria (e la più giusta) dimensione e dignità…






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