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Questa è la seconda parte dell'articolo apparso sul
numero 10 della rivista "Area 51" (luglio 2006), curato dall'Ing.
Ennio Piccaluga. Precisiamo che il presente
materiale è Copyright di Hera Edizioni, ma è stato concesso anche al sito
www.angelsofmars.it, di Davide Toscani.
Le immagini proposte
nell'articolo sono di fonte NASA ed ESA, pertanto non si tratta di
documentazione dubbia o inventata. Nella versione a cura di Davide
Toscani sono disponibili queste stesse immagini con una definizione
superiore e a schermo intero.
http://www.angelsofmars.it/Articoli/nasabugie/
Pianeta Marte.net Vi
augura una Buona Lettura.
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Monte Olympus
Nella
fig. 9 si può ammirare, ruotata di 180°, una splendida immagine di fonte
NASA scattata nel 2001 e presente anche sul sito dell’ESA, del Monte
Olimpo.
Con i suoi 27Km di
altezza è considerato la più grande struttura orografica del sistema
solare. Il fatto stesso che fosse, forse erroneamente, ritenuto un
vulcano ancora in attività, ha impedito che questa imponente altura
fosse studiata con motivazione diversa da quella del geologo. Un
grave errore perché, come mostrato su Ossimoro Marte con dovizia di
particolari, questa montagna è sede di alcuni delle più interessanti
anomalie con verosimili caratteristiche di matrice artificiale.
Nella Fig.10 è riportato,
ingrandito, un particolare della zona inferiore. Si notano con evidenza
due aperture rettangolari separate da un’intercapedine. Crateri
rettangolari? Improbabile, considerato che si trovano, tra l’altro, sul
fianco del monte e non sul fondo. Al centro, tra le due aperture, c’è un
divisorio. Sul mio libro ho dimostrato con notevoli argomenti che potrebbe
trattarsi di una struttura per il trattamento di enormi quantità di
aria onde ricavarne, forse, l’ossigeno contenuto in minima quantità
nell’atmosfera di quel pianeta.
Ancora
una volta avrei potuto essere in errore vedendo lucciole per lanterne ma,
questa volta, ci hanno pensato i tecnici della NASA a confermare le mie
ipotesi facendo sparire da tutti i siti americani la foto della fig. 9 e
mettendo in campo, sulle restanti immagini reperibili del Monte Olimpo,
tutti i trucchi possibili per occultare quanto in questa sede osservato.
Quello che segue è un piccolo trattato di come si può operare per
snaturare le foto che si vogliono rendere irriconoscibili.
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figura 9
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figura 10
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Trucco numero uno: proporre immagini con risoluzione limitata, tanto
quanto basta a rendere irriconoscibili i particolari critici. Osservare a
tale scopo la Fig. 11 rappresentata in falsi colori per dare un’idea del
livello altimetrico dei vari punti. La resa in falsi colori è tornata
utile a far salire il numero di Kbytes dando così l’impressione di
rappresentare una foto con alta risoluzione ma in cui, in effetti, sono
spariti del tutto i particolari in oggetto.
Trucco numero due: effetto gelato sciolto. E’ questo un trucco che,
una volta scoperto, dovrebbe far arrossire di vergogna chi l’ha attuato.
La foto di Fig. 12 ottenuta con una MOC (Mars Orbital Camera) NASA rende
bene l’idea: le due aperture rettangolari si sono unite in un antro buio,
insignificante e senza particolari. Le interessanti evidenze presenti
sulla destra della Fig. 10 diventano dei pezzi di formaggio fuso che non
hanno alcuna senso. Ovviamente questi stratagemmi si possono operare su
immagini dove i particolari critici siano già di per sé poco evidenti.
Come operare in caso di immagine di elevata risoluzione? Nel modo più
estremo ma anche il più efficace e sfrontato e cioè…

figura 12 |
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figura 11 |
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figura 11 bis
Nota di Pianeta Marte.net:
per comodità del Lettore abbiamo proposto la figura 11 in modo da rendere
leggibili le relative nomenclature del Monte Olympus (figura 11 bis).
Fateci caso che la prospettiva visiva di figura 11 corrisponde alla
medesima prospettiva della figura 9. E... guardate bene in basso: dov'è
finita quella struttura rettangolare? |
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Trucco numero tre:
avere l’estrema necessità di tracciare un perimetro sulla foto facendolo
transitare, in modo opportuno, sulla zona incriminata, con una linea di
spessore sufficiente allo scopo. La Fig. 13
rende bene l’idea: un
perimetro tanto assurdo quanto inutile passa sulla foto centrando con
estrema precisione le nostre due aperture ed occultandole di fatto ad
eventuali occhi indiscreti. C’è un altro stratagemma per occultare i
particolari compromettenti ed è il seguente….
Trucco numero quattro: ruotare la foto
di 90 o 180° secondo la necessità. Su Ossimoro Marte mostro come è
possibile, con questo semplice stratagemma, far sparire contemporaneamente
una formazione antropomorfa ed una struttura artificiale in essa
contenuta.
Trucco numero cinque: mostrare l’immagine a specchio con il risultato
di confondere l’osservatore più sprovveduto che, frastornato, lascerà
perdere.
Quanto
esposto in merito al Monte Olimpo è senz’altro sconcertante. Devo comunque
convenire che, pur trovandoci di fronte ad indizi pesantissimi non
abbiamo, fino a questo punto, sufficienti elementi per emettere un
verdetto di condanna per falsificazione nei confronti della NASA. Anche se
alquanto remota, c’è sempre la possibilità che quanto sinora osservato sia
frutto della mente di chi vede complotti dappertutto e perciò nessuna
delle circostanze osservate può assurgere a prova inconfutabile. Se
l’elenco delle incongruenze finisse qui si potrebbe quindi archiviare il
tutto ed assolvere l’imputato per insufficienza di prove. Ma purtroppo
l’elenco delle discrasie fra la documentazione dei due Enti Spaziali è
lungo, tanto da doverci fermare e tralasciare altre immagini che, a
differenza di quelle già viste costituiscono la prova evidente delle
falsificazioni operate sulle foto che giungono dal Pianeta Rosso. L’elenco
continua su Ossimoro Marte dove, con 240 pagine ed oltre 180
particolari fotografici, c’è spazio a sufficienza.
Nota: tutti i particolari
fotografici sono di provenienza NASA tranne i frame 7 ed 8 tratti da foto
di fonte ESA. I particolari delle foto 2, 3 e 10 sono inediti. Le
immagini contrassegnate come figura 2, 3, 7, 8, sono consultabili
nell'articolo stampato sul numero 10 (luglio 2006) della rivista "Area
51".
Ennio Piccaluga
piccalugaennio@elleepisrl.it,
www.elleepi.net/mars,
www.ossimormarte.blogspot.com
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figura 13 |
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figura 13 bis:
Pianeta
Marte.net vi propone l'immagine capovolta per rendere più chiaro il ragionamento
esposto da Ennio Piccaluga. Fateci di nuovo caso che questa prospettiva
corrisponde a quella di figura 11 bis: funzionale come sistema, vero?
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