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Ossimoro Marte: il
nuovo libro che cerca di relazionare le antiche civiltà terrestri
con possibili attività intelligenti sul pianeta rosso. |
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Ennio Piccaluga |
Pianeta Marte.net è lieta
di presentare al pubblico questa intervista con l'Ing. Ennio Piccaluga,
autore del libro "OSSIMORO MARTE", che potremmo considerare, sotto molti aspetti, come l'evoluzione (o il complemento)
del libro "LA CIVILTA' DI MARTE" del Dr. Gianni Viola, planetografo e studioso di decennale esperienza su tutto ciò che riguarda
Marte. Non per nulla è sua la prefazione del libro di Ennio Piccaluga.
Perchè abbiamo voluto
inserire questa trattazione nella sezione "Le Anomalie"? La ragione è che
stiamo portando avanti un quieto dibattito, a suon di osservazioni,
comparazioni, articoli e riflessioni
riguardanti la possibilità che, in un passato forse lontano o forse vicino,
Marte, come la Terra, fu abitato da qualcuno. E' di fondamentale
importanza raccogliere quanta più documentazione sia possibile nel tentativo
di fare chiarezza su questo affascinante argomento. Come tanti
Lettori di Pianeta Marte.net avranno notato, la Sezione "Le Anomalie"
continua a spaziare tra le due principali correnti di pensiero: quella che
va a favore della vita intelligente su Marte e quella che va
contro. L'intento è di tenere aperto il confronto fino a quando le
prove a favore dell'una o dell'altra corrente prevarranno.
Molti credono che la vita
intelligente su Marte non ci sia mai stata perchè ad affermarlo sono
eminenti scienziati, nonchè gli stessi portavoce degli Enti Spaziali NASA
ed ESA. Ma sostenere un tale tesi non è sinonimo di veridicità della
stessa. L'aspetto più intrigante di questa, ormai ultradecennale, diatriba
scientifica (dai chiari connotati filosofici, etici, religiosi ecc....) è
il suo profondo impatto psicologico collettivo. Ed è proprio su questo che
cercheremo di concentrarci.
Come si proietta in termini
pratici il "rifiuto aprioristico" di una qualche forma di vita
intelligente esistita (o esistente) fuori dall'ambiente terrestre?
Probabilmente le frasi, ormai famose, circa i "giochi di luci ed ombre",
"le interazioni eoliche", "i modellamenti dovuti a flussi d'acqua (del
remoto passato) sulla giovane superficie marziana..." potrebbero
nascondere una solida barriera mentale dalla quale riescono solo a passare
i batteri e le ipotetiche forme di vita fossili. Ci sono anche coloro che
vanno in cerca delle pagliuzze dei "credenti": errori di espressione,
errori grammaticali, errori tecnici ecc... Ma è ovvio che nessuno è perfetto...
Forse,
peggio ancora dello scetticismo unidirezionale (che non vuole confrontarsi
con nulla che possa scalfire il proprio status) potrebbe essere il
disinteresse generale.
Ecco come l'ing. Ennio
Piccaluga ha ben sottolineato questo fin troppo evidente stato
esistenziale:
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"Come ho anche scritto nel testo (riferito al
libro. Nota di Pianeta Marte.net), molti
pignoli si fermeranno, per criticare il libro, a qualche banale errore di
distrazione. Avendo in effetti dovuto scrivere in continua lotta con il
tempo, non è affatto escluso che ci sia qualche imprecisione formale,
qualche virgola fuori posto o qualche vocale sbagliata. Dovendo scegliere,
ho preferito dare maggiore attenzione al contenuto reale, ai fatti che, in
questo caso, sono di quelli che possono cambiare la storia dell'uomo.
Se poi qualcuno ritiene che la scoperta di vita intelligente fuori del
nostro pianeta non cambia nulla allora.... siamo proprio conciati male.
Eppure è proprio questo quello che temo di più, che un fatto di questa
portata non scalfisca più di tanto l'indifferenza dominante"
(il corsivo è stato aggiunto) |
A
beneficio di tutti: chiarifichiamo che qui non si sta facendo la guerra fra
chi è il più intelligente o il più "tarato". Si sta cercando di fornire i
mezzi migliori per uscire da quel lungo e buoi tunnel di antropocentrismo
e geocentrismo tutt'altro che debellati! Se davvero la vita intelligente
non è prerogativa solo ed esclusivamente dell'Homo Sapiens non costituisce
certo un male. Ma forse ad alcuni questo potrebbe nuocere a livello
psicologico (e non solo), e per mascherare tale disagio si fa di tutto per
spostare il più lontano possibile, nello spazio e nel tempo, la vita
intelligente.
Continua l'Ing. Piccaluga:
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"Proprio per questo motivo apprezzo enormemente
l'entusiasmo di quelli come te (riferito al curatore di Pianeta
Marte.net) che molto possono fare per smuovere gli
scettici e la scienza ufficiale, quella che affossa tutto ciò che non è
stato "ufficialmente" scoperto da chi è riconosciuto da loro idoneo alla
scoperta. Sappiamo bene di che personaggi si tratta: sono quelli che
finora hanno sempre negato tutto, con pervicacia, sicumera, arroganza.
Sono gli scienziati ed i divulgatori, come dice Viola, usciti dal pantano
degli "skeptics" e destinati comunque a finire in soffitta tra le
cianfrusaglie" |
Attenzione: ne Ennio Piccaluga, ne Gianni Viola e neppure il curatore di
Pianeta Marte.net disprezzano la Scienze e gli Scienziati in senso
generale, o generalizzato. Ci mancherebbe altro! Amiamo profondamente la
Scienza e apprezziamo tantissimo il lavoro svolto dagli Enti Spaziali,
grazie al quale possiamo fare la nostra critica scientifica e far
conoscere la nostra voce... Il vero problema è l'attitudine mentale
negativa, attitudine che NON E' SOLTANTO PREGIO DI CHI APPARTIENE AL MONDO
ACCADEMICO, ma di tutti! Proprio tutti. D'altro canto, non scordiamoci che
anche il troppo affidarsi alle facili voci di chi vede artefatti in ogni
sassolino o cose simili, potrebbe facilmente incorrere nella classica
bolla di sapone con relativa figuraccia... Perchè il dibattito deve
essere sempre mitigato dal buon senso.
E come
vedremo... insieme a Ennio Piccaluga affronteremo queste paure di
essere-non essere, parleremo di come potrebbe cambiare il significato
della Storia, e di come poter guardare fuori dal pianeta Terra senza
timori e pregiudizi...
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P.M.
l'uomo è un essere che ha fondamentalmente paura. Cosa ne pensi? Ma che
cosa è la paura? Da bambini avevamo paura dei nostri stessi sogni
notturni, dell'"uomo nero", del buio, delle cose sconosciute che però,
paradossalmente, ci incuriosivano. E' possibile che la paura si trasforma
e ci accompagna per tutta la vita? |
E.P.
L'uomo ha Paura? Non ne sono del tutto
convinto. Di certo ci sono 1000 motivi per averne, forse troppi e l'uomo
preferisce vivere in totale incoscenza. L'uomo ha paura di ciò che non
conosce e, vista la sua ignoranza, dovrebbe aver paura di tutto. Ma i
media ci rassicurano e ci dicono che è tutto sotto controllo. Gli
scienziati ci forniscono un sacco di spiegazioni inutili ed
incomprensibili e, proprio per questo rassicuranti: c'è qualcuno che pensa
a tutto. E poi ci sono i medici a pensare alla nostra salute: la ricerca
fa passi da gigante.
Tutto falso! C'è da avere paura di tutto,
a cominciare dai medici, ospedali e medicine che, dopo malattie
cardiocircolatorie e cancro (causate dagli scienziati: petrolio, plastica,
radiazioni) rappresentano la terza causa di morte (in America, ma qui è
diverso?). C'è da avere paura degli scienziati, chiaramente asserviti al
potere e non alla conoscenza. C'è da avere paura dei divulgatori, che
divulgano la falsa scienza dei falsi scienziati e stigmatizzano chi la
pensa in modo non ortodosso. La gente preferisce non pensare e mette la
testa nella sabbia. Non vuole neanche sapere, si accontenta di quello che
sa, anzi di quello che gli è stato detto. Se poi l'ha detto la
televisione...... Giorni fa, con una coppia di cari amici discutevo della
possibilità di vita su Marte; quando mostrai le prove decisive li ho visti
impallidire e balbettare con negli occhi un senso di terrore. Quello
che evidenziavo dimostrava che la verità gli era stata nascosta dagli enti
preposti a dispensarla: televisione, radio, scienziati e divulgatori. E'
questa la vera paura, che ci crollino tutte quelle piccole, false
sicurezze che ci rendono tranquilla la vita. Ciò lo otteniamo evitando di
farci domande le cui risposte potrebbero essere diverse da quelle che già
conosciamo. La gente ha paura dei marziani (come potrebbe non averne dopo
"La guerra dei mondi" di Spielberg?). Ma c'è un rimedio: i marziani non
esistono, anzi non devono esistere, punto.
Di cosa ho paura io? Che l'umanità non
abbia paura di nulla se non della conoscenza.
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P.M.
Dunque, se fosse realmente così (usiamo il
"fosse" per non apparire magari ipersicuri), la Storia come la dovremmo
considerare? Proprio quella Storia che tutti abbiamo studiato a scuola...
e che tanto ci ha annoiato a morte? Anche perchè qui in ballo potrebbe
celarsi una vera rivoluzione... non è forse vero? |
E.P. In effetti l'umanità ha imparato a
scuola ad avere paura della conoscenza, con un processo di apprendimento
legato alla sofferenza. Come i cani di Pavlov , associamo ormai alla
sofferenza sia lo studio che la vera comprensione del mondo che ci
circonda. Preferiamo rinunciare e delegare ad altri il sapere, sperando
poi che ci spieghino qualcosa. Ma, se sapere è potere, il potere non lo
regala nessuno, o quasi. Quella che invece ci viene regalata è una
montagna di bugie da parte di chi, pur da noi delegato (e pagato) alla
conoscenza, non ha capito niente ed ammanta di paroloni la sua ignoranza,
oppure, pur sapendo, tutto ci dice tranne la verità, per assecondare
poteri che si avvantaggiano dell'ignoranza generalizzata. Il bello è che
molti pensano che, esibendo una laurea , possano chiamarsi fuori
dall'incompetenza imperante, mentre fanno semplicemente parte di una
ignoranza istituzionalizzata.
Esagero?
Chiedete ad un professore di
fisica perchè il cielo è azzurro o perchè in certi giorni il sole ci
abbronza ed in certi giorni no. Sono domande semplicissime che, quasi
sempre, non trovano risposta. Su Ossimoro Marte, Gianni Viola, curatore
della prefazione, descrive alcune incredibili "perle" rilasciate, in
risposta a suoi quesiti, da famosi astronomi ed alti personaggi di enti
spaziali, personaggi riconosciuti di pensatori di conoscenza. La storia,
la materia più importante per capire chi siamo, è stata quasi sempre, a
scuola, una materia noiosa da cui è impossibile trarre reali elementi di
conoscenza. Non c'è nulla di strano, quindi, che la gran parte della gente
non percepisca l'importanza di scoperte ed avvenimenti che hanno la
potenzialità di cambiare il corso della storia. Ciò che mi ha meravigliato
di più è che molti non hanno contestato le prove addotte nel libro: le
ritenevano valide ma, tutto sommato, di non rilevante importanza. Qualcosa
(la televisione?) o qualcuno (professori, scienziati, divulgatori?) ci
hanno talmente condizionati che non riusciamo più a meravigliarci di
nulla, neanche di ciò che potrebbe cambiare la storia. Perchè di questo si
tratta: se è vero che la nostra Bibbia è mutuata dalla traduzione di
antichi testi sumeri; se è vero, come sembra ormai chiaro, che qualcuno di
cui siamo fatti ad immagine e somiglianza ha edificato ziggurrat sulla
Terra, in Mesopotamia, e su Marte, nella Vallis Marineris, non dovremo
forse riscrivere tutta la storia dell'uomo?
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P.M.
Ok, mettiamo da parte allora il piattume che la Storia, quella comunemente
conosciuta, ci trasmette... mettiamo da parte i timori di sapere e
leviamoci pure la testa da sotto la sabbia... Con questo spirito cosa si
apre davanti ai nostri occhi? In definitiva questa è la chiave di lettura
offerta in Ossimoro Marte, giusto? |
E.P.
Ossimoro Marte
obbliga a togliere il velo davanti agli occhi con i quali ognuno può
vedere il grande errore che, con presunzione antropocentrica,
l'umanità riperpetua da troppo tempo. E cioè che ci sia stato un inizio
ed una lenta evoluzione che ha portato l'uomo a conquistare il pianeta e
la natura fino ad andare (udite, udite) sulla Luna. Prossima meta il
pianeta che starebbe nel nostro futuro, Marte. Quello che il libro
dimostra, è che su Marte ci siamo già stati, forse 10.000 anni fa e
forse (il forse lo metto sempre quando faccio solo delle ipotesi, anche
se verosimili) anche 100.000 od un milione di anni fa e chissà quante
altre volte nei miliardi di anni che ci hanno preceduto.
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P.M. Ma
cosa è un ossimoro e perchè Ossimoro Marte?
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E.P.
Ossimoro indica la contradizione che c'è a volte
in alcune frasi o in alcune parole. Un esempio di ossimoro può essere il
motto "gridare in silenzio" o il versetto latino "prestina lente"
(affrettati con calma). Nel nostro caso l'ossimoro consiste nel vedere
Marte come simbolo del nostro futuro mentre ciò che abbiamo scoperto è
che esso rappresenta la testimonianza del nostro passato.
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P.M.
Ennio, considerando le riflessioni profonde che hai fatto a proposito
dell'atteggiamento degli Enti Spaziali in che ottica dobbiamo mettere i
"cover-up" e tutta questa mania di cospirazionismo dilagante?
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E.P.
Su questo aspetto sono molto perplesso, forse perchè non ho tutti gli
elementi per dare delle risposte esaustive. Personalmente ho una grande
ammirazione e considerazione per i vari enti spaziali, quello
russo, quello americano, la NASA, e quello europeo, l'ESA. Proprio per
la stima che nutro verso questo insieme di tecnici di valore, sono certo
che ad essi non siano affatto sfuggiti i particolari da me osservati.
Non mi resta che sperare che il cover-up messo in atto nelle missioni
marziane sia dettato da buone intenzioni come quella di una rivelazione
graduale di verità dal significato troppo destabilizzante per
un'opinione pubblica non ancora pronta. Non condivido invece, come lo
definisci tu, il cospirazionismo dilagante, troppo facile e generico.
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P.M.
Dunque, possiamo ritenere
che il quarto pianeta rappresenti lo spaventapasseri di determinati
pensatori d'oggi e, contemporaneamente, la "Terra Promessa" per ben
altre menti, che ne pensi? C'è chi vede alieni e manufatti in ogni cosa
e chi non vede proprio nulla nemmeno a mettergliela sotto il naso. Ma è
così difficile avere un punto di vista equilibrato? |
E.P.
E' proprio così,
è difficile avere un punto di vista equilibrato! O meglio, ciascuno
pensa che il suo lo sia. Mancano dei comuni parametri di riferimento e
molti non si rendono conto che prima di esprimere un parere su certi
argomenti ci si dovrebbe preoccupare di acquisire il minimo della
competenza necessaria. Il fatto è che, quanto più si è incompetenti,
tanto più si pensa di avere il diritto di parola. Anche per questo
motivo non condivido la facile critica ai vari enti: se ci rendessimo
veramente conto della complessità delle imprese spaziali, spesso
realizzate nella continua necessità di ottimizzare le risorse economiche
disponibili, ed ancora più spesso condizionate dalla politica e dai
militari, ci penseremmo un po' prima di muovere facili critiche. Giorni
fa, in una trasmissione televisiva sugli UFO, al noto e bravo ufologo
Roberto Pinotti veniva contrapposta una bella ragazza priva di
competenza ma dotata di belle gambe. Per molte persone questo requisito
è sufficiente per avere diritto di parola, ma così non è se l'argomento
della serata è l'ufologia e non un concorso di bellezza. Però qualche
presentatore con poca buona fede si serve di questi mezzucci per mettere
sullo stesso piano le persone preparate e quelle incompetenti dando
l'impressione, per un fatto di democrazia, di dare ad ognuno il diritto
di esprimere il proprio parere. Per arrivare alle scoperte rivelate su
Ossimoro Marte ho osservato alcune foto per anni: anche in questo campo,
come negli altri della ricerca, le scoperte non sono casuali. Per
"vedere", la prima condizione è avere la mente sgombra da pregiudizi: se
partiamo dall'assunto che un simile pianeta è sterile rifiuteremo di
considerare anche le prove più evidenti.
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P.M.
Nel libro hai tirato in ballo qualcosa di...
piuttosto inquietante: la possibilità che oggi, proprio oggi, su Marte
c'è qualcuno che ci abita. Se fosse vero....Ci puoi dire qualcosa al
riguardo? |
E.P.
Sul libro
distinguo con chiarezza i fatti dalle congetture. Che Marte ospiti
qualcuno in questa era è solo una congettura anche se supportata da
tanti indizi alcuni dei quali assolutamente sconcertanti. Le prove
evidenziate attestano però con sicurezza la presenza di esseri
intelligenti: resta solo da stabilire in quale epoca.
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P.M.
Ennio, probabilmente gli
scettici irriducibili resteranno tali. Pensiamo invece a coloro che
hanno una mente aperta e ricettiva: cosa NON significa il libro Ossimoro
Marte e tutto quello che la tua ricerca implica? In altre parole lo
scetticismo ed il pragmatismo servono? |
E.P.
Caro Matteo
(il curatore di Pianeta Marte.net), i
tuoi quesiti non sono mai banali: sembra quasi che tu già conosca le
risposte. Sono lieto comunque di questa domanda che mi permette di
esprimere il mio apprezzamento per i tanti scettici intelligenti che con
il loro pragmatismo mi hanno aiutato ad evitare errori di valutazione.
Questa categoria di persone è preziosa ed è la prima che consulto prima
di fare le mie considerazioni. Ho molta più attenzione per gli scettici
che per i creduloni pronti ad accettare qualsiasi ipotesi che accontenti
la loro fantasia. Permettimi di esprimere però il mio disappunto nei
confronti degli "skeptics", i negatori per pregiudizio e per saccenteria
che sanno già tutto senza aver mai visto nulla. Anche se questa
categoria conta spesso nelle sue file plurilaureati e personaggi
istituzionali, avrà meritato pienamente e con ignominia, di finire in
soffitta tra le cianfrusaglie inutili, come dice Gianni Viola.
Bene. Pianeta Marte.net, nella voce del suo curatore Matteo Fagone,
ringrazia l'ing. Ennio Piccaluga per la splendida intervista. Nel
frattempo questa sezione del sito continuerà a prendere in esame tutte le
prove che possono avvalorare la possibilità che Marte sia stato già
visitato da esseri intelligenti nel passato. Ma prenderà in seria
considerazione anche quelle contro, affinchè si possa mantenere il sano
confronto senza pregiudizi e condizionamenti. Non c'è dubbio che c'è
ancora parecchia strada da fare prima di avere ulteriori certezze a favore
della vita intelligente su Marte, tuttavia, dispiace per gli skeptics, gli
indizi aumentano... e stanno aumentando. Forse, sotto sotto, lo confermano
indirettamente persino il gran numero di missioni passate, in corso ed in
programma per i prossimi anni. Non si investono fior di capitali per un
pianeta sterile e senza nessuna prospettiva...
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