ARTICOLI VARI

TERRA-MARTE

MARTE OGGI

MARTE E LA VITA

VITA INTELLIGENTE

L'ESPLORAZIONE

LUNAR EXPLORER ITALIA

MARS GALLERY

 

DA DOVE ARRIVA IL METANO DI MARTE?

 

Se è vero che il nostro Sistema Solare sta creando non poche accese discussioni sulle sue origini, tanto più potrebbero apparire delle vere contraddizioni se ci soffermiamo ad analizzare più a fondo i pianeti singolarmente. Il vero problema forse è nelle nostre idee preconcette, i pregiudizi e le aspettative che vorremmo vedere confermate. Bisogna ammettere che, sovente, ciascuno purtroppo vede ciò che vuol vedere. Se dunque un "sasso spaziale" come la nostra luna attuale potrebbe essere un oggetto apparentemente semplice da schedare (non è vero, potete crederci!), allora un pianeta come la Terra (nel quale ci viviamo) riserva costanti sorprese. 

Lo stesso discorso vale per Marte che, malgrado non offre (oggi) tutti gli elementi che possono contraddistinguerlo come pianeta "vivo", riserva le sue costanti sorprese. Quindi non sia mai detta l'ultima parola...  Dobbiamo prendere in esame la contraddittoria presenza di olivina e di acqua, solo per fare un esempio. Ma dobbiamo anche considerare come l'olivina potrebbe essere alla base della formazione del metano rilevato nell'atmosfera.

Il metano di Marte potrebbe essere una emanazione rocciosa

Proprio l'olivina sarebbe l'elemento sufficiente per spiegare il soffio di vita, come sostengono alcuni geologi.

Il metano presente nell'atmosfera di Marte potrebbe essere prodotto facilmente entro i parametri della chimica minerale, piuttosto che da ipotetiche forme di vita. Quello è quanto dichiarato da una coppia di geologi. Secondo i loro calcoli parrebbe che alcuni esperti siano stati troppo frettolosi ad ammettere una fonte batterica per il gas.

Quando il metano è stato trovato nell'atmosfera  del pianeta rosso, l'anno scorso, gli scienziati immediatamente si sono resi conto che ci doveva essere un apporto continuo o recente in qualche luogo, perché la molecola di metano su Marte verrebbe distrutta dalla radiazione solare entro un periodo di 340 anni, una volta liberata nell'atmosfera.

Potrebbe questo gas essere un soffio di vita generato da batteri metano-producenti, fu la prima domanda (o risposta) avanzata dagli scienziati. Una squadra ha calcolato che per ottenere la quantità di metano presente nell'atmosfera di Marte occorrerebbero appena 20 tonnellate di batteri.

Ma molti geologi erano scettici, precisando che i minerali, quali ad esempio l'olivina, possono generare il metano attraverso un processo chimico  conosciuto come serpentinizzazione. "Ciascuno di essi afferma che potrebbe essere la serpentinizzazione, ma nessuno realmente aveva affrontato il problema di quanta olivina  prenderebbe tale processo" dice Chris Oze, un geologo dall'università di Dartmouth, Hannover, New Hampshire. "così abbiamo provato a fornire un numero."

Lui ed il suo collega Mukul Sharma di Dartmouth hanno calcolato che il processo consumerebbe ogni anno circa 80.000 tonnellate di olivina. Rilasciare verso l'esterno metano allo stesso tasso, considerando che Marte esisterebbe da circa 4.5 miliardi di anni, richiederebbe un globale, lo strato 50-centimetre di spessore del minerale, sparso pochi chilometri sotto la crosta del pianeta. Quello sarebbe appena un milionesimo della massa del pianeta. "Realmente non prende molto olivina affatto," dice Oze.

Oze dice che il calcolo, pubblicato on line in Geophysical Research Letters, potrebbe avviare il dibattito. "Mi piacerebbe vedere gli insetti," lui dice sorridendo, "ma non potete vivere su una sola speranza. Dovete considerare le opzioni geologiche."

Sotto pressione

Quando l'olivina è riscaldata sotto pressione, reagisce con l'acqua e l'anidride carbonica per generare il metano, lasciando la serpentina del minerale dietro. I geologi hanno calcolato che le condizioni necessarie esistono alcuni chilometri sotto la superficie di Marte. E sappiamo che il pianeta rosso ospita un certo tipo di olivina verde: il minerale è stato rilevato in meteoriti marziani ed è stato riscontrato dalle sonde NASA Opportunity e Mars Global Surveyor.

In un articolo pubblicato questo mese in Geology, è stata analizzata ed evidenziata ben quattro volte un certo tipo di olivina, sulla base di dati provenienti dalla sonda Mars Odissey. La roccia sembra come se sia stata forzata verso la superficie durante l'attività vulcanica antica, così ancor più olivina può trovarsi sotto la superficie.

"Penso che ci sia molta olivina su Marte," dice Phil Christensen, il geologo dell'Arizona State University, Tempe, che ha analizzato i risultati sulla ricerca di olivina dell'Odissey. Uno strato globale 50-centimetre "è pienamente plausibile", lui aggiunge.

Una prova cruciale sulla teoria della serpentinizzazione si avrà allorchè i Rovers su Marte troveranno la serpentina, dice Oze. D'altra parte, la misura degli isotopi del carbonio nel metano, prevista per una prossima missione su Marte alla conclusione del decennio, potrebbe dimostrare che i batteri ne sono la fonte.

Nel frattempo, alcuni scienziati continuano a dibattere sulla presenza del metano su Marte, mentre altri attendono nuove e più accurate misure.


Notizia pubblicata su 
  News@Nature.com il 2 giugno 2005 da Mark Peplow

 

 


Questa immagine in falsi  colori mostra i depositi  del minerale di olivina, colorati in porpora. Sarebbe questo minerale a generare il metano.

© NASA/JPL/ASU


Ma che cosa è l'olivina?

L'olivina è un minerale definito come nesosilicato. Si trova spesso come costituente delle rocce basaltiche ed il suo nome deriva dal colore che molte volte presenta. Il minerale si compone essenzialmente di una miscela di silicati puri Fayalite (Fe++2SiO4) e Forsterite (Mg2SiO4) cristallizzati a formare figure rombiche. Talvolta quando viene trovato appare a granuli parzialmente alterati, vedremo anche il perchè.

CLASSE MINERALOGICA: silicato
GRUPPO: trimetrico
SISTEMA: rombico (gruppo spaziale: Pbnm)
ABITO: i cristalli hanno un bell'abito tabulare, ma spesso l' olivina si rinviene granulare e massiva
DUREZZA: 6,5-7
PESO SPECIFICO: 3,2-3,3
INDICE DI RIFRAZIONE: na=1.63-1.65 nb=1.65-1.67 ng=1.67-1.69 (birifrangenza 0.0400)
COLORE: verde, giallo, giallo-verdastro, verde-giallastro, nero-verdastro, bruno-rossastro, bruno, bianco ed incolore
LUCENTEZZA: vitrea
TRASPARENZA: da trasparente a traslucida
SFALDATURA: distinta in due direzioni a 90° tra di loro
STRISCIO: polvere bianca
FRATTURA: concoide
PLEOCROISMO: debole dicroismo con variazione di tonalità da giallo-verdastro a giallo-aranciato ad incolore
L' olivina viene utilizzata come costituente di materiali refrattari ed abrasivi, in apparecchi elettronici ad alta frequenza, pellicole sottili, ceramiche, leghe ed in collanti per alte temperature; i cristalli più trasparenti e con colorazioni più gradevoli ed intense (var. peridoto) sono dedicati al mondo delle gemme; olivina viene venduta anche come minerale da collezione. Per questa ragione l'olivina è un minerale refrattario all'acqua. Esso subisce un'alterazione se ne viene a contatto permanente. Per tale ragione, dove c'è l'olivina non dovrebbe esserci stata acqua. 

