ARTICOLI VARI

TERRA-MARTE

MARTE OGGI

MARTE E LA VITA

VITA INTELLIGENTE

L'ESPLORAZIONE

LUNAR EXPLORER ITALIA

MARS GALLERY

 

 PHOBOS: UN EMBLEMATICO SASSO SPAZIALE

 

Mentre i rover Spirit e Opportunity si avvicinano ai 1000 Sol di permanenza sulla superficie marziana, abbiamo pensato di tornare a prendere in esame il satellite Phobos il quale, effettivamente, altro non è che un macigno roccioso orbitante attorno al "pianeta rosso". Probabilmente l'interesse che susciterebbe un tale sasso spaziale sarebbe al quanto marginale, se nonchè la sua presenza (ivi compresa quella di Deimos) potrebbe mettere un piccolo dubbio verso alcune tesi di stampo catastrofistico relative alla storia di Marte.

Ricordiamo che anche Pianeta Marte.net sostiene un'ipotesi secondo la quale sia la Terra che Marte furono sconquassati da un evento di portata planetaria, contemporaneo ed estremamente potente al punto che, praticamente, una considerevole fetta del pianeta Marte fu scaraventata nello spazio sotto forma di detriti e frammenti dalle varie dimensioni. Ma, la presenza di Phobos e Deimos lasciano al quanto perplessi: perchè sarebbero rimasti solo due frammenti e non, per esempio, tre o quattro a testimoniare la passata catastrofe? E perchè sia Phobos che Deimos orbitano praticamente sul piano equatoriale e non in modo completamente caotico?

Domande per nulla da prendere per scontate o alla leggera. Domande alle quali ogni Ricercatore, che ha sposato una determinata Tesi, potrebbe tentare di dare una risposta (secondo le proprie capacità e intendimento). Tuttavia per poter intraprendere una simile strada (complessa vero?) sarebbe quanto meno utile operare un confronto tra immagini ottenute mediante le varie sonde inviate nei diversi periodi di tempo. In questo articolo Vi proporremo,  prima di tutto, questo affascinante confronto.

Importante: tutte le immagini sono Credits NASA escluse quelle della Mars Express che sono Credits ESA.

Iniziamo con gli Orbiter delle sonde Viking 1 e 2.

m09_mtvs4109_09 è il nome del presente fotogramma scattato dalla Mariner 9. L'oggetto in questione parrebbe essere il satellite Phobos. Certamente non possiamo dire che l'immagine sia eccezionale in fatto di risoluzione e limpidezza.

Tuttavia è la forma del satellite che ci lascia un pizzico stupefatti: come potete notare Phobos appare decisamente irregolare, molto più di quanto mostreranno le successive missioni.

In ogni caso, questa immagine è una rarità e l'abbiamo voluta inserire qui come primo documento della nostra comparazione. Un ringraziamento lo vogliamo elargire al Dr Paolo C. Fienga, Presidente di Lunar Explorer Italia, che molto cortesemente ci ha passato il frame.

Ci stavamo chiedendo dov'è il grande cratere Stickney... Probabilmente è nel lato in totale ombra. Ma sarà davvero Phobos questo? Oppure lo è quello immortalato dalle altre sonde?

Ed ora una stupenda rassegna di immagini ottenute dall'Orbiter della Viking 1 e relative al cratere Stickney.

Sull'origine del cratere Stickney vi sono ipotesi controverse, dalla più classica ed ortodossa formazione da impatto alla più "fantascientifica" presenza di una cavità centrale, di cui Stickney corrisponderebbe ad un ingresso verso l'interno del satellite.

I tre frames che potete qui osservare provengono dall'Orbiter della sonda Viking 1. Chi fosse interessato a visionare la versione "full size" potrà farlo nel sito di Lunar Explorer Italia dove è in corso, tra l'altro, la raccolta di documenti fotografici delle missioni Viking 1 e 2.

Soffermiamoci subito su due interessanti aspetti: 1) la forma di Phobos qui appare decisamente più tondeggiante rispetto al frame del Mariner 9; 2) Inoltre, notate la limpidezza e la buona risoluzione dell'Orbiter... Stiamo parlando di una tecnologia risalente a 30 anni fa!

A volte si leggono commenti non sempre positivi circa la "scarsa" risoluzione delle immagini scattare dalle Viking 1 e 2 (specie quando si tira in ballo la regione di Cydonia Mensae). Eppure, scoprirete con sorpresa che queste immagini, paragonate propriamente a quelle di Mars Globas Surveyor e Mars Express, non sono poi così cattive... E ve lo dimostreremo!

Ora osservate bene Stickney ripreso da tre angolazioni diverse: nonostante sia praticamente impossibile vedere il fondo del cratere sembra abbastanza evidente che esso non è cavo, ma possegga in effetti una superficie chiusa al suo interno. Però è davvero strano che Phobos, essendo un macigno colpito da un altro (grosso) macigno, non sia andato completamente in frantumi... Come sarà stato possibile?

Una nota di curiosità sorge osservando quest'altra immagine che riprende sempre Phobos da un'ulteriore prospettiva visiva. Se ci fare caso sulla superficie chiara appaiono numerosi piccoli crateri e "affossamenti" leggermente più scuri rispetto al resto della superficie. Ciò dovrebbe essere l'evidenza del fatto che il satellite sia stato ricoperto (dopo i presunti impatti) da una coltre di polvere molto simile alla regolite lunare.

E, anche da qui, potremmo porci delle domande: 1) in considerazione della potenza d'impatto anche di, relativamente parlando, piccoli frammenti, com'è che Phobos non è andato distrutto? Provate a sommare la potenza di tanti piccoli oggetti... basti pensare che un sasso di 1 dm3 ha il potenziale paragonabile ad una grossa bomba. Tra l'altro, potete ben raffrontare il tutto anche sulla base del cratere visibile in basso, piuttosto grande, così da intuire la drammaticità della questione. 2) La regolite da dove è arrivata? Una spiegazione ragionevole pensiamo che sia quanto meno da ricercarsi nelle immediate vicinanze di Marte. Eppure la regolite abbonda anche sulla Luna. Una possibile origine comune? Non occorre fare dei grossi sforzi di logica per comprendere il fatto che la regolite si sarebbe depositata dopo i presunti impatti.

Pensate che tutti gli impatti abbiano, sommati insieme, contribuito a stabilizzare l'orbita di Phobos oppure il contrario? In altre parole: se un impatto catastrofico è persino capace di destabilizzare l'asse di rotazione di un pianeta come la Terra (se non addirittura l'orbita), com'è che Phobos è ancora lì (anche se la sua orbita è in lento, ma costante, declino verso Marte)?

Ed ecco un esempio di ciò che noi definiamo "orrori da professionisti allo sbaraglio":

L'immagine è sempre relativa alle missioni Viking, ma osservate bene nel lato Sx del satellite, vi troviamo un mal riuscito "cut and paste" in perfetto stile anni 70 (presumiamo). Guardate appena sopra il bordo di Stickney e vi accorgerete del taglio orizzontale. Ora guardate il taglio verticale che persino un cieco distinguerebbe: esso divide letteralmente in due il satellite creando uno scenario irreale e assurdo. In pratica, la parte Dx del taglio appare più liscia e priva di crateri "nudi" (ovvero ricoperti di regolite supponiamo); la parte Sx del taglio appare invece più frastagliata e scura. Certamente un contrasto discutibile.

Interessante vero? La abbiamo voluto mettere in risalto perchè nelle altre immagini di Phobos tale "capolavoro" non appare affatto! Anzi possiamo osservare lineamenti coerenti, immagini intere e non mutilate o male incollate. E quindi ci sorge una dell solite barbose domandine "ine... ine": quale utilità avrebbe un siffatto scempio professionale? Per dimostrare quali innegabili doti? Per mostrare (o non mostrare) che cosa?

La sensazione che abbiamo, così su due piedi, è quella di due immagini di oggetti diversi messi insieme... Voi che ne pensate?

Adesso continuiamo con la Mars Global Surveyor...

 

L'interno di Stickney

 

 

dal sito dell'MSSS

Ci troviamo nuovamente davanti ad un Phobos al quanto trasformato, tuttavia (speriamo) solo in apparenza. La sonda Mars Global Surveyor, durante i suoi fly-by, ha potuto fotografare il satellite da un angolo visivo ancora diverso rispetto alle precedenti missioni. Ciò nonostante i particolari sono ben visibili e molto interessanti.

Per chi volesse vedere le versioni "full size" raccomandiamo di andare sulla pagina originale del sito Malin Space Science System dalla quale abbiamo estratto le seguenti immagini "small size".  

E' sempre il cratere Stickney a fare da "grande attrazione": questa volta possiamo ben distinguere anche il fondo dello stesso, a riprova del fatto che Phobos non possiede una vera e propria cavità, come alcuni hanno ipotizzato con molta fantasia. Possiamo soffermarci anche sulla notevole quantità di ombre prodotte nel resto della superficie dalla caratteristica forma irregolare del satellite.

Ed ora cominciamo a tirare due conti:

  1. Abbiamo appurato che il cratere Stickney è sproporzionatamente grande per un corpo delle dimensioni di Phobos.

  2. Abbiamo appurato che, sommando tutti i presunti impatti, le probabilità che Phobos possa essere sopravvissuto si dovevano ridurre a valori bassissimi.

  3. Phobos e Deimos orbitano entrambi sull'equatore di Marte e, in funzione dei numerosissimi presunti impatti, resta al quanto improbabile che essi siano ancora oggi in tali orbite.

  4. Non vi sono altri frammenti rilevanti attorno a Marte per fornire ulteriori indizi della catastrofe presumibilmente accaduta in un passato forse nemmeno remoto.

  5. E' estremamente improbabile che Phobos e Deimos siano stati catturati da Marte dalla fascia degli asteroidi: tale fascia è comunque molto distante da Marte ed il campo gravitazionale del pianeta è al quanto ridotto.

  6. Se Phobos (e anche Deimos) fossero frammenti di Marte scagliati nello spazio, dovremmo dedurre che l'angolo di proiezione doveva essere abbastanza inclinato e la velocità doveva essere "giusta" (ne troppo veloci ne troppo lenti). In altre parole stiamo valutando eventi non impossibili, ma comunque abbastanza improbabili se analizzati di fronte alla grande casualità e indeterminazione riscontrabile entro le leggi fisiche fondamentali.

  7. Osservando l'interno di Stickney si possono notare delle strane strisce perpendicolari al bordo del cratere. Che cosa significano? Potrebbero essere il prodotto dell'impatto oppure il prodotto di una qualche attività di erosione ed escavazione? Potremmo insomma ipotizzare che Stickney sia derivato da una escavazione di qualche genere e/o implosione del terreno "dall'interno" di Phobos?

E per concludere non poteva mancare la sonda Mars Express.

Luna Phobos del Martian

Ed eccoci arrivati al termine della nostra rassegna di immagini relative a Phobos mostrando queste due riprese dalla Mars Express dell'ESA.

Nonostante tutto, continuiamo a trovarci davanti ad un oggetto piuttosto emblematico. Non è solo il cratere Stickney a suscitare curiosità, ma lo sono anche le numerose striature che percorrono la superficie del satellite: alcuni sostengono che esse siano legate alla formazione di Stickney.

Altre curiosità:

  1. Phobos è situato ben oltre il limite di Roche di Marte per cui la sua distruzione potrebbe verificarsi all'approssimarsi dei 5000 km di quota dalla superficie.

  2. Esso orbita in circa 7 ore e 40 minuti (in un giorno marziano Phobos compie oltre 3 orbite).

  3. La sua densità è bassissima, circa 1,9 g/cm3. Questo ha creato alcune ipotesi sulla sua struttura interna che non è del tutto rocciosa. Probabilmente è presente acqua, ma se così fosse viene da chiedersi ancor più se la sua origine sia da imputasi allo stesso Marte. Oppure cosa c'è dentro?

Dunque, se la presenza della fascia di asteroidi potrebbe indicare che un antico corpo planetario si smembrò formando una cintura di frammenti minori viene spontaneo chiedersi come mai Marte non abbia almeno generato una simile fascia nel suo percorso orbitale, ammesso che l'orbita di Marte non sia sostanzialmente mai cambiata.

Ci sarebbe motivo di ritenere plausibile che Marte seminò nello spazio un gran numero di frammenti? In tal caso dove sono finiti e perchè ne sarebbero rimasti solo due, per di più in orbite equatoriali?

Nella composizione di una Teoria il più coerente possibile dobbiamo anche tenere conto di questi fattori cosicchè, eliminando l'impossibile, tutto ciò che resterà, sebbene improbabile, dovrà essere (si spera) la Verità.

 

Accumulazione di Phobos

Mars Express ci offre un primo piano di Phobos a colori (Credits: ESA)

Provate a confrontare questa immagine che mostra Phobos in varie angolazioni con quella del Mariner 9. Non è forse vero che vi si riscontrano differenze di forma davvero straordinarie?

 

CONTATTACI  LINKS  COLLABORA  MARS TODAY  PHOTO JOURNAL  MAPPA STELLARE  SKY & TELESCOPE  EFFEMERIDI T.C. L'ASTRONOMIA  LIBRI  RECORDING STUDIO  BIT RECORDS  -  GENESIS    <<< ENTER >>>

 

 

© 2004 - 2008 Pianeta Marte.net. All right reserved. 

 

Sei il visitatore numero: