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"AREA DI CONFINE" n. 31. APRILE 2008

 

L’opinione

Editoriale di Aprile della rivista "Area di Confine"    

Il nuovo nome della rivista “Area di confine” vuole  indicare il campo in cui intendiamo muovere i nostri passi, ma vuole anche definire l’ambito in cui dobbiamo posizionare l’ufologia, materia finora relegata fra le curiosità, nell’ipotesi migliore, e fra le amenità e le stramberie nell’accezione comune. Questa immagine riduttiva ed inappropriata fornita con pervicacia dai media ha finito con il condizionare l’opinione pubblica che ha acquisito un’idea distorta di questa materia ritenuta inaffidabile e seguita da personaggi balzani, meritevoli solo di commenti improntati all’ilarità ed alla denigrazione. Ciò è talmente entrato nell’uso comune che, pur avendo avuto gli avvistamenti una crescita esponenziale negli ultimi anni, nello stesso modo esponenziale sono diminuite le denunce di avvistamento da parte dei cittadini, certi di esporsi al ridicolo ed all’emarginazione sociale qualora decidessero di testimoniare su certi avvenimenti. Così come sono sempre più quelli che, pur denunciando i fatti, chiedono di restare nell’anonimato, rendendo di fatto invalida la loro testimonianza. Muoversi nell’Area di confine significa uscir fuori dal tradizionale modo di fare ufologia e direzionarsi verso un’area più scientifica. Senza poterla raggiungere, ovviamente, in quanto la stessa parola “UFO” si riferisce a qualcosa di non identificato lì dove la scienza si muove in un campo dove non c’è posto per l’inesplicabile ed il non certo e verificabile. Nonostante ciò possiamo avvalerci della radice “scienza” in quanto la ricerca sugli UFO può essere fatta in modo scientifico poiché, infatti, possiamo comunque studiare con metodo scientifico ciò che scientifico non è mettendo quindi l’accento sul “come” e non sul “cosa”. E ciò vale sempre nel campo della ricerca visto che, per definizione, essa  si muove sempre in campi ancora da esplorare. Quindi, se gli UFO sono e restano ancora in una dimensione misteriosa, lo studio e la ricerca su di essi può, anzi deve, effettuarsi con approccio serio e credibile. Ma ciò non può escludere ipotesi che normalmente siano ritenute poco serie, anzi è proprio il senso comune che bisogna mettere più spesso in discussione poiché esso è ormai pesantemente condizionato da un’educazione stereotipata e falsamente scientifica nonché da un’informazione di fatto inesistente.

Perciò “Area di Confine”, perché dobbiamo imparare a muoverci di più e con maggior coraggio  in quell’area, fra scienza e superstizione, che è l’unica dalla quale un giorno potranno derivare le scoperte che condizioneranno e cambieranno il nostro futuro. E’ con questo spirito che abbiamo dato la copertina all’articolo di Matteo Tenan sulle Abductions : se “toccare ferro” o usare rimedi come l’aglio, la menta o l’iperico può dare conforto e sicurezza a chi vive l’incubo del rapimento alieno, più che ridicolizzare dovremmo chiederci perché un serio ricercatore evidenzia certe soluzioni. In questi casi applicheremo quello che ormai passa per “l’assioma di Tom Bosco”  (Tom Bosco, direttore della rivista Nexus) che prima di scartare certe ipotesi inconsuete si pone sempre  la domanda “e se fosse tutto vero?”

Ennio Piccaluga

ennio.piccaluga@acaciaedizioni.com

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