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Pianeta Marte.net
presenta questo articolo che affronterà il tema della "Pareidolia"; la
motivazione dovrebbe essere chiaramente comprensibile considerato l'acceso
dibattito esistente tra i sostenitori dell'ipotesi "Vita extraterrestre
intelligente" e i detrattori d'essa. Si ritiene infatti che nella superficie
della Luna, di Venere e Marte, in alcune Lune di Giove e Saturno giacerebbero i
resti di costruzioni architettoniche, volti umani scolpiti nel terreno (o nel
ghiaccio) ecc., tutti di chiara origine intelligente. Di questo ne abbiamo
ampiamente discusso in altri articoli.
Coloro che non
condividono questo genere di supposizioni propongono modelli interpretativi di
tipo tradizionale, sopratutto psicologici. La pareidolia rientra a pieno merito
in questo specifico quadro analitico. Allo scopo di affrontare il soggetto nel
modo più completo possibile (visto che noi non siamo degli specialisti) abbiamo
condotto una raccolta di materiale attraverso i motori di ricerca, e quindi vi
saranno infine segnalati i relativi links dei siti ai quali ci siamo riferiti.
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Fig. 1: nelle nubi
si intravede una immagine simile ad un orsacchiotto.
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Avete mai
osservato qualcosa che assomiglia, in certa misura, ad un volto umano o animale?
Oppure qualcosa che sembra un oggetto conosciuto? Se la vostra risposta è
affermativa allora avete sperimentato ciò che viene definita con il termine "Pareidolia".
Questa parola deriva dal latino "parìre" e "idolum", ma, a sua volta, ha una
radice greca: είδωλον.
Potremmo definirla come illusione
subcosciente insita nel nostro cervello, la quale tende a ricondurre a forme
conosciute oggetti e profili naturali (oppure artificiali) in un contesto (o
texture) casuale. È una tendenza istintiva e automatica che fa scattare
l'accostamento di forme familiari in immagini disordinate. Normalmente questo
genere di associazione si manifesta sopratutto verso le figure e i volti umani.
Quali sono i luoghi nei quali il
nostro cervello interpreta come volti umani (o altro) degli insiemi più o meno
casuali di schemi e tracciati? Le nuvole,
per esempio; la loro composizione di vapore acqueo (sulla Terra) e la loro
estrema volatilità permettono alle correnti d'aria di modellarle nella maniere
più disparate e imprevedibili. Anche Il ghiaccio
è un altro catalizzatore di figure pareidoliche; l'acqua essendo un
fluido estremamente elastico tende ad acquisire facilmente la forma di qualsiasi
cosa in cui essa si stabilisce. Quando congela ne mantiene le sembianze in modo
permanete fintantoché la bassa temperatura permane. Ma il punto è questo:
l'acqua di mare, di fiume o di lago è soggetta ai consueti moti ondulatori o
delle correnti di flusso, i quali ne determineranno sostanzialmente l'aspetto
superficiale al momento della solidificazione. L'azione combinata di urti con
rocce adiacenti (frane), urti meteorici, scongelamenti e nuovi congelamenti,
movimenti sismici ecc. potranno causare l'apparire di figure antropomorfe o
d'altro genere. Non da meno è lo stesso terreno solido
che forma il suolo terrestre o degli altri pianeti rocciosi. Sebbene
considerabili "solide", le rocce in realtà sono anch'esse dei fluidi con la
differenza sostanziale di densità. La roccia è un fluido estremamente denso tale
da acquisire una consistenza dura. Eppure se sottoposte a temperature
elevatissime le molecole componenti le rocce divengono estremamente dinamiche:
esse ci appariranno incandescenti emettendo anche luce e calore.
CAPIRE IL PASSATO PER
COMPRENDERE IL PRESENTE
La diatriba che si combatte da
oltre 30 anni dai sostenitori e detrattori delle figure artificiali marziane
dobbiamo inquadrarla proprio in tale contesto e per comprenderlo pienamente
potrebbe esserci d'aiuto fare un passetto indietro nel tempo, ovvero alla stessa
formazione dei pianeti. Al di la delle Nostre ipotesi proposte su questo sito o
di altre, saremo tutti d'accordo che, dopo la "condensazione" della materia
proto-planetaria, il nostro "neonato" pianeta doveva essere interamente allo
stato fluido. Di conseguenza, in rispetto alle Leggi Fisiche, la porzione della
massa caldissima più esterna cedeva calore allo spazio freddissimo. A questo
punto dovremmo facilmente intuire che, anzitutto, proprio la parte esterna
avrebbe iniziato a solidificare, dando origine alle prime proto-zolle
continentali. Man mano che il raffreddamento continuava si estendevano le masse
solide sopra le quali si stagliarono le prime catene montuose, vallate, canyons
ecc. Probabilmente si potevano osservare anche molti canali scavati dai flussi
di lava che sfociavano in laghi e mari di lava.
Facciamo adesso un semplicissimo
ragionamento: riusciremmo ad immaginare o calcolare quante sarebbero le
combinazioni di texture che si potrebbero ottenere da una simile situazione
planetaria? Probabilmente un valore virtualmente infinito. Pertanto le forme che
la roccia solidificata mostrerebbe sulla superficie di un ipotetico neo-pianeta
non conoscerebbero limiti: da tracciati ortogonali, canali tubiformi, strutture
rettilinee ad angolo, sferiche, ovoidali, pseudo-piramidali fino alle figure più
bizzarre e curiose, comprese le figure antropomorfe semplici, complesse o
incastonate su altre figure antropomorfe.
A questo scenario, meritevole di
un trattato di geologia, dobbiamo naturalmente aggiungere le interazioni tra
suolo e atmosfera (con le relative fenomenologie meteorologiche) e fluidi
superficiali (o sotterranei). Solitamente si presuppone l'acqua, ma non è detto
che debba necessariamente essere questa il principale componente liquido che
caratterizza un pianeta: su Titano, per esempio, si pensa che sia il metano a
creare fiumi, laghi e mari.
Torniamo ora nel presente e
rammentiamo questo: quando osserviamo la superficie attuale della Terra, della
Luna, di Marte o di altri corpi rocciosi essa dovrebbe rappresentare (almeno in
teoria) l'ultima versione di un processo geologico strutturato a strati
sovrapposti e successivi ai precedenti; a meno che non siano intervenuti eventi
violenti tali da alterare o rimpastare questo processo, noi vediamo la somma (o
risultato) di una serie N tali di passaggi. Proprio come le nubi cambiano forma
e si trasformano, anche la superficie dei pianeti (benchè solida) risponde
basilarmente alle stesse leggi, naturalmente con tempistiche differenti, ma
talvolta imprevedibili.
Conclusione? Avremo sempre la
formazione di nuovi tracciati ortogonali, canali tubiformi, strutture rettilinee
ad angolo, sferiche, ovoidali, pseudo-piramidali fino alle figure più bizzarre e
curiose, comprese le figure antropomorfe semplici, complesse o incastonate su
altre figure antropomorfe.
ALTRI FATTORI DA CONSIDERARE
Dobbiamo ora prendere in esame
altri possibili cause generanti forme pareidoliche. Il prodotto della combustione è anch'esso una possibilissima
fonte di immagini antropomorfe: se il fuoco brucerà una superficie infiammabile
non si può prevedere esattamente come, dove e quando esso consumerà il materiale
in fase di combustione. Al termine del processo stesso potremo osservare la
risultante superficie carbonizzata. Che aspetto avrà? Anche qui talvolta si
possono intravedere sagome curiose e somiglianti a volti umani, nulla però che
vada oltre la sua naturalità intrinseca. Possiamo associare quanto descritto
alla combustione di vegetazione, materiali sintetici, abiti, plastica (e
relativa sua fusione), cibi eccetera. Non dimentichiamo allora le figure
pareidoliche prodotte nelle emissioni di fumo...
Infatti, analogamente alle nubi di vapore acqueo, il fumo è strettamente legato
alla modellatura data dalle correnti d'aria. Una importante differenza potrebbe
risiedere nella sua densità (il fumo è carico di particelle di pulviscolo e
ceneri varie) ed anche per la sua temperatura iniziale in quanto prodotto della
combustione.
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Fig. 2 |

Fig. 3 |

Fig. 4 |

Fig. 5 |
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Nelle figure 2, 3, 5
possiamo certamente ricordare un triste giorno che ha segnato la Storia.
L'11 settembre 2001 due aerei pilotati da squadre terroristiche suicide si
schiantarono sulle Twin Towers a New York, provocando quasi 3000 morti e
la totale distruzione di entrambi i grattacieli. Pianeta Marte.net non è
interessato alle svariate teorie dei come, quando e perchè (non è il
nostro compito e non siamo intenzionati ad esprimere giudizi al riguardo).
Ciò che potete ben constatare sono tre manifestazioni paredoliche sulle
emissioni fumogene dopo le tremende esplosioni dovute agli schianti degli
aerei. Qualcuno ha avuto il coraggio di costruirci sopra delle belle
storielle...
Nella figura 4 possiamo
osservare un'altra manifestazione di pareidolia su una comunissima nube
dall'aspetto simile ad un animale. |
Che dire delle figure antropomorfe che
appaiono nelle pareti di case, nelle grotte, nel vetro
delle finestre o nella muffa? Il principio è lo stesso: pura
casualità, ma in questo caso ricordiamo che (sopratutto) le pareti delle grotte
e (un po' meno) i muri di casa sono porosi e lasciano traspirare piccole
quantità d'acqua. Quest'ultima, dopo un certo tempo e una costante
condensazione, assumerà le indistinte, ed insignificanti, sembianze di Madonne,
Cristi e altre figure religiose; eppure sembra che nessuno abbia mai descritto
l'apparire di forme simili a computer, telefonini, lavatrici ecc...
RASSEGNA DI PAREODOLIE
Ed ora proponiamo un po' di
immagini tratte dal sito Attivissimo.net (sezione Antibufala) che dovrebbero chiarificare le idee molto
più di 10 mila parole. Accettatele così come sono, comprese le simpatiche chiose
umoristiche dell'Autore, persona molto acuta e intelligente...
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![[immagine di presunta madonna]](Antibufala_file/chicago1.jpg) |
La Madonna che prega (Chicago,
10 aprile 2005)
Queste immagini, tratte dalla BBC e da
NBC5.com, mostrano
una chiazza di colatura (o una Madonna che prega), scorta al
sottopassaggio stradale di Fullerton Avenue, sulla Kennedy Expressway, a
Chicago. |
![[altra immagine della "madonna", fonte AFP e BBC]](Antibufala_file/chicago2_afp.jpg) |
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![[immagine della fetta di toast, fonte AP]](Antibufala_file/toast.jpg) |
La Madonna del Tostapane (2004)
Diane Duyser, dalla Florida,
esibisce nel 2004 una fetta di toast che afferma di aver preparato dieci
anni prima e che mostrerebbe l'immagine della Madonna. Ma non notate una
certa somiglianza con Greta Garbo?
La fetta mistica fu acquistata per 28.000 dollari da un casinò online. Non
è che i titolari del casinò siano particolarmente religiosi: è che sono
avvezzi a fare qualsiasi cosa che faccia comparire il loro nome nei
giornali, e questa storia del toast fece il giro del mondo. Per esempio,
lo stesso casinò affitta giovani ragazze che attraversano, più o meno nude
e col nome del casinò scritto sui punti strategici, i campi da gioco
durante le riprese TV delle partite.
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![[immagine su bastoncino di pesce]](Antibufala_file/jesus_on_fishstick.jpg) |
Gesù compare su un bastoncino di pesce (2004 circa)
Dopo aver sentito della cifra
notevole raccolta dalla fetta di toast "divina", Fred Whan, dell'Ontario,
ha esibito il proprio campione di cibo miracoloso: un'immagine (lui dice)
di Gesù su un bastoncino di pesce, conservato nel freezer da quando fu
cucinato nel 2003.
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![[Gesù su una fetta di chapati]](Antibufala_file/gesu_chapati.jpg) |
Gesù su un chapati (2002)
Nel 2002, a Bangalore, in
India, su un chapati (un tipo di
pane) è comparso un "volto" che i fedeli hanno identificato come quello di
Gesù, facendo accorrere migliaia di persone. Il chapati è stato conservato
e messo in una teca di vetro.
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![[volto nell'ombra di foglie]](Antibufala_file/ombra_foglie.jpg) |
Il volto di Gesù nell'ombra delle foglie (2000)
C'è chi
sostiene che quest'ombra sulla recinzione di un parcheggio di roulotte
mostri il volto di Gesù. L'apparizione, verificatasi a Port Germein, in
Australia, ha prodotto un boom turistico. L'ombra è prodotta dalla
combinazione di un lampione, di uno steccato di legno e di un albero.
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![[Madonna col bambino]](Antibufala_file/finestra_boston.jpg) |
Madonna col Bambino a Boston (2003)
Decine di migliaia di
pellegrini si sono presentati al Milton Hospital, vicino a Boston, perché
una finestra del terzo piano di un palazzo adibito a uffici mostrava (così
si diceva) un'immagine della Vergine con il Bambino. A quanto pare, la
forma era il risultato di una perdita di una sostanza chimica presente
all'interno della finestra sigillata
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Con tutta sincerità siamo certi
che queste immagini esemplari dovrebbero da sole demolire molte delle congetture
che i cosiddetti "Visionari" della Terra e dello Spazio propinano a tutto
spiano. Tuttavia è chiaro che non possiamo garantire al 100% che queste
fotografie siano veritiere, verificabili e autentiche; noi le abbiamo accettare
come tali in quanto la fonte web (antibufala) ci sembra onesta e sincera. Siamo
altresì consapevoli che uscirà sempre qualcuno pronto a mettere in
discussione qualsiasi informazione pericolosa e compromettente, tale da smontare
i propri "castelli di aria fritta".
Ma ecco un'altra definizione della pareidolia tratta
dal sito Attivissimo.net: "la tendenza a cercare schemi
ordinati e familiari nel disordine. E' la stessa tendenza che ci permette di
"scorgere" un drago in una nuvola o un volto nella superficie della Luna.
Inoltre abbiamo un riconoscimento innato estremamente radicato per i volti e le
sembianze umane: è per questo che i neonati sono attratti immediatamente da un
viso o da qualsiasi oggetto che somigli anche soltanto vagamente a un viso.
Bastano due punti e una riga per rappresentare un viso, donde il successo delle
"faccine" nei messaggi di posta e negli SMS. Faccine come quella che trovate
alla fine di questa frase (se non la scorgete, inclinate la testa verso sinistra
di novanta gradi). : )
Perché queste immagini
continuano ad apparire? [...] Anche qui c'è una spiegazione psicologica
abbastanza semplice: siamo selettivi nel notare le cose. Notiamo l'ordine nel
disordine, per cui se al Lotto estraggono i numeri 1, 2, 3, 4, 5 ci sembra
un'anomalia incredibile, quando in realtà quella sequenza ha la stessa
probabilità di ogni altra. Nella nostra vita quotidiana ci imbattiamo in milioni
di forme casuali: volute di fumo, nubi, automobili parcheggiate, folle, ombre
sui muri, macchie di muffa. Ma notiamo e ricordiamo soltanto quelle che
riteniamo in qualche modo "speciali" e ci dimentichiamo [...] di tutte le altre
forme indistinte".
IMPLICAZIONI SULL'ESPLORAZIONE
SPAZIALE E SULLE METODOLOGIE DI IDENTIFICAZIONE
Inevitabilmente l'argomento della
Pareidolia si riflette anche nelle immagini che i veicoli spaziali in orbita
attorno ai pianeti del Sistema Solare ci hanno reso durante questi ultimi 40
anni di storia e di conquiste. Inutile
ricordare i connotati aspri e polemici della diatriba infinita sulla Face e le
Piramidi di Cydonia, sulle città di Marte, i Castelli della Luna, e la varie
basi aliene dei satelliti di Saturno... Non abbiamo la più pallida idea se (e
quando) tali lotte intestine avranno mai termine, anche perchè le Parti
Contendenti sono fervidamente convinte di avere ragione. Probabilmente ci sarà
sempre la "Novità dell'ultima ora" che farà risvegliare l'orso dal suo
momentaneo letargo. Ciò nonostante abbiamo pensato di mettere un po' di legna
nel fuoco (tanto per restare in argomenti infuocati...) e mostrarvi qualcosa che
abbiamo scovato su Marte...
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Questa immagine è stata
osservata attentamente adottando uno dei discutibili e collaudati metodi
di ricerca di certi "Cacciatori di Anomalie" marziane. Come potete notare
vi sarebbero tre apparenti abbozzature di volti umani scolpiti nel terreno
della Juventae Chasma.
Non è stato molto difficile
individuarli perchè erano chiaramente visibili; così ci è sembrato buona
cosa applicare delle marcature utilizzando il software più banale che il
mercato potrebbe offrire: Paint di Windows XP!
Siamo sicuri che non a
tutti lo scherzetto sarà piaciuto, ma, dolenti, non è uno scherzo! Le
bozze di volti umani ci sono veramente. Solo che desideravamo partecipare
anche noi a questo divertente gioco di "Guarda la foto e dimmi cosa ci
vedi".
Ma certo! questa è
Pareidolia: la mente ha richiamato in modo del tutto automatico tre figure
umane apparentemente disegnate nel suolo di Marte!
Allora, a conti fatti, è
tutta illusione? Non esiste proprio nessuna "anomalia" da studiare?
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Vogliamo lasciare il tutto
al Vostro insindacabile giudizio e parere! Questa è invece l'immagine
genuina e senza le nostre allegre pennellatine di nero fatte con il Paint...
Siamo certi che quelle
fatidiche figure umane le vedrete sicuramente. Ma se non Vi avessimo detto
un bel niente, mostrandovi solo l'immagine e basta, le avreste notate? Noi
scommettiamo che... su 10 Lettori, forse solo uno se ne sarebbe accorto!
La Pareidolia è un
meccanismo, sì, automatico, tuttavia totalmente soggettivo, il più delle
volte subliminale e molto suscettibile di stimoli e suggerimenti dettati
da preconcetti e forzature.
Da un punto di vista più
tecnico e oggettivo come dovremmo considerare questi pseudo-volti umani
intravisti nel fotogramma della Juventae Chasma? La risposta la troveremo
ripassando quanto sopra descritto nel paragrafo "CAPIRE IL PASSATO PER
COMPRENDERE IL PRESENTE". In altre parole, ragioniamo fin dove possiamo con
l'occhio del geologo e teniamo a mente la straordinaria maniera in cui la
Natura opera attraverso le Leggi Fisiche, interagendo con ogni singolo elemento presente
in Essa.
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Prendiamo in esame alcune figure
geologiche dall'aspetto di volto umano o di animale. La rassegna di immagini è
stata realizzata grazie una ricerca su alcuni siti e motori di ricerca.
Due rocce piuttosto conosciute:
la prima (a sinistra) avente il vago aspetto di un elefante, almeno a
prescindere dalla sporgenza simile ad una proboscide. La seconda (a destra)
ricorda vagamente un orso. Ma si tratta in entrambi i casi di strutture
geologiche esclusivamente di origine naturale.
In queste due immagini si vedono
in modo chiaro delle figure umane di profilo: quella a sinistra è stata tratta
dal forum di ufologia.net, in una serie di post in cui si discuteva delle
anomalie di Marte e dei volti umani scolpiti nel terreno. Quella a destra invece
arriva da Google Earth ed è stata anch'essa ampiamente commentata nel forum di
ufologia.net. Bisogna ammettere che è veramente straordinaria: si tratta di un
rilievo montuoso situato in Canada.
Vi suggeriamo
di fare un confronto a colpo d'occhio tra il volto umano del Canada e quello che
abbiamo individuato nella Juventae Chasma (Marte), situato a SX nel fotogramma.
Non si può certo affermare che siano perfettamente uguali, comunque una certa
somiglianza strutturale esiste. Cosa potrebbe indicare? Sostenere che la Natura
non sia in grado di sviluppare, attraverso i suoi processi, figure complesse è
illogico perchè le dimostrazioni ci sono.
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Sul nostro sito ci siamo più
volte soffermati a proposito delle strutture geologiche di Cydonia ed
altre simili trovate su Marte; qui a sinistra vi riproponiamo la "Happy
face" e la "Face". La Pareidolia si applica anche in questi due casi?
Immancabilmente la nostra risposta è sì. Fondamentalmente ciò che vediamo
è, nel caso della Happy Face, un cratere con, al suo interno altri piccoli crateri
ed una mini-catena di rilievi a forma curvilinea. Il risultato
della combinazione di tutti questi è un simpatico "smile".
La Face è un rilievo
collinare situato a Cydonia Mensae, nei pressi di Acidalia Planitia.
Analizzando recenti fotogrammi della Mars Express (sebbene siamo sempre un
po' dubbiosi sulla genuinità totale del materiale ESA) ci siamo resi conto
delle similitudini tra le sporgenze della Face e di due strutture ad essa
vicine, tanto da ritenerle parte di un antico arcipelago dove anticamente
c'era il mare (estensione della Vastità Boreale). Tutti e tre i rilievi
mostrano forme tipiche delle coste prossime al mare.
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Ed infine, è ancora la Juvetae Chasma a far parlare di se.
Le forme pseudo-piramidali che vedete qui a sinistra sono state
identificate dai Colleghi di Lunar Explorer Italia per dimostrare quanto
siano effettivamente comuni tali strutture sulla superficie marziana.
A proposito di forme
pseudo-piramidali ne avevamo parlato anche noi in un precedente articolo,
evidenziando alcune curiose rocce dell'Ares Vallis, esattamente nel luogo
di atterraggio della Pathfinder. Ma quali fattori determinano la
generazione di tali sagomature nei rilievi rocciosi, indipendentemente
dalle dimensioni? La nostra opinione è sempre basata sulle Leggi Fisiche
primariamente applicate in ambito geologico.
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Ma, come nostra consuetudine... giriamo
la "frittata" e scopriremo che...
Fondamentalmente la Pareidolia è
la descrizione di una parte del "software" insito nel nostro cervello; potremmo
paragonarla ad una subroutine di riconoscimento delle forme familiari, nella
fattispecie "volti umani". Il "software", in questo specifico caso inteso nel
suo insieme, comprende tutti gli schemi cognitivi di qualsiasi insieme regolare
all'interno di insiemi irregolari e/o caotici. La diretta conseguenza di tale
presupposto ci porta, paradossalmente, al punto di partenza e cioè che il
riconoscimento automatico delle forme regolari non è, in quanto tale, la causa
delle forme regolari stesse.
Il passo successivo ci porta a
dedurre che, in mancanza di dati oggettivi sui processi che hanno determinato
l'esistenza di un insieme regolare in un contesto caotico, non siamo, a rigor di
termini, in grado di stabilire se l'insieme regolare è di origine naturale o
artificiale. Per stabilirlo necessitano i parametri tipici richiesti, ad
esempio, nel cosiddetto "metodo scientifico". Oppure è indispensabile poter
seguire un determinato processo dal suo inizio fino al suo epilogo; in tal caso
potremo non solo valutare l'entità dell'insieme "pareidolico", ma potremo
studiarne gli effetti che esso esercita sulle nostre facoltà cognitive al
momento di osservarlo e identificarlo (con o senza stimoli subliminali o
forzati).
Ritornando alle immagini proposte
in questo articolo e riguardanti le Icone Sacre (Cristi e Madonne), abbiamo
appurato che molte volte siamo in grado di tracciare l'Evento Base generante
l'immagine in tutta la sua evoluzione (nascita, sviluppo, termine) e applicare
correttamente il meccanismo della pareidolia quale spiegazione razionale del
nostro istintivo accostamento interpretativo. Sono poi le differenze culturali e
le nozioni acquisite nel tempo che differenzieranno i sottoprocessi elaborativi
della subroutine "Pareidolia", a sua volta parte del "software" di
riconoscimento delle forme regolari negli insiemi caotici. Per un ateo sarà
forse più difficile scorgere una Madonna nei muri rispetto ad un fervente
religioso; per un miscredente alla vita aliena sarà indubbiamente più complicato
riuscire a scorgere un volto umano o una piramide su Marte... Si potrebbero fare
moltissimi altri esempi...
Sicché appare ben chiaro che la
Pareidolia non dovrebbe essere utilizzata come metro di giudizio per sostenere
che una ipotetica struttura ortogonale presente su Marte (o altrove) sia
naturale o artificiale; essa non è infatti un sistema parametrico geologico
o archeologico, bensì un sistema interpretativo-soggettivo dell'osservatore. La Pareidolia
quindi è un meccanismo del cervello, non un meccanismo della Natura operante nello spazio fisico
e pertanto non
possiamo definire "artificiale" ciò che appare ai nostri occhi solo perchè ha un
aspetto "regolare".
La ricerca di elementi
artificiali extraterrestri necessita dei mezzi tecnologici più idonei
all'utilizzo, nel qual caso la fotogrammetria satellitare a più
risoluzioni e prospettive angolari. Ottenuti tutti i dati indispensabili allo
studio e riconoscimento, si potranno creare anche dei modelli "virtuali" in 3D,
confrontandoli ovviamente insieme alle immagini "reali". Saremo sempre
in balia della pareidolia e dei meccanismi di riconoscimento mentali, ma avremo
dei marcatori tecnici in grado di guidare il nostro cervello a operare in modo
lucido e obiettivo.
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Le quattro immagini che vedete qui
a sinistra rappresentano elementi sostanzialmente diagnostici, nel qual
caso il paziente, sottoposto a test analitici come i cosiddetti "Test di Rosarch", viene invitato dallo psicanalista a esprimere ciò che vede.
In genere le illusioni
ottiche e le immagini di Rosarch non danno quasi mai lo stesso risultato
perchè, ripetiamo, si tratta di valutazioni del soggetto messo a confronto
con un elemento preconfezionato e standardizzato.
Non dimentichiamo tuttavia
che, esattamente come
i test della vista ci aiutano a capire se vediamo bene oppure i test
dell'udito ci consentono di misurare la nostra sensibilità uditiva, quelli
adottati in psicologia e psicanalisi permettono di diagnosticare certe
anomalie delle funzioni cerebrali più profonde e complesse (disturbi di
percezione spaziale e temporale, alterazioni della memoria ecc.). Ciò che
osserviamo nel mondo reale non è completamente immutabile e standard.
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Le figure che talvolta
appaiono nelle nubi, nel fumo, nelle macchie di umidità, nelle muffe, nel
terreno ecc. hanno modalità di nascita, sviluppo e termine differenti tra
loro; spesso sono prevedibili, controllabili e tracciabili, ma non in
tutti i casi. La loro durata nel tempo varia in modo estremo.
Sono le figure geologiche
le più complesse da interpretare e fintantoché avranno la loro ubicazione
sulla Terra sarà possibile effettuare un'esplorazione diretta e completa
così da stabilire la loro più probabile origine. Nel caso di altri pianeti
sorgeranno delle inevitabili complicazioni...
Facciamo un esempio: se
individuassimo una figura antropomorfa priva di ulteriori elementi
decorativi ad essa adiacenti ci sono probabilità in più che sia di origine
naturale e non artificiale. Se invece scoprissimo accanto, o attorno ad
essa, elementi giudicabili decorativi, le probabilità potrebbero giocare a
favore di una sua origine artificiale, e non naturale.
LA DIATRIBA INFINITA
La lotta ultradecennale,
tra i sostenitori dell'archeologia spaziale e quelli contro, si sta
combattendo a suon di immagini trasmesse dalle sonde spaziali e impugnate
da un congruo numero di Appassionati, Ricercatori indipendenti e alcuni
Scienziati che, da un lato, giurano di "vedere" ogni genere di struttura
dall'aspetto regolare o familiare e comprovate l'esistenza di vita
intelligente eso-terrestre, mentre dall'altro lato (i detrattori) non
vedono proprio nulla. |
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Gli scettici si appellano
dunque ai meccanismi interpretativi del cervello, tra cui la pareidolia,
per smontare tutto.
Cosa
dovrebbe insegnarci questo? Chi
crede all'esistenza di tracce lasciate da possibili esseri intelligenti
dovrebbe certamente tenere conto di queste legittime obiezioni, perchè il
nostro occhio ed il nostro cervello possono essere facilmente tratti in
inganno da vere e proprie illusioni prospettiche, risolvibili sovente in
banali errori.
Inoltre, in mancanza di
nozioni tecniche in Fisica, Geologia, Archeologia ecc., il nostro cervello
non potrebbe facilmente sviluppare adeguati riferimenti di base in grado
di filtrare le percezioni visive attraverso "marcatori razionali". E
questo dato di fatto è essenziale per "ripulire" le interpretazioni al
peggio dettate da concezioni approssimative in possesso al momento
dell'osservazione di un presunto artefatto spaziale.
La Storia è Maestra in
questo campo: basti pensare al sistema geocentrico, nato per errata
interpretazione dell'apparente moto di sole, luna e pianeti nella volta
celeste (ritenuta erroneamente immutabile). Chiaro il concetto? |
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La Pareidolia non va però
considerata dal lato strettamente negativo. Immaginate un archeologo
intento a scavare su un terreno ritenuto potenziale luogo di ritrovamento
di reperti antichi: cosa pensate lo guiderà a individuare un oggetto da
recuperare? Saranno solo ed esclusivamente le nozioni tecniche acquisite a
scuola?
Ovviamente il cervello
riconoscerà le forme regolari nel caos, così l'archeologo, un po' per
istintivo meccanismo mentale e un po' per maturata conoscenza tecnica,
individuerà un frammento d vasellame, un coperchio, una statuetta ecc...
Lo stesso principio
dovrebbe guidare la ricerca eso-archeologica: un po' di istintiva
pareidolia guidata e mitigata da adeguate conoscenze tecniche.
Probabilmente avremo la possibilità di sviluppare una Metodologia di
indubbio valore scientifico.
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CONCLUSIONI
Gli Scettici irriducibili si
appelleranno sempre ad ogni genere di spiegazioni naturali per togliere l'artificialità
a tutto ciò che i Sostenitori mostreranno a favore delle tesi eso-terrestri. Ma,
ripetiamo ancora, i meccanismi del cervello umano non corrispondono alle Leggi
Fisiche che operano in Natura, pertanto una struttura ritenuta naturale potrebbe
non esserlo fino a prova contraria. Mentre una struttura ritenuta artificiale
potrebbe non esserlo fino a prova contraria. Ribadiamo: "PROVA"! non
liquidazione a parole.
Per individuare possibili
strutture artificiali extraterrestri nello spazio occorre giustamente applicare
metodologie eque e degne di qualsiasi altro settore di ricerca scientifico e
storico, senza facili liquidazioni e nemmeno troppe facilonerie da improvvisati
Esperti che vedono ogni cosa dappertutto. Siamo altresì consapevoli che questo
articolo non cambierà un bel niente nella mente di nessuno e che ciascuno
continuerà a sostenere le proprie ragioni e i torti altrui. Pazienza! Noi ci
siamo sforzati di offrire un punto di vista, vorremmo sperare, equilibrato e
possibilista. Staremo a vedere cosa ci riserverà il futuro.
*** *** ***
Ringraziamenti:
www.attivissimo.net
di Paolo Attivissimo (nella fattispecie la sezione "Antibufala"); il Dr.
Gianluigi Barca per aver partecipato alla ricerca di immagini sui Test di
Rosarch; il sito
Planet Perplex e il sito Wikipedia (italiano e
Inglese). Non meno interessante è l'Editoriale del Dr. Stefano Cavina del maggio
2006 "Le molte facce di Marte" sul sito
Pianeta
Marte.it.
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