Per approfondire: www.minerali.it

Due esemplari di minerale chiamato Olivina

 

 

 

 

 


L'olivina è qui marcata con i colori verdi. Si tratta di un'immagine elaborata dai tecnici della NASA sulle rilevazioni effettuate dal Mars Global Surveyor utilizzando il Thermal Emission Spectrometer (TES). Credits: NASA, USGS

Appare quindi un doppio problema! Per prima cosa il metano. Effettivamente, sentendo tale scoperta, alcuni  hanno con entusiasmo ipotizzato la presenza di forme di vita, seppur elementari. Questo rientra nel modello evolutivo, secondo il quale su Marte potrebbero essersi sviluppati batteri e microbi. A causa della differenziazione dalla Terra, Marte sembra tuttavia essersi fermato a qualcosa come 3 miliardi di anni fa; oltretutto essendo più piccolo della Terra si direbbe che tutti gli elementi per l'evoluzioni si siano bloccati. Da questo punto di vista non si potrebbe ipotizzare, ad esempio, nemmeno la presenza di un albero. 

Si direbbe comunque che l'ipotesi geologica necessita, come tutte le altre, di una verifica. E questo sarà possibile se le rilevazioni satellitari e al suolo continueranno a dare gli ottimi risultati che stiamo già ottenendo. L'altro spinoso problema è quello dell'acqua e dell'olivina. Dalle rilevazioni fino ad ora effettuate pare che Marte abbondi di olivina, ma non dei suoi derivati prodotti dall'interazione con l'acqua. Cosa vuol dire questo? Vuol dire che l'acqua non c'è? Stando alle apparenze l'acqua potrebbe davvero essere stata presente miliardi di anni fa e in quantità irrisoria. Ripetiamo: stando alle apparenze.

Tutto questo getta nel fumo le numerose immagini che mostrano nella superficie marziana gli "antichi mari, laghi e fiumi". Che modo abbiamo di conciliare questo bel paradosso? Se ipotizziamo che l'acqua di Marte sia stata consumata in un devastante cataclisma planetario, e supponiamo che tutta l'olivina in superficie sia stata eruttata nel contempo, avremmo superato la contraddizione. L'olivina è un minerale basaltico, presente anche sulla Terra e non per questo l'acqua sulla Terra non c'è. Inoltre ci sono molte più prove a favore della presenza di acqua nel passato di Marte (e forse tuttora) che contro. Sebbene la maggior parte degli scienziati sostengono che Marte giace inerte da oltre 3 miliardi di anni, se osserviamo bene e attentamente tutta la documentazione fotografica oggi disponibile, appare abbastanza evidente che Marte non è stato affatto inerte per tutto questo tempo: il drastico mutamento di Marte, secondo la nostra teoria, potrebbe non risalire a più di 5000 anni fa. Questa interpretazione potrebbe apparire una pura illazione speculativa, ne migliore e ne peggiore di quelle ufficialmente proposte. Così l'olivina è un prodotto recente e non antico, altrimenti dovremmo riscontrare i suoi derivarti chimici in maggiore abbondanza.  

Resta il problema del metano: prodotto di olivina o di vita? In realtà potrebbe essere vero sia l'uno che l'altro. Approfondiremo ulteriormente l'argomento.  

 

CONTATTACI  LINKS  COLLABORA  MARS TODAY  PHOTO JOURNAL  MAPPA STELLARE  SKY & TELESCOPE  EFFEMERIDI T.C. L'ASTRONOMIA  LIBRI  RECORDING STUDIO  BIT RECORDS  -  GENESIS    <<< ENTER >>>

 

 

© 2004 - 2008 Pianeta Marte.net. All right reserved. 

 

Sei il visitatore numero: