|
Ricordate il caso di Eric Julien?
Ebbene, per farla breve vorrei rammentarvi anzitutto l'articolo apparso su
Nexus (versione web) intitolato:
25 maggio 2006: il giorno del destino.
Stando a questo personaggio, in quella data, un frammento di cometa dalle
dimensioni di un camion sarebbe dovuto precipitare sulla Terra, precisamente
in un punto dell'Oceano Atlantico particolarmente vulnerabile, provocando il
risveglio di vulcani sottomarini ed un cataclisma di portata planetaria...
ecc. ecc. ecc.
Ma cosa c'entra il caso di Eric Julien?
Il motivo lo possiamo
comprendere dalle parole che il Direttore di Nexus, Tom Bosco, scrisse
nell'articolo pubblicato l'8 giugno 2006 intitolato
Il caso Julien ed altre storie:
"Com’era prevedibile (era un
rischio che avevo messo in conto) ho incassato svariate critiche per la mia
scelta di dare spazio al
messaggio di Eric Julien relativo ad una
possibile catastrofe per il 25 maggio. La mia decisione in tal senso, pur
con tutti i distinguo e le perplessità che ho sottolineato nei miei
precedenti interventi in rete (soprattutto sull’attendibilità di Julien e
delle sue farneticazioni extraterrestri, dalle quali anche personaggi
autorevoli del calibro di Michael Salla, un pioniere della esopolitica,
avevano preso immediatamente le distanze), è stata motivata dal fatto che
seppure assai improbabile, esisteva comunque una remota possibilità che il
passaggio dei numerosissimi frammenti della cometa Schwassmann-Wachmann 3
potesse effettivamente determinare qualche esito imprevisto e potenzialmente
catastrofico. Di fatto, non è accaduto nulla di quanto preconizzato da
Julien… però è singolare che proprio entro la finestra temporale da lui
indicata (parlava di due o tre giorni prima o dopo il 25 maggio) si sia
verificato presso l’isola di Giava, in Indonesia, un terremoto devastante
che ha mietuto più di cinquemila vittime (che, pur senza esiti così
disastrosi, si è ripetuto il 6 giugno a Celebes).
Altro evento a mio modo di
vedere abbastanza significativo è che il 5 giugno, nell’Oceano Atlantico, in
corrispondenza della dorsale (cioè nella zona critica delle sue previsioni),
ci sia stato un terremoto di magnitudine 5,6. Insomma, rovesciando il
ragionamento, se io avessi scelto di non dare spazio al
messaggio di Julien (lasciando piena
libertà a chi lo leggeva di trarne le valutazioni che preferiva) e poi il 25
maggio si fosse davvero verificato un evento di tale portata, come mi sarei
sentito?"
Ecco il nocciolo della
questione! Tom Bosco dovette operare una scelta, forse non del tutto
felice, ed assumersi la responsabilità delle conseguenze legate a questo
caso.
Veniamo a noi adesso. Proprio in quel
periodo (maggio 2006) ebbi l'opportunità di conoscere (seppur in modo
virtuale) l'ing. Ennio Piccaluga. Lo ricordo con piacere perchè si instaurò
da subito un rapporto di amicizia e cordialità, sopratutto grazie alle
nostre comuni basi storico-scientifiche: sia io che lui abbiamo approfondito
gli scritti di vari Autori, da molti considerati "pazzi", tra i quali
Immanuel Velikovsky e Zecharia Sitchin. Nel mio caso ribadisco che non mi
sono fermato solo a loro, ma ebbi modo di conferire (sempre in modo
virtuale) con il dr. John Ackerman (praticamente l'erede di Velikovsky) e il
prof. Tom Van Flandern (a proposito di certe sue supposizioni legate a
Marte). Un ringraziamento speciale lo devo elargire al caro prof. Emilio
Spedicato, docente di fisica e matematica all'Università di Bergamo, con il
quale ogni tanto discutiamo su temi marziani. Ed è merito suo se ho potuto approfondito alcuni testi di Patten e Windsor.
Aggiungo poi lo studio e analisi comparativa di molto altro
materiale "tecnico", all'acquisizione di nozioni scientifiche
"tradizionali" quanto basta per formulare, tre anni or sono, la mia -
altrettanto "pazza" - "Teoria dell'Antico Sistema Binario Terra-Marte".
A quanto pare il dilemma di Tom Bosco,
seppur in forma differente, si è inevitabilmente incorporato su di me. Il
motivo? Beh, sempre per una questione di scelte: dare spazio o non dare spazio a
Ennio Piccaluga su questo sito. Perchè dare spazio ad un - probabilmente -
"Visionario" che - forse - sta vedendo "lucciole per lanterne" e -
chissà????? - si sta riempiendo le tasche scrivendo "scemenze" e dandole in
pasto al Mondo del Commercio? Proprio io che, attraverso le pagine del sito,
ho unito la mia voce al coro dei demolitori di svariati "miti" di Marte...
Vorrei rispondere in modo articolato a
tutte queste domande, forse anche ad altre.
Prima di tutto spendiamo quattro parole sul
discorso del "commerciale". Questo sito, Pianeta Marte.net, non è
commerciale eppure ogni anno
devo pagare la quota per mantenere attivo il dominio; ogni mese devo pagare
la quota di connessione a Internet; ogni due mesi arriva la bolletta dell'Enel
comprensiva del consumo di corrente per il grande uso del computer; le telefonate con
amici, colleghi e collaboratori non sono gratis. Infine, non meno importante,
c'è anche il
tempo che dedico per tutto il lavoro necessario a questo sito: se lo volessi
monetizzare che entità assumerebbe? Ve lo dico subito: Tanto!
Poichè nessuno regala niente devo desumere
che alla fine ho dei costi, forse non esagerati, ma non proprio irrilevanti.
Questo è commercio! Devo pagare di tasca mia un'attività che, in effetti,
non mi rende e non mi farà certo arricchire. Oltretutto non ho mai chiesto e
non chiederò soldi a
nessuno.
Ammettiamo che un domani - me lo auguro di
cuore - riuscirò a scrivere un libro e a trovare un Editore interessato alle
mie "pazze" teorie. Che cosa accadrà? Accadrà che dovrò firmare un contratto
nel quale si metteranno per iscritto tutte le varie cose e cosucce
necessarie per la buona riuscita del prodotto,
diritti, bazzecole varie e - già! - ripartizione dei
proventi del libro... "un tot all'Editore e un tot a me Autore sulle copie
vendute".
Non è commercio questo? Altrochè se lo è! E
dove sarebbe il danno?
Guardiamo adesso la cosa in modo più
esteso. Se nel panorama della stampa esistono molti tipi di pubblicazioni,
sulle quali vengono trattati gli argomenti più disparati, non sono esse
tutte "prodotti commerciali"? La loro esistenza non è garantita per mezzo di
operazioni commerciali, di marketing? Il fatto è che il nostro "civilissimo"
Mondo Occidentale (in senso moderno), basato sul mercato e sulla "libera"
concorrenza, non è certo opera mia. Quando sono nato esso già esisteva e, pertanto, c'è poco da stigmatizzare. Non dico che lo
apprezzi molto, ma la minestra è questa qua!
Se alcuni Editori si occupano di ufo, di
misteri e di paranormale... a me che cosa me ne viene? O meglio: che cosa me
ne importa? Ho già chiaramente espresso il mio rispettoso distacco pressoché
totale verso questi argomenti; di conseguenza lascio il campo libero a
coloro che invece trovano in essi maggior interesse. Punto.
Mi pare che i vari "torquemada" scaturiti
nel corso della Storia abbiano fatto il loro tempo, e ampiamente dimostrato
quanto sia poco saggio sottoporre alla Santa Inquisizione tutti coloro che,
secondo il pensiero dominante in quello specifico periodo, non erano
conformi a quel modello e quindi sottoposti a persecuzioni di varia natura.
Mi diceva lo stesso Ennio, proprio in
questi giorni, che, al di la della bravura di un Autore,
Studioso o chicchessia, oggi come oggi sono le campagne pubblicitarie a
determinare spesso e volentieri il successo di un determinato prodotto
editoriale. Poi, il Pubblico sarà il Giudice Finale in qualità di "singoli
acquirenti". Vorrei allora sottolineare che riviste di tutto
rispetto quali ad esempio "Le Scienze", Focus, Newton, Quark, Scienza e Conoscenza,
Nexus ecc... oppure autorevoli libri scritti da Eminenti Nomi della scienza,
non si posso certamente definire concepiti per pura beneficenza, scritti per
l'Opera Pia o regalati (ergo distribuiti gratis) per amore del Pubblico bisognoso di conoscenza. C'è
sempre un risvolto commerciale, si vendono spazi pubblicitari, si lavora e
ci si guadagna da vivere, perlomeno, entro accettabili parametri di dignità e
decoro.
Così la scelta di aver dato spazio a
Ennio Piccaluga, come a Gianni Viola, è voluta da me, a prescindere dai vari risvolti
commerciali che i loro rispettivi lavori editoriali possono comportare per
loro stessi. Non sono cose che mi riguardano. Se "Ossimoro Marte" (bello o
brutto che sia, a seconda dei punti di vista) frutterà all'Ing. Piccaluga
qualche migliaio di euro, bene per lui. Eppure sembra che esistano individui
aventi la certezza che con qualche migliaio di euro sia possibile tirare a
campare per tutti gli anni avvenire, beh... questa me la segnerò nel
bestiario dei deliri mentali...
Se poi le informazioni contenute nel libro
risulteranno essere delle "scemenze" dubito altamente che il dire "Quello è
matto!" servirà a provare che siano "scemenze". Nel mondo della cosiddetta
"Scienza Positiva" (o Tradizionale o Consolidata) esiste una prassi che,
forse, noi Ricercatori Indipendenti, faremmo bene a prendere come esempio:
sulle Riviste Scientifiche (non sempre però quelle che si comprano in
edicola) viene presentato il risultato di un determinato studio, o
ipotesi... Allorchè poi altri scienziati dissentono dell'argomento, essi
presenteranno - sempre sulle medesime Riviste o Bollettini - un articolo di
dissenso, nel quale si obbietteranno metodi, analisi, argomentazioni ecc...
Inutile rammentare i patemi di certi scienziati i quali, talvolta, sfociano
in vere e proprie dispute degne di rappresentazioni teatrali... Fa parte del gioco. Noi,
poveri "Nessuno", ci avvarremo degli
spazi che saremo riusciti a trovare ovunque possibile, vuoi nel web o in
qualche rivista "aperta", quindi a
pagamento... naturalmente. Ed è quello che sta accadendo al sottoscritto...
Ora vi applico il "dilemma di Tom Bosco":
dal mio punto di vista esiste la remota possibilità che qualcuna delle
"scemenze" esposte da Ennio Piccaluga (da Gianni Viola.... e perchè no,
anche dal prof. Hoagland) potrebbero essere vere. Se dunque io non darei
spazio ad alcune di queste "scemenze" (non tutte ovviamente, faccio delle
selezioni), lasciando al Lettore la facoltà di decidere in tutta libertà
cosa pensare, e se poi alcune di esse si rivelassero effettivamente vere...
come mi sentirei? Andrò poi da Ennio in ginocchio a dirgli
"Scusami, avevi ragione, dai parliamone!"? Naturalmente lo stesso
discorso varrà se le mie "follie pseudo-scientifiche" andassero a pescare
nel Mar Morto qualora si dimostrassero totalmente infondate. Anche io dovrò
accettare le critiche di Amici e Colleghi.
Ciascuno d noi dovrà assumersi la
responsabilità per le proprie scelte, io per le mie e gli altri per le loro. Che poi ci sia la, per nulla remota,
eventualità di vedere "lucciole per lanterne" lo so benissimo e lo sanno
anche gli altri.
La ricerca nel settore delle "scienze di confine" è un territorio molto incerto,
pieno di incognite e di inevitabili sviste: le figuracce sono sempre lì
dietro l'angolo ad attendere impietose.
Poi, un giorno, si scoprirà che forse....
alcune cose erano verosimili, e allora si incomincerà a dire "Però... sì, in
effetti...". Allora mi domando: dove alberga l'ipocrisia? Ve lo ricordate
Galileo Galilei? Fu osteggiato dal "mondo" scientifico e religioso ipocrita
di allora; poi fu osannato e "santificato"; addirittura, se ben ricordo, di
recente gli ambienti ecclesiastici hanno reso pubbliche scuse per un fatto
di secoli fa! Più demenziale di così si muore... Ma senza andare
troppo lontano, lo stesso Albert Einstein fu osteggiato per la sua Teoria
della Relatività! Poi ci fu il "Mea Culpa" collettivo ed ora guai a chi lo
tocca e lo contesta...
Questo articolo vuole
difendere la logica da me adottata nel trattare determinate informazioni la
quale si applicherà poi, per estensione, a tutti coloro che avranno spazio
su Pianeta Marte.net. Il dibattito su questo sito procederà per
mezzo di articoli nei quali si potranno portare argomentazioni "a favore" e
argomentazioni "contro". Vincerà la parte che avrà la maggior quantità di
prove. Quindi, nella ricerca "di frontiera" ci saranno alla fine solo un
vincitore ed uno sconfitto.
Matteo Fagone
|