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ANOMALIE PLANETARIE: Premessa e introduzione all'argomento.

 

Premessa

Vorremmo subito chiarire in che maniera intendiamo affrontare l'argomento: "quando si vuole vedere a tutti i costi qualcosa, inevitabilmente accadrà che si finirà per vederla". Potrà sembrare una frase brutta e pragmatica, ci dispiace, ma è necessaria, quando si svolge una ricerca il più obiettiva possibile.

Questo modo di fare ricerca è il medesimo che si può leggere ad esempio nelle pagine di Lunar Explorer Italia, www.lunexit.it, prudente, ma non chiuso da essere "ciechi"; nello stesso tempo aperto e pronto a cogliere tutto ciò che potrebbe davvero nascondere vere anomalie. L'attività di "Ricercatore di Anomalie" non è affatto semplice, richiede una pazienza non indifferente, una vista acuta e molto spirito freddo. Oltretutto dobbiamo anche fare attenzione a non associare automaticamente una roccia marziana con qualsiasi oggetto comune terrestre. 

Che cos'è un'anomalia?

La prima domanda alla quale è indispensabile fornire una risposta potrebbe essere questa: ma che cos'è un'anomalia? Bene, ci sono molte possibili applicazioni; fondamentalmente anomalo è tutto ciò che stona dal contesto, che appare fuori dall'ordinario, che non è in armonia con quello che gli sta intorno. Ne consegue che, parlare di anomalia, comporta tutta una serie di analisi aventi l'obiettivo di rendere l'anomalia stessa parte accettabile del contesto in cui essa è stata individuata. Facciamo qualche esempio: immaginate di vedere un bel quadro rinascimentale che riproduce un paesaggio dell'epoca nel quale si osserva un elemento "stonato", inconcepibile in quel periodo storico. Oppure una bella foto di montagne innevate nelle quali si osserva una barca a vela... Oppure una foto di un frutteto estivo nel mese di novembre dove si osserverà chiaramente un albicocco pieno di frutti. Non c'è dubbio che si tratta di scene anomale, assurde. Eppure, nel limite dell'umana logica, si potrebbe azzardare una spiegazione persino plausibile ed accettabile.

Quando l'anomalia è situata oltre la Terra

Effettivamente trattandosi di stonature facenti parte della realtà terrestre, tutto potrebbe rientrare nei ranghi del razionale. Quando invece usciamo dal pianeta Terra le cose, per molti, cambiano radicalmente. L'esplorazione spaziale attraverso sonde automatizzate ha ormai oltre 40 anni: emozioni, speranze, delusioni, sopratutto una valanga di dati hanno caratterizzato questa meravigliosa avventura. Ma di questa esplorazione è Marte il pianeta che, più di tutti gli altri, ha sollevato una vera tempesta di "chiacchiere" e polemiche mischiata alla seria ricerca scientifica. Il motivo? Il motivo è legato alle immagini giunte mediante le sonde spaziali Mariner 9, Viking 1 e 2, Pathfinder, Mars Global Surveyor, Mars Express, Mars Odyssey, Spirit e Opportunity (ci sono state anche le sfortunate sonde sovietiche Phobos 1 e 2) e, ultima arrivata la Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) .

Aspettative e delusioni

Mentre nel mondo degli addetti ai lavori le aspettative della maggioranza furono dapprima deluse dalla visione di un tipico paesaggio lunare, vi furono molti altri (per lo più gente "comune" catalizzate dai mass media, ma anche alcuni Scienziati e Ricercatori Indipendenti) che si aspettavano di trovare qualche segnale di una eventuale vita presente o passata. Paradossalmente, sembra che le aspettative sia dell'uno che dell'altro furono ampiamente premiate. In che senso? Nel senso che, effettivamente, Marte offrì un aspetto che talvolta assomiglia alla Luna, ma altrettanto spesso (se non di più) assomigliava alla Terra. Inoltre, dalla enorme valanga di immagini spiccarono numerose apparenti strutture geologiche al quanto "stonate" rispetto al contesto in cui si trovavano.

Da tutta questa marea di apparenti anomalie sorsero in seguito svariati movimenti di pensiero scientifico e pseudo-scientifico (fino quasi al mistico-religioso). Ciascuno di essi voleva dimostrare rispettivamente che Marte è "solo" un pianeta, oppure un pianeta interessante, oppure ancora un pianeta che potrebbe avere avuto la vita, ancor più un pianeta che ha la vita tuttora, arrivando infine ad un pianeta abitato tuttora.... Dulcis in fundo "arrivano i marziani, benedetti sono i Marziani". Da allora sono stati scritti numerosi libri, realizzati film, sono nati una moltitudine di siti internet sull'argomento da far diventare verdi... persino i Terrestri!

Attenzione alle conclusioni affrettate

Ma cosa c'è di vero alla fine? Forse meno di quello che molti si aspetterebbero. E' possibile, allo stato attuale, affermare con assoluta certezza che Marte abbia davvero posseduto condizioni tali da renderlo un pianeta vivo, come la Terra, nel suo passato? Purtroppo non del tutto. Nemmeno noi in casa Pianeta Marte.net possiamo sbandierare tale certezza; tuttavia ci sono fortissimi indizi a favore di questa ipotesi, indizi sostenuti sia dalla scienza ufficiale, che da molti altri Ricercatori Indipendenti. E che dire, dunque, delle strane anomalie geologiche sparpagliate un po' dappertutto sulla superficie marziana? Sono una possibile testimonianza che qualcuno abbia messo piede su questo pianeta in epoche remote, lasciando resti della loro civiltà? Ad essere onesti le prove che molti hanno portato all'attenzione della comunità scientifica (e del pubblico) non sono affatto risolutive e non sostengono indiscutibilmente tali tesi. Tuttavia bisogna ammettere che almeno alcune di queste, e non solo, parrebbero mostrare qualche genere di "stonatura" rispetto al contesto del pianeta. Ovvio che non dobbiamo correre subito alle conclusioni; questa è la strada che spesso conduce a colossali e spiacevoli errori (non esenti da figuracce). E oltretutto, in nome del buisness, c'è chi non si pone nessun tipo di scrupolo...

Esempi che rendono bene l'idea

Facciamo alcuni esempi chiarificatori. Abbiamo volutamente scelto alcune immagini dell'MGS che cadono a pennello: la figura 1 è stata ripresa il 26 novembre 1999 nell'area sud-polare a 79.6°S, 298.3°W nei pressi della Promethei Rupes. Che cosa vediamo? Non assomiglia ad un cuore? le sue dimensioni si aggirano a 255 metri. Ma si tratta davvero di un cuore scolpito nel suolo sud-polare? E chi avrebbe dovuto scolpirlo e perchè? A che scopo? Non è forse più probabile che si tratti di terreni "svuotati" da precedente materiale sopra depositato (ad esempio ghiaccio d'acqua o di CO2 mischiato)? Ancora più avvincente è la figura 2: un altro cuore! Questa volta ha dimensioni di 2,3 km; pare che tale avvallamento del terreno si trovi affiancato a Alba Patera Volcano, nella parte nord di Tharsis. La spiegazione più semplice è che potrebbe trattarsi di un avvallamento provocato da flussi lavici. Infatti c'è da domandarsi che senso avrebbe avuto realizzare una tale escavazione da parte di eventuali esseri intelligenti... La figura 3 mostra un cratere che sembra un viso sorridente, ripreso dall'MGS a metà marzo 1999 nella zona di Argyre Planitia. Pare abbia un diametro di 215 km. Non c'è dubbio che sarebbe assurdo pensare che qualcuno possa aver scolpito un volto sorridente così esteso (addirittura che assomiglia ad uno "smile"!)...

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figura 1

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figura 2

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figura 3

Ci auguriamo di aver reso l'idea. Non tutto quello che appare come anomalo deve necessariamente essere associato a qualche fonte extraterrestre. Esaminando vari studi proposti da diversi Ricercatori è emersa una serie di opinioni suggestive, ma al quanto difficili da dimostrare: alcuni sostengono che "esseri extraterrestri vissero su Marte e lasciarono tracce della loro civiltà"; altri sostengono che  fu l'uomo a raggiungere Marte, di conseguenza quello che vediamo sono i suoi resti... Ci sono, poi, altri ancora che uniscono sia l'una che l'altra tesi. Dal momento che l'ideologia oggi predominante si basa sulla Teoria dell'Evoluzione, viene istintivo scartare tutte queste ipotesi proprio per ragioni "tecniche". Noi (Pianeta Marte.net) preferiamo tener buona la tesi "tradizionale", ma restiamo, per così dire, in ascolto delle idee altrui (magari più eterodosse), consapevoli che, talvolta, da esse possono emergere validi contributi. E troppo semplicistico sostenere aprioristicamente una propria idea personale, presupponendo automaticamente che "gli altri" sono in torto, senza nemmeno dare valide spiegazioni al riguardo. Noi non escludiamo affatto che qualcuno abbia scalato i tempi prima dell'"Homo Sapiens" esplorando il Sistema Solare, ma senza prove concrete rimane solo una suggestiva ipotesi...

Quando ci sono i falsi

Prendiamo un altro spunto: che dire dei falsi? Dobbiamo considerare che nell'era della fotografia digitale è più che mai possibile alterare qualsiasi tipo di dato visivo per qualsiasi scopo. Così, alcune anomalie potrebbero rivelarsi nient'altro che dei colossali falsi ben architettati! Oppure potrebbe anche accadere che, per evidenziare un "vero" (o non vero) artifatto, si incominci a "giocare" a chi pasticcia meglio le immagini originali, producendo invece solo un masso di scarabocchi che non dicono nulla! Ma a proposito di falsi, la faccenda è poco divertente se pensiamo a quanti hanno abboccato ingenuamente a certe presunte strutture artificiali su Marte. Chi rammenta le famose "cupole" situate nel sito di atterraggio della sonda Pathfinder? Purtroppo ci sono cascati in molti e, senza offesa o cattiveria, vi sono diversi siti internet che, a tutto oggi, continuano a sostenere l'autenticità delle, oramai dimostrate false, cupole marziane. Ad ogni modo non sarebbe corretto nemmeno deridere chi ci vuole credere... Riteniamo essere disponibile una quantità sufficiente di documentazione utile a sfatare questo mito.

figura 4

figura 5

In ogni caso, nel voler affrontare la tematica delle anomalie marziane, cercheremo di presentare diverse analisi e interpretazioni offerte da Ricercatori sia di indirizzo "non favorevole" che di indirizzo "favorevole". Ciascuno è libero poi di giudicare il tutto personalmente. Quella che è la nostra opinione sarà poi esposta in articoli separati, onde rispettare il lavoro altrui, senza interferire e/o annacquare i contenuti delle fonti citate. 


